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Una Torrida Vacanza

Lisa lo ricordava quando era ragazzino ai tempi delle vacanze. Da allora era passato molto tempo. Dopo una lunga carriera da dirigente in Brianza, un matrimonio più complicato che rilassato e ricco di soddisfazioni, Lisa, una donna sulla cinquantina, di gran carriera, decide di ritornare in vacanza in Calabria per rincontrare e riattaccare i vecchi pezzi della famiglia.
Lisa lo ricordava quando era ragazzino ai tempi delle vacanze. Appena sceso dall’aereo, Lisa si ritrova davanti la sua vecchia sorella, Serena. Quest’ultima stava già sulla sessantina eppure ancora manteneva dei lineamenti che rimandavano alla gioventù. Anche il vestito era più giovanile, un netto contrasto con le rughe e le storture che il tempo affligge sul tempo. Lisa saluta sua sorella. E contenta, allegra e festosa di questo “antico” ricongiungimento, addolcito oltretutto dall’aria calda ma ancora accogliente della zona. Che differenze che c’era tra la Brianza e la Calabria! Non vede l’ora di sdraiarsi con un bell’asciugamano e gustarsi il sole è qualcosa da bere. L’auto di Serena sfreccia per le strade. La sorella racconta di averla comprata nell’ultimo anno, dopo anni di sacrifici e di aiuti da parte del figlio che si è messo a lavorare ma ha anche avuto tempo per laurearsi. Lisa lo ricordava ancora quando era ragazzino ai tempi delle vacanze. Raffaele si chiamava. A quanto dice la sorella, fa il musicoterapista e, durante l’estate, fa il bagnino in uno dei tanti stabilimenti balneari della regione. Per la musicoterapia, Raffaele, sempre per bocca di Serena, ha comprato tanti strumenti musicali per l’occorrenza per aiutare i bambini ad imparare attraverso l’educazione musicale.
Serena parcheggia finalmente l’auto dentro casa e Lisa è la prima a scendere. Rivedere la casa di famiglia per lei è qualcosa di magico, di incredibile. Solo in quel momento, Lisa ricorda l’infanzia, ricorda le corse fatte con la sorella intorno a questa casa, ricorda il padre, ricorda la madre, ricorda tutto quello che non c’è più. E ricorda di nuovo il piccolo Raffaele. Ricciolini neri, un po’ paffutello, con entrambe le gambe sbucciate che accorre verso la zia Lisa. Serena richiama all’attenzione Lisa e l’accompagna in casa. Gli fa visitare ogni posto della casa, anche la stanza di Raffaele caratterizzata da una gigante collezione di film e da diversissimi strumenti musicali. Poi Serena la porta nella stanza in cui si trova. Lisa rimane da sola, posa la valigia, si siede sul letto e si guarda attorno. Un ambiente dalle pareti color beige, spoglio, ordinato, pulito, con una semplice credenza ed un grande mobile con tre cassettoni. È decisamente diversa rispetto al suo attico con terrazza al Nord, pensa Lisa. Gli scappa una risatina isolata, poi continua a guardarsi attorno. Incomincia a mettere i panni dentro i cassettoni. Poi, visto il tempo sereno e dopo essersi affacciata alla finestra ed aver visto la piscina, decide di mettersi un costume, prendere un asciugamano ed scendere. D’altronde, la sorella gli ha detto che può fare quello che vuole. Prima di scendere, Lisa si era guardata allo specchio. Il suo costume preferito ancora gli sta benissimo nonostante l’età. È soddisfatta, si sente una donna sulla quarantina (dimostrando, forse, qualcosina di meno). Si distende su una sdraia e si mette gli occhiali da sole. Serena ci scherza dicendogli “Già ci siamo messe comode!”. Lisa ridacchia. Serena si ritira dentro casa. Non si sa per quante ore Lisa rimane distesa su quella sdraia. Il tempo passa. Lisa riapre gli occhi dopo una serena dormita. Proprio in quel momento, si presenta un ragazzo. Quest’ultimo si toglie gli occhiali da sole, Lisa si toglie gli occhiali da sole perché anche lei stupita. “Zia, finalmente sei arrivata!” Prima confusa, poi realizzata. Quel ragazzo è Raffaele. Lisa è meravigliata da questa comparsa. Il tempo è decisamente andato avanti. Quel ragazzo paffutello, riccioluto era diventato un ragazzone alto, con capelli neri lisci lunghi, immagina, fino alle spalle (legati da un codino in questo frangente), muscoloso al punto giusto (i pettorali e l’addome e le braccia sono evidenti ma non eccessivi e sformati). In quel momento, indossava dei pantaloncini, una t-shirt blu scura con il logo dello stabilimento balneare per cui lavorava e scarpe leggere.
“Raffaele!” esplode di gioia Lisa. I due si abbracciano dopo tanto tempo. Raffaele è più alto. “L’ultima volta che ci siamo visti, tu eri più alta di me...” dice il ragazzo “... e ti prendevo in braccio.” conclude la donna. “Mamma, ti ha già fatto vedere la casa?” “Assolutamente. È stato incredibile rivederla. Ho visto anche la tua bellissima stanza” “Vieni, ti faccio vedere i miei strumenti. Raffaele prende per mano la zia e la spinge a seguirlo. La zia non può fare a meno di acconsentire. Si mette una vestaglia e lo segue.
Raffaele suona una composizione con il clarinetto. Lisa si mette ad ascoltarlo mentre si fuma una sigaretta ed accavalla le gambe seduta sopra la sedia vicina alla scrivania. Così da vicino, Lisa poteva benissimo osservare, ammirare i lineamenti del giovane ragazzo. La carnagione abbronzata uniformemente, le mani affusolate ma anche da grande lavoratore, le splendide gambe rese atletiche dopo tanto allenamento. Per non parlare poi del profumo che aveva addosso. Lisa si guarda attorno, vede una foto di Raffaele con una ragazza e poi si fa un tiro di sigaretta. Il ragazzo termina di suonare e questa sua zia. Sorride e dice “Allora? Che cosa ne pensi, zia?” La zia nota lo sguardo del nipote sul suo piede sinistro. "sei bravissimo. Da quanto lavori con i ragazzini." il ragazzo "Sin dai tempi del tirocinio. È lì che mi hanno visto e mi hanno scelto. Con la laurea mi hanno aperto completamente le porte." Raffaele si alza per posare il clarinetto. "È lo strumento che sai suonare meglio?" domanda la zia. Raffaele immediatamente si volta e risponde energico "Sono bravo anche con il flauto traverso." E subito fa vedere il flauto traverso alla zia, la quale lo prende e l'ilosserva "Mi ricorda che uno degli azionari della società, per cui lavoravo, ce l'aveva d'argento." "Wow." "Già, decisamente Wow. Era incredibile. Talvolta brillava come un diamante." La zia riconsegna il flauto al nipote "Sei mai stato al Nord, Raffaele?". E il nipote "No, purtroppo non ho mai avuto modo di spostarmi dalla Calabria." La zia "Beh, peccato. Ad un tipo come te piacerà molto posti come quelli che si trovano su da me. Fatti portare qualche volta da tua madre. Anzi, digli proprio di farti mandare anche da solo. Ho la casa praticamente vuota." E il nipote "Non hai più riavuto nessuno dopo zio Edoardo?" La zia fa un altro tiro di sigaretta "No, non ho avuto e non ho cercato nessuno." "Come mai una donna come te è rimasta da sola?" "È la vita, Raffaele." "Ma dico in generale. Zia, tu sei bella. Hai ancora dei tratti bellissimi, non capisco." "Può essere che non piaccio più." dice Lisa ridacchiando "Te piuttosto?" e Raffaele "Sto con una ragazza da ben un anno e mezzo, anche se negli ultimi tempi, non stiamo sempre molto vicini ed affiatati." "Avete litigato?" "Ultimamente molto spesso." Lisa tira ancora la sigaretta "È della zona?" "Gestisce il bar nello stabilimento in cui lavoro d'estate." "Cosa fai lì?" "Ma un po' di tutto. Sono praticamente il vice-proprietario. Mi sto dando da fare." "E fai bene, lo devi fare soprattutto per tua madre." "Mamma, alcune volte, dice che gli ricordo te." Un momento di pausa. "Tua madre, alcune volte, dice grandissime cazzate" e tutti e due scoppiano a ridere. Raffaele prende una mano della zia e l'accarezza. "È bello averti rivisto, zia." "Per me, è un grande piacere." Raffaele esce dalla stanza. Lisa rimane un attimo a riflettere guardando il vuoto per poi tornare a distendersi sulla sdraia.
Il suo temporaneo riposo viene interrotto quando incomincia a spiare con gli occhiali da sole il nipote che scarica alcune scatole dalla macchina e le porta nel ripostiglio. In tre giri, si era caricato almeno tre casse al viaggio. Era veramente cresciuto. Anche la cena di molto tranquilla. Ordinata e mai sboccata. I tre parlavano del più e del meno. Quelli che aprivano più bocca erano ovviamente Serena e Raffaele, quest'ultimo raccontava alla madre cosa aveva fatto allo stabilimento. Dato l'umido e il forte calore, Lisa decide di dormire in modo leggero: una vestaglia blu semi-trasparente. Tuttavia, la notte diventa comunque calda, torrida e sudaticcia per Lisa la quale incomincia ad avere dei sogni molto strani. Tra questi, sicuramente c'è quello in cui suo nipote infila una parte del flauto traverso nella sua vagina. La sensazione sembra quasi reale, sembra viverla di persona. Lisa, nel sogno, gode come una pazza. Scopre una parte del nipote lasciata nascosta. Lui che continua a fare avanti e indietro con quel flauto, lei che gode, che si straccia le vesti, pronta per essere scopata. Si risveglia di soprassalto, con le mani coperte di umore. Sembra essere stato qualcosa di concreto e reale. Si sente un rumore esterno. Qualcosa è caduto. Lisa si alza ed accorre per vedere. Un secchio è caduto da una mensola vicino alla sua stanza. Ma non c'è niente e nessuno. Lisa, nel dubbio, si fa un giro per casa per poi affacciarsi verso la stanza del nipote. Raffaele dorme come un angioletto e da quello che vede è senza t-shirt, rivolto con la schiena verso il soffitto. Indossa le coperte. Lisa è presa dalla curiosità, si avvicina e, con delicatezza, cerca di togliere le coperte a Raffaele. Ciò che vede è incredibile. Raffaele è completamente nudo. Ne può ammirare la schiena ben allenata e perfetta in ogni suo aspetto ma soprattutto può ammirare il sedere marmoreo ben costruito dal nipote. La donna ritorna immediatamente in stanza. Si siede per un momento, chiude gli occhi e, per una volta, le scappa di mordicchiarsi il labbro inferiore.
Le giornate passano tranquillamente. Lisa si riposa, è contenta, rimane in contatto con il nipote, chiacchiera con Serena del più e del meno, va a visitare il paesino nelle vicinanze della casa. Fino a quando, Serena non consiglia a Lisa di andare con Raffaele allo stabilimento. Serena, purtroppo, non ci sarà nelle ultime giornate di vacanza di Lisa e quindi consiglia di andare allo stabilimento. Lisa decide di andarci l'ultimo giorno. Serena le promette che ritornerà il giorno successivo, per vederla partire. Raffaele aiuta la zia a caricare il tutto per andare allo stabilimento. "Oggi, mi vedrai all'opera, cara zietta." Lisa rimane neutrale. I due arrivano allo stabilimento e Raffaele le fa fare la conoscenza delle varie figure che gestiscono questo splendido posto. Tra queste, viene presentata anche la ragazza di Raffaele. Lisa rimane piuttosto colpita dalla gentilezza e bonarietà della ragazza. Eppure Raffaele non sembra mostrare molta felicitazione. La coppia è ancora in crisi, si domanda Lisa. Il pomeriggio allo stabilimento è abbastanza divertente e spassoso. Il proprietario ci prova con Lisa a colpi di Mojito, i quali non riescono a stendere la determinazione e la resistenza che hanno contraddistinto la carriera di Lisa. Tuttavia, la donna continuava a pensare a Raffaele per tutto il tempo e vederlo lì all'opera, le faceva uno strano effetto. Anche il legame tra Raffaele e la ragazza che faceva aqua-gym le faceva uno strano effetto. Forse, era quella la ragazza che si scopava di nascosto? Le domande e i dubbi venivano obliterati ripensando a quel meraviglioso sedere che aveva visto alcune serate fa. È tardi pomeriggio. Le persone incominciano a ritornare a casa. Lisa si avventura in uno dei ripostigli per ricambiare. Opta per uno degli ultimissimi, oltretutto molto rovinato, ma perfetto per una come lei che non vuole mostrarsi eccessivamente. Ma lì trova Raffaele, intento ad aggiustare qualcosa. Il ragazzo le volte le spalle. Lisa si avvicina e nel momento in cui sta per toccargli la spalla sinistra, il ragazzo si gira e l'afferra il volto stringendolo con le mani. "Oh, zia, pensavo di incontrare qualcun'altra." "Pensavo di essere sola. Volevo cambiarmi." "Mi dispiace... molto." "E allora perché continui a stringermi così?" Raffaele la lascia andare, la zia si massaggia il mento ma Raffaele la riprende e la bacia appassionatamente "Scusami se ti ho vista mentre ti masturbavi durante quella sera." E torna a baciarla. Quel bacio è sicuramente è uno dei più belli che Lisa abbia mai ricevuto. La donna è assalita dai dubb, ma poi è come se sentisse in lontananza il cuore del suo nipote battere velocemente. Era un suono magico, un suono dolce, un suono cullato dall'aria estiva. E come baciava Raffaele. Le mani di Lisa s'immergono nei capelli del nipote, Raffaele mette le mani sui fianchi per poi scendere, con la mano destra, verso il sedere della zia. Il nipote stringe sull'ano della donna. Lisa "E tu scusami se ti ho scoperto ed ho visto quel bel sedere che hai." Raffaele si stacca, e sorridendo dice "Aaaaah, ecco perché. Spiegato il motivo. Vieni qua, zietta." Raffaele prende in braccio la zia. "Dove mi vuoi portare?" Raffaele distende la zia dentro un canotto del ripostiglio "Ti è piaciuto il sedere, zia?" La donna annuisce. "Beh, cosa ne pensi di questo?" Raffaele si toglie il costume e mostra finalmente il motivo per cui la ragazza non vuole minimamente mollarlo nonostante la crisi. Pur barzotto, la mazza di Raffaele si erge in maniera maestosa. Almeno di 20 cm. Lisa si ricorda di quanto fosse importante a livello di circonferenza il cazzone del marito ma non a questi livelli. "Quanto sei... Tanto, amore della zia. Vieni, vieni qui." E Raffaele accorre di nuovo verso la zia, non più con l'intento di tanti anni fa. La zia incomincia a fargli un pompino. Pur non avendo perso lo smalto del tempo, Lisa è in difficoltà, si sente soffocare dalla grandezza del sesso del nipote. Tuttavia, si fa forza e vede di affondare il più possibile e di facilitare tutto con la lingua. Raffaele fa dei rantoli di godimento. Sembra funzionare. Già la cappella riusciva a riempirle la bocca. Raffaele, poi, prende il controllo di tutto ed incomincia a stantuffare la zia. Lisa è sin da subito in estasi. Il nipote l'aveva impugnato verso il suo caldo buco che era tutto pronto ad accoglierlo. Lo affonda piano godendosi centimetro per centimetro, tutto della zia. Ma poi il ritmo aumenta cosi come la voglia, il suo cazzone la spacca, la sfonda, la fa urlare, l'allarga tutta. Le sue palle sbattono con vigore su di lei. Vorrebbe, gridare, urlare a squarciagola, ma non può farlo. Potrebbe venire qualche bambino e sentirli o addirittura uno del personale dello stabilimento. Può solo soffrire e godere allo stesso tempo con intensità, senza gridare. Era incredibile però il cazzo del nipote. E quanto durava soprattutto.

Mentre tornavano a casa in auto, tutti e due stavano in silenzio. Raffaele era al posto di guida e Lisa stava appoggiata dolcemente allo schienale. Si volta per guardare il ragazzo. Lo vede in maniera diversa. Quei capelli, quella pelle baciata dal sole, quella canotta un po’ umidiccia e con alcuni stralci di sabbia, il costume con il cavallo aderente. Il cavallo. Tornati a casa, i due si dividono. Lisa torna nella sua camera e cerca di spogliarsi e togliere di mezzo tutto quello che è stato durante questo lungo pomeriggio. Raffaele risale sopra e, mentre attraversa il corridoio, si toglie la maglia e rimane a torso nudo. Lisa lo nota e tira fuori la sua gamba nuda. Raffaele la nota e ne rimane estasiato. Il ragazzo si avvicina e l’accarezza dolcemente. Entra in stanza, la zia è completamente nuda e con un cellulare in mano. Sta chiamando qualcuno. “Serena. Ciao, sono Lisa. Ho deciso di partire immediatamente. Penso di portare anche Raffaele con me. Ritorneremo a tempo debito. L’aria di questo posto è calda, profonda e accogliente. Voglio far vedere a Raffaele molte cose. D’accordo, ti ringrazio tantissimo.” Riattacca, getta il cellulare. Prende il ragazzo “Io però voglio rivedere anche qualcosa di te.” Raffaele sorride e la getta sul letto. Si cala il costume e tira di fuori il pisello barzotto. “Adesso capisco perché la tua fidanzata non ti molla.” “Quale fidanzata?” La zia ridacchia, Raffaele si lancia sul letto ed abbraccia la zia. Lisa si volta e guida il pisello di Raffaele dentro il suo ano. Lisa finalmente può sospirare, urlare, gridare. Le sue grida risuonano in tutta la casa. Prima analmente, poi montata su e giù per via vaginale. Poi appoggiata al muro con il nipote che la prende da dietro. Raffaele gli lecca la vagina ed utilizza anche il flauto traverso come dildo. “Tu sei mio. Prepara tutto subito. Ti voglio sempre con me ogni volta. Il tuo corpo, il tuo volto, il tuo carattere... il tuo immenso cazzo.” “Porcona di zia. Te la spalanco la fica, tutta quanta.” “È quello che voglio.” Raffaele affonda ancora di più fino alle palle. Raffaele è sul punto di venire. Tira fuori il cazzo e lo avvicina alla faccia della zia. Un’intensa eiaculazione imperversa sul volto della zia. Lisa si abbevera dello sperma che rimane sul cazzo del nipote. Lisa sorride, prende il flauto traverso e guarda il cazzone del nipote. “Scopi come suoni. Divinamente.” “Vado a preparare la valigia.” Raffaele abbandona la stanza ancora nudo. La zia però gli dice “Torna qui e scopami di nuovo.” Raffaele si gira e la zia già vede il suo cazzo barzotto. Si mordicchia le labbra.

Milano. Lisa è reduce da una lunga riunione lavorativa per lanciare un nuovo marchio molto importante. La segretaria entra subito dentro l’ufficio dopo la riunione. “Signora, c’è una donna che vuole presentarle un progetto questa volta di stampo editoriale. Che cosa le dico?” Lisa chiede “C’è Raffaele?” La segretaria annuisce “Fallo entrare e dì alla donna di attendere.” “Ma signora...” “Vai.” La segretaria esce e Raffaele entra. È strano vederlo in giacca e cravatte, elegante, con i suoi capelli annodati in un codino. Lisa lo guarda avvicinarsi e sorride. “Ciao, amore mio.” “Ciao, tesoro.” “Tutti qua ti descrivono come il mio toy boy e questo mi fa impazzire.” “Beh... proprio toy...” Raffaele tira giù la zip del pantalone elegante di color grigio e tira fuori il pisello ancora moscio ma già di notevoli dimensioni “...non penso”. Poi si toglie il codino e fa rivaleggiare di nuovo i suoi bellissimi capelli. Lisa è già soddisfatta.