i racconti di Milu
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Quando apro gli occhi impiego qualche secondo a mettere a fuoco la stanza, la mia camera da letto. Disordine, vestiti ovunque, odori, oggetti sparsi. La poca luce che entra dalle persiane illumina vecchie fotografie attaccate alle pareti, ricordi di momenti lontani. Deve essere già tardi perché dalla strada arriva rumore di traffico intenso e di clacson.

“Cosa ho fatto ieri sera?” Fisso la bottiglia sul comodino, quasi vuota, ma emette ancora un forte odore di cognac, di quello da pochi euro acquistato la sera prima al discount in fondo alla via. Birre, alcol, patatine e caramelle; ora ricordo con precisione la spesa e il ragazzo alla cassa.  A pensarci bene un bel ragazzo, dietro quel grembiule giallo sicuramente si nascondeva un bel pezzo di ragazzo, alto biondo e dalle labbra carnose. Esco dal letto e vado in bagno, mi scappa fortissimo; bevo un bicchiere d’acqua tutto di un fiato. Fisso la spazzola sul lavandino e la afferro, mi guardo allo specchio e mi sfilo maglia e reggiseno. Non sono affatto male anche se questi ultimi giorni sono stati parecchio difficili. I miei splendidi seni si specchiano e dimostrano tutta la loro rotondità, sono una splendida taglia quarta di una splendida trentenne. Lascio cadere sul freddo pavimento i pantaloni della tuta e poco dopo anche le mutandine nere, anonime. Ora osservo la mia immagine intera riflessa nello specchio, sono veramente una bella donna: belle gambe, bel sedere e bella vagina ben curata.

Torno in camera da letto e mi sdraio nuovamente, prima però finisco l’ultimo goccio di cognac rimasto nella bottiglia “wow..che bruciare, che schifo”. Nuda sul letto guardo il soffitto e ripenso al ragazzo del supermercato, me lo immagino nudo coll’uccello in mano che mi guarda. Immagino di leccarglielo piano piano dalla base fino alla punta, su e giu, su e giu. Intanto la mano che prima reggeva la bottiglia ora è sui miei seni, li stuzzico, li pizzico sono durissimi e sono freddi. Sono eccitata, sono sempre eccitata. Con l’altra mano mi accarezzo la vagina, da fuori, accarezzo i peli riccioli, accarezzo tutto intorno, l’inguine, l’interno coscia  e poi dentro a sentire che sono bagnata. Prendo il manico della spazzola e me lo metto in bocca per lubrificarlo di saliva poi pian piano lo uso per penetrarmi, lo sento entrare sempre più in fondo. Faccio dentro e fuori e con l’altra mano tocco il clitoride, sento dentro di me un caldo incredibile, ho voglia di uomo, ho voglia di sesso, sempre. Sto per raggiungere l’orgasmo ma mi fermo voglio godere ancora voglio godere per sempre. Mi guardo intorno e rivedo la bottiglia vuota di gin, sarà il mio signor Gin. Lubrifico ancora la spazzola, questa volta usando più saliva possibile, mi metto su di un fianco e l’appoggio sull’ano. Rimango cosi qualche secondo poi pian piano la infilo dentro, mi sto inculando con una spazzola, e non è la prima volta. All’inizio sono un po’ rigida ma pian piano cedo e la  lascio entrare per qualche centimetro; mi giro di nuovo a pancia in su cercando di non farla uscire. Provo dolore e piacere insieme. Poi prendo il signor Gin, e lo infilo nella mia vagina ormai fradicia, faccio dentro e fuori sempre più velocemente intanto stimolo il clitoride. Che meraviglia, sono piena, sono tutta piena, mi sento all’estasi. Penso al cazzo del commesso, penso ai tanti cazzi che ho visto nella mia vita e dopo poco raggiungo un orgasmo incredibile che va dalla vagina fino in fondo al mio culetto. Aspetto qualche minuto poi tolgo il signor Gin e poi la spazzola che mi ha inculato. E’ stata una splendida doppia penetrazione. Mi rimetto a dormire un po’.