i racconti di Milu
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Note:
Questo racconto nasce dalla fantasia di un mio lettore
Mirco e Alessia avevano deciso di trascorrere quella domenica estiva visitando Pisa. Fortunatamente c’era un po’ di vento, così il caldo era più sopportabile. Comunque Alessia aveva indossato un vestitino a fiori senza maniche, corto sopra il ginocchio e molto leggero, ai piedi portava dei sandali di stringhe di cuoio comodi. Mirco si era messo un paio di pantaloncini corti e una camicia con le maniche corte che teneva aperta sul petto.
Visitarono tutti i monumenti più importanti, dalla Torre pendente alla Piazza dei Miracoli, fermandosi a mangiare in una trattoria molto buona.
Quando alla sera salirono sulla macchina per tornare a casa, era un forno, essendo stata tutto il giorno al sole.
«Ti spiace se mi apro un po’ il vestito?», chiese accaldata Alessia, abbassando il finestrino.
«Certo che no!», esclamò Mirco, premendo anche lui il bottone del finestrino. La ragazza sbottonò due dei tre bottoni del vestitino, lasciando in vista buona parte della sua seconda di seno.
«Cosa guardi?», disse mettendosi una mano sulla scollatura, «Mi richiudo se non la smetti», Mirco le stava guardando in seno, voglioso.
Si misero le cinture e poi Mirco partì, mentre Alessia si legava i suoi capelli lisci e scuri in una più pratica coda di cavallo. Aveva il braccio fuori dal finestrino e allargava e stringeva ritmicamente le gambe, cercando di rinfrescarsi facendosi aria col vestito.
Mentre guidava, Mirco sbriciava le sue belle cosce abbronzate, avendo una voglia matta di toglierle il vestito. Ad un certo punto, le mise una mano sulla gamba e le disse: «Hai proprio delle belle gambe, sai?».
«Si, me lo dici sempre», rispose la ragazza. Mirco risalì lungo la coscia e poco prima che arrivasse alle mutandine, Alessia chiese contrariata: «Che fai? Dovresti guidare», ma non tolse la mano del suo ragazzo.
Arrivò a toccare le mutandine e capì, solo al tatto, che aveva messo quel perizoma rosso che lo faceva impazzire. Ebbe subito un’erezione.
«Fermiamoci da qualche parte», propose, iniziando a massaggiarla.
«Tra poco saremo a casa», protestò blandamente Alessia.
Continuando a massaggiarla attraverso il perizoma, Mirco si accorse che ormai era bagnata, quindi imboccò la prima stradina sterrata che vide. Procedette fino ad uno spiazzo circondato da alberi. Ormai era buio e quello era il posto perfetto.
Si sedettero sui sedili posteriori ed iniziarono a baciarsi con passione. Subito Mirco le mise una mano nella scollatura, sentendo fra le dita il capezzolo duro. Gli abbassò velocemente le spalline del vestito e le tolse i reggiseno, gettandolo sul sedile. La sua lingua era vorace sui suoi seni accaldati. Lei gli mise una mano fra i capelli castani tagliai corti ed iniziò a gemere. Mirco le mise una mano fra le cosce sudate e le tolse il perizoma, toccandola sulla vagina accuratamente depilata e fradicia.
Alessia gemeva piano, mentre Mirco si sbottonò i pantaloni tirando fuori il suo pene di buone dimensioni, sui 16 centimetri. Alessia lo prese in mano ed iniziò a segarlo lentamente. Mirco voleva di più, quindi la fece salire su di sé, guidando il pene durissimo dentro di lei. Si muoveva lentamente, come sapeva piacerle, intanto le baciava i seni.
Con la coda dell’occhio, Mirco vide un ombra fra gli alberi, ma era preso dai seni di Alessia davanti al suo viso e non ci fece molto caso. La ragazza gemeva piano, nonostante non ci fosse nessuno intorno a loro, anche se godeva molto. Mirco le stringeva il bel sedere tondo, quando vide non molto lontano dalla loro auto la sagoma di un uomo nel buio. Guardò Alessia, ma la ragazza aveva i suoi occhi grandi e scuri chiusi e il viso arrossato. Non le disse niente e continuò a muoversi dentro di lei anche se un po’ a disagio. Tornò a baciarle i capezzoli, cercando di distrarsi, ma l’uomo si avvicinò ancora qualche passo e Mirco notò che stava muovendo il braccio in un inconfondibile movimento: si stava masturbando mentre li guardava.
«Amore guarda là», le sussurrò Mirco, facendo un piccolo cenno con la testa.
«Cosa?», Alessia aprì gli occhi e si voltò. Vide il guardone e smise di muoversi, Mirco soffocò il suo grido con un bacio.
Quando si fu calmata, le disse: «Non fa niente di male. Lasciamolo fare», mentre parlava muoveva il bacino. Alessia si lasciò trasportare dal piacere che sentiva e tornò a muoversi anche lei. Aumentando il ritmo.
«Ti fa eccitare, quello lì che ci guarda», disse Mirco, notando che la sua ragazza si muoveva con più trasporto e gemeva più forte.
L’uomo si avvicinò ancora. Adesso era a pochi passi da loro e Alessia guardava verso di lui; nonostante il buio l’uomo doveva essersi accorto che lo avevano visto.
Poi la ragazza fece quello che Mirco non si sarebbe mai aspettato da lei, di solito così timida: aprì la portiera. Voleva che lo sconosciuto vedesse per bene quello che stavano facendo. Si era accesa la luce interna della macchina. L’uomo si avvicinò ancora, arrivando vicino alla macchina. Alessia vide nella fioca luce il suo pene duro, più lungo di quello del suo ragazzo e almeno il doppio più largo, e non riuscì a resistere alla tentazione di prenderlo in mano. Mirco, con sua sorpresa, trovava eccitante quella situazione e non fece niente per fermarla.
Alessia esclamò: «Amore hai visto quanto è grosso? Mi fa eccitare tantissimo!». La ragazza sentiva con la sua mano morbida le vene pulsanti dello sconosciuto. Si girò e lo prese in bocca, succhiandolo avidamente. Mirco avvertì con il pene che la vagina della sua ragazza si stava bagnando ancora di più.
Alessia prese una mano che Mirco aveva sul suo sedere e la spostò sul suo ano. Il ragazzo capì cosa voleva e si insalivò un dito, poi, pian piano, penetrò l’ano di Alessia che mugolava sempre con il pene del guardone in bocca.
I due avevano da poco iniziato con il sesso anale, lo avevano fatto solo due volte per ora, ma piaceva molto ad entrambi, perciò sarebbero andati avanti.
Mirco aveva infilato due dita quando Alessia esclamò: «Ho voglia di sentire com’è avere quel grosso cazzone nel culo!», non era rivolta al suo ragazzo, ma allo sconosciuto.
Mirco era contrariato, ma Alessia lo spinse a coricarsi supino sul sedile posteriore, lei gli rimase a cavalcioni rivolta con il sedere verso l’uomo. Alessia sentì l’uomo appoggiare il pene sul suo buchetto e spingere piano, ma con fermezza. Entrava dentro di lei lentamente e Mirco lo sentiva attraverso la vagina che si restringeva. La ragazza aveva gli occhi chiusi e stringeva il petto di Mirco, ma quando l’uomo fu tutto dentro di lei, si lasciò andare in un lungo urlo di piacere.
«Amore non sai quanto è fantastico!». I due uomini si muovevano dentro di lei ritmicamente, facendola godere come non mai. Mirco le leccava voluttuosamente i capezzoli durissimi e lo sconosciuto le stringeva il sedere con le mani ruvide. «Non ho mai goduto così tanto!» gridò Alessia con la voce rotta dal piacere, «Me lo sta proprio rompendo il culo! E tu nella figa! Vorrei non finisse mai!».
Poco dopo raggiunse un orgasmo sconvolgente, ma il piacere non la abbandonò, si protraeva, aumentando sempre di più. L’odore dei tre corpi eccitati e sudati inebriava loro le narici, facendoli godere ancora di più.
Alessia avvertì nel suo ano ormai dilatato lo sperma caldo dello sconosciuto, abbondante e denso. Subito dopo quello di Mirco nella sua vagina. Il suo piacere ebbe un impennata.
Lo sconosciuto uscì subito da lei, mentre Mirco rimase ancora per qualche istante, Alessia si accasciò sul suo corpo sudato, sfinita e soddisfatta.
Qualche minuto dopo si alzarono, ma dello sconosciuto non c’era traccia.
«Volevo ringraziarlo. Siete stati fantastici!», disse Alessia mentre si rivestivano.
«Già! Dovremmo rifarlo!».
Note finali:
Per commenti, critiche, suggerimenti e richieste antom93@libero.it