i racconti di Milu
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Non sono particolarmente appassionato di cinema, e comunque preferisco i film di azione tipo Speed, quindi potete immaginare il mio entusiasmo quando Demetra, la mia ragazza, mi propose per quel pomeriggio di vedere un film non recente che riprogrammavano per non so quale manifestazione culturale.
A lei era piaciuto molto e voleva rivederlo e io mi rassegnai ad accompagnarla perché, comunque, già altre volte, al buio della sala, eravamo riusciti a scambiarci qualche effusione. Mi incazzai di brutto, ma senza dirglielo, quando però mi disse che l’idea era partita da sua cugina Diana… e che lei sarebbe venuta con noi.

Insomma, vada per il non fare nessun “giochino” con lei, ma sorbirmi due ore di polpettone, anche se era considerato un capolavoro, non mi andava proprio. Feci buon viso a cattivo gioco e passai a prenderla per poi prelevare la cugina e recarci in centro al cinema.
In macchina Demy (chiamatela così o si arrabbia) mi pose la mano sul braccio e mi disse:

- Dai, due ore passano in fretta e Diana ci tiene così tanto, e poi piace anche a me –

- Ma rivederlo su internet no? –

- Non è la stessa cosa. Ti prometto che dopo mi faccio perdonare –

Lo disse con un tono carico di promesse e non potei replicare perché nel frattempo eravamo arrivati a casa della cugina. Diana salì tutta contenta (a proposito di nomi, io sono Michael ed ho 20 anni come la mia ragazza e sua cugina) ed io guidavi veloce già pregutando il "dopo" promessomi da Demy. In fondo si trattava solo di pazientare un paio di ore.
Parcheggiato poco distante entrammo nel cinema. In sala, come prevedevo, dominava il vuoto. I pochi appassionati erano nelle prime file, io insistetti per sedermi in fondo, di lato, con la scusa che con il rialzo si vedeva meglio. Il film iniziò e io ero seduto all’estrema destra con Demy tra me e Diana.
Cercai di seguire le scene ma proprio non mi piaceva. Pensai anche di fare un sonnellino ma la mano di Demy che ogni tanto mi stringeva il braccio mi faceva restare sveglio.
La prima ora era passata, Diana guardava assorta lo schermo così come Demy, io appallato come pochi guardavo loro, gli altri spettatori, l’uscita di sicurezza, anche il film veramente ma mi stava sullo stomaco. Ad un certo punto vi fu una scena di sesso: niente di troppo spinto: un bel paio di tette che attirò la mia attenzione, un bel sedere, i due protagonisti che si stendono e simulano l’atto. Senza pensarci borbottai:

- Beati loro –

Con la coda dell’occhio vidi Demy guardarmi di traverso e poi sporgersi verso Diana.
Parlottarono alcuni istanti, girandosi ogni tanto ad osservare la sala. Sembrava che Demy volesse convincerla di qualcosa e lei si negava. Passarono un paio di minuti e alla fine penso cedette perché Demy si girò a guardarmi con aria soddisfatta.
Un altro minuto passò e Demy si alzò. Pensai dovesse andare in bagno ed invece si sedette alla mia destra, l’ultimo posto prima del corridoio, e Diana scalò con fare ritroso verso di me. Io guardai prima Demy che sorrideva con aria furbetta, poi Diana che pareva indecisa, come in attesa.

- Povero caro, ti annoi vero? Adesso facciamo qualcosa di divertente invece. –

Mi disse Demy tirando fuori il cellulare dalla tasca del giubbino. Vi armeggiò un po’ e poi me lo tese:

- Il film adesso lo fai tu, e penso che questo ti piacerà. –

- Ma cosa?... –

Non terminai la frase vedendola scivolare giù dalla sedia, inginocchiarsi nello spazio e tendere le mani verso il mio inguine. Con calma mi slacciò la cintura, allontanando le mie mani che, nemmeno io so spiegarmi il perché, avevo portato a bloccarla, e me lo tirò fuori.

Ovviamente non era nelle sue migliori condizioni ma lei non se ne diede avviso dandogli prima dei bacetti sulla punta, poi delle leccatine e infine prendendolo in bocca, facendolo crescere subito. Guardai Diana e la vidi intenta ad osservare la cugina; poi girò la testa verso di me e incontrai i suoi occhi leggendovi una strana luce, un misto di paura e di desiderio. Demy intanto continuava la sua opera e io ero oramai al massimo del vigore.
- Il telefono -

- Cosa?... -

- Il telefono. Usalo bene, scemo -

Demy mi rimproverò. In effetti lo tenevo in mano puntato a casaccio, sorpreso dalla sua iniziativa, impegnato più a guardarmi intorno impaurito. Solo allora mi resi conto che stava registrando un video. Mi affrettai a puntarlo verso di lei e attraverso lo schermo la vidi ancora imboccare il mio cazzo e succhiare vigorosamente alla tenue luce del led. La cosa mi eccitò ancora di più: la mia ragazza mi stava facendo un pompino succulento al cinema, come spettatrice sua cugina, e voleva che la riprendessi? Ma non era finita. Dopo diversi secondi si staccò ancora e prese per il braccio Diana:

- Dai, vieni. -

Lei esitò ma poi, tirata per la manica, scivolò anche lei per terra di fianco alla cugina.

Guardavo la scena sia dallo schermo che dal vivo, senza sapermi decidere tra questi, e intanto Demy porgeva l'asta dura a Diana. La vidi tendere timorosamente la lingua fino a toccare la cappella e poi subito ritirarla, poi ancora una volta restandovi appoggiata per un mezzo secondo. Di colpo mi ritrovai nella sua bocca e non seppi trattenere un gemito. Diana l'aveva presa per la nuca obbligandola ad imboccarlo.
Mi guardai per l'ennesima volta intorno per paura che qualcuno mi avesse sentito: pareva tutto tranquillo e riabbassai lo sguardo verso loro due. Diana adesso non faceva più la ritrosa ma su e giù con la testa, le labbra serrate che, quando passavano sulla cornice della cappella, il mio punto più sensibile, mi mandavano lampi di piacere per tutto il corpo.
Demy intervenne per toglierli l'uccello di bocca e prenderlo lei. Due succhiate e glielo ripassò, e ancora lo riprese per dedicarsi a leccate su tutta l'asta, imitata poco dopo, dall'altra parte, dalla cugina. Sorrideva Demy mentre lo faceva, e cominciò a sorridere anche Diana. Usavano la lingua alternandosi, spingendosi il cazzo l'una verso l'altra, come in un gioco solo loro di cui io ero oggetto e complemento.
Le loro labbra si sfiorarono una volta, due, alla terza Diana esitò un istante prima di rispondere al chiaro invito e non ritrarsi. Dimenticato per il momento vidi le loro lingue unirsi, attorcigliarsi, sparire nelle bocche. Solo la mano di Demy che mi massaggiava mi faceva capire che non ero dimenticato.
Quando si staccarono si guardarono fisse negli occhi per un lunghissimo istante e poi Diana mi riprese in bocca, gli occhi ancora fissi in quelli di Demy, e il loro gioco ricominciò ed io ero sempre più eccitato. Ad un certo punto non ce la facevo più, era troppo per me:

- Ragazze... sto per... -

La mano di Demy si mosse più veloce lungo l'asta, le sue labbra si poggiarono di lato sulla cappella, sull'altro ve le poggiò Diana, entrambe fissarono la lucina del telefonino e sullo schermo apparve il loro primissimo piano. Poi non le vidi più: avevo rovesciato la testa indietro godendo.
Solo rivedendo il filmato scoprii che il mio primo schizzo era finito in bocca a Diana e che subito Demy aveva chiuso le labbra intorno alla punta ricevendo gli altri direttamente in bocca, succhiandomi fino a che smisi di schizzare per poi ripassarlo alla cugina e ancora leccarmelo insieme, l'espressione felice come se avessero ricevuto un bel regalo.

Quando mi ripresi dall'orgasmo le ragazze stavano faccia a faccia, ognuna controllando l'altra per vedere se tracce di seme erano visibili sui volti, raccogliendole con le dita che poi venivano porte all'altra affinché le succhiasse. Mi richiusi i pantaloni mentre loro tornavano al loro posto e Demy mi toglieva il cellulare di mano interrompendo la registrazione. Mi girai dalla sua parte e li mi baciò con passione. .

- Piaciuto il film tesoro? -

- Sì, lo voglio. -

- Eh no bello, lo tengo io, ma lo rivedremo insieme ogni tanto. -

Poi mi fece girare verso Diana che mi attendeva. Anche con lei scambiai un bacio profondo. Non vi fu più tempo per altro, i titoli di coda giravano, le luci si riaccesero.

Le due ragazze si controllarono ancora una volta a vicenda, ora che ci vedevano bene, e Demy tolse una macchiolina bianca dai capelli della cugina. Senza parlare uscirono davanti a me tenendosi per mano. Le seguii fino all'auto come un cagnolino.