i racconti di Milu
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Indice
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Quando Mattia tornò dietro il bancone, Sara stava preparando una caraffa di spritz accanto a lui e vista la confusione che c’era ancora nel bar e nessuno sembrava fare caso alle parole che si dicevano i due baristi, approfittò per fare una domanda al suo datore di lavoro che si era messo a lavare le tazzine sporche:
“ Siete molto amici tu e lei?”.
“ Io e Laura dici? Una volta lo eravamo, quando abitavo ancora al mio paese, poi ci siamo persi di vista. Frequentavamo la stessa compagnia, ci conoscevamo bene, poi le circostanze della vita ci hanno allontanato. Anche perché io sono venuto qua a lavorare e col bar capisci bene che non torno molto spesso al mio paese”.
“ Tommy, posso farti una domanda…. intima?”
“ Ho già capito quale possa essere: no, non c’è mai stata una relazione tra noi, anche perché lei era fidanzata all’epoca. E io pure: poi, come ti dicevo, sono venuto qui…”
“ E non l’hai più rivista da allora?”
Tommy arrossì:
“ Sara, ma perché mi fai tutte queste domande personali? Non sei mai stata curiosa per il poco che ti conosco.
Sara sorrise e rispose sarcasticamente: “ E’ che potrei essere gelosa del mio datore di lavoro… pensavo che la sua dipendente fosse l’unica donna del suo cuore”.
Sorrise anche Tommy con un rimprovero ben poco credibile per Sara che un po’ aveva imparato a conoscerlo:
“ Manteniamo le distanze, Sara. Ok?”
“ Dai tranquillo. Sai cosa c’è? E’ che sapere che ti intriga quella che ci ha fatto perdere mi sta sullo stomaco”.
“ Sara, ascolta. Laura è una bella ragazza, la conosco da tempo, ma non c’è nessun legame sentimentale tra me e lei. Contenta?”.
“ Comunque non mi hai ancora risposto: l’hai rivista o no dopo che sei venuto qui?”.
Tommy sbuffò poi le sussurrò in un orecchio:
“ Sì!”
Sara stava per ribattere ma Tommy la bloccò continuando a sussurrarle nell’orecchio:
“ L’ho rivista casualmente, aveva perso un treno dopo cena e il bar della stazione era chiuso. Io ero ancora aperto ed è capitata qua per caso, non sapeva nemmeno che questo bar fosse mio”.
Sara sussurrò nell’orecchio la sua curiosità sempre più morbosa:
“ E quindi avete passato la notte insieme?”
Dopo un istante di riflessivo silenzio, Tommy guardò Sara negli occhi e le fece una proposta:
“ Quando va via un po’ di gente, se mi giuri di tenere tutto per te, ti racconto tutto per filo e per segno”.
“ Giuro. Dai, servo questi spritz. Vedo che la tua amica sta tornando da te”
La bionda pallavolista dai lunghi capelli biondi e dai lucenti occhi azzurri si era avvicinata con un incredibile sorriso al bancone:
“ Mi fai il conto, mio vecchio amico?”.
“ Già fatto. Sono quindici euro”
Laura pagò e poi dopo si soffermò a guardare Tommy negli occhi e gli chiese sottovoce:
“ Ricordi l’ultima volta che sono stata qui’?”
Tommy arrossì: come poteva dimenticare che una semplice gentilezza da parte sua si era trasformata in una notte calorosa tra loro? Rispose proprio così, sottovoce:
“ Come potrei dimenticarlo?”
Laura, senza mai smettere di sorridere, restò ancora un attimo in silenzio prima di avanzare la sua proposta, sempre sottovoce:
“ Non è che ti andrebbe un po’ di compagnia anche stasera?”
Tommy diventò rosso come una brace e guardando nei dintorni per evitare che Sara o certi clienti fossero a portata di orecchio, rispose:
“ Credo che sia l’euforia per la vittoria che ti fa dire queste cose. Forse hai bevuto troppo, Laura”.
“ Il tuo prosecco era ottimo in effetti. E’ che… insomma, va bene festeggiare con le ragazze e società ma non sarebbe male festeggiare anche con un uomo.
“ Ma tu non devi tornare in albergo con le altre? ”.
“ Sì. Potresti venire a trovarmi tu in effetti. Il vantaggio di essere la capitana è di avere una stanza singola”.
“ E come faccio col bar?”
“ Ci lasci la tua dipendente. Mi sembra che se la cavi benissimo”.
“ Sara va sempre via alle 8”
“ Non devi venire presto. Alle 8 siamo a cena anche noi. La reception è aperta fino alle 11. Non andrai in rovina se chiudi un paio di ore prima e mi vieni a trovare. Hotel Asia, stanza 17, primo piano. Un chilometro e mezzo da qui.”
“ Laura, ma mi stai davvero invitando a passare la notte con te? Non ci credo: sarei un uomo troppo fortunato”.
“ Lo dice anche il proverbio- replicò Laura, palesemente su di giri- La fortuna aiuta i barmen. Ciaoooo”.
“ Veramente sarebbero gli audaci” le urlò dietro Tommy mentre Laura tornava dalle compagne, le quali dopo un minuto si alzarono e andarono a salutare l’amico della loro capitana, tutte baciandolo a un millimetro dalle sue labbra: era chiaro che era una provocazione ordinata alle compagne da Laura. Quando furono tutte uscite, il bar si era svuotato: Sara che aveva appena finito di pulire il tavolo degli ultimi clienti, stava guardando le pallavoliste con occhi carichi di odio: le avrebbe fulminate mentre salutavano con quel mezzo bacio languido Tommy e avrebbe tirato un vassoio sulle loro teste anche mentre uscivano schiamazzando.
“ Guardale lì, le gallette- commentava ad alta voce Sara, con disprezzo- Come se la tirano, quanto le odio”.
“ Dai, Sara, capisco che sei arrabbiata per la partita, ma loro hanno vinto, è normale che siano allegre”.
Sara a quelle parole tornò in tuffo nel mondo reale:
“ Hanno corrotto anche te con tutti quei bacetti, eh?”
“ Ma che c’entra, Sara? Sono solo state educate”
“ Tommy, ti posso chiedere un favore? Te lo posso dare anch’io un bacio? Ma un bacio come dico io!”
Tommy rimase sorpreso e poi acconsentì:
“ Sì, perché no?”
Sara gli si fiondò addosso e abbracciandolo appoggiò le proprie labbra su quelle di Tommy con veemenza. Una veemenza tale che gli fece aprire la bocca per accogliere la lingua di Sara ma appena la sentì dentro di sé Tommy si ritrasse ed espresse la sua perplessità:
“ Cavolo, Sara, pensavo a un bacetto a stampo io”.
“ Scusa. E’ che volevo apprezzassi di più un bacio mio che di quelle stronze. Scusa”.
“ Ma quale scusa- sorrise Tommy riabbracciando affettuosamente la sua dipendente- In fondo mi è piaciuto”.
Sara ne fu compiaciuta e rispose semplicemente con un
“ Grazie” accompagnato da un sorriso.
Tommy strinse affettuosamente Sara forse più del dovuto ma d’altro canto lei non dimostrava di essere infastidita da quella tenerezza. Si guardarono negli occhi e a un certo punto Tommy fece una proposta alla ragazza:
“ Sai cosa credo, Sara? Che tu abbia bisogno di affetto in questo periodo. Che ne dici se chiudiamo e andiamo a mangiarci una pizza?”
“ E’ una buona idea. Però il dolce torniamo a prenderlo qui: i nostri gelati sono squisiti”.
“ Ok, dai, faccio chiusura”.
“ E io avviso i miei che non torno a cena. Tra l’altro visto che saremo soli mi puoi raccontare quella storia”
“ Quale storia? “
“ Non fare il finto tonto. La storia tra te e la capitana”.
“Aaahh, e va bene... però te la racconto quando torniamo qua” cercò di prendere tempo Tommy, sperando che Sara stesse talmente bene con lui a cena da scordarsene.