i racconti di Milu
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- Maledizione Angela, sono 25 anni che siamo sposati e non la reggo più questa situazione. Passi che non vuoi darmi il culo, ma almeno un pompino. –

- Tu sei malato Alberto, queste cose sono peccato. E queste parole: non capisco come ti vengano in mente, e poi finora ti è sempre andato bene no? –

- Sì ma alla fine viene voglia di cambiare. E che cazzo, sempre la stessa minestra: luci spente, mai completamente nuda, morire se mi fai anche solo una carezzina al cazzo. No, lei allarga le gambe e “sopporta”. Guarda, preferisco farmi una sega, ci provo più gusto. –

- Tu stai veramente male, non osare parlarmi in questo modo. Certe cose le fanno solo le prostitute ed io non voglio peccare per farti contento. –

- Ma cresci una buona volta, quello che dici andava bene forse 100 anni fa e nemmeno tanto. Anche il Papa ammette che tra le coppie sposate… -

- Non nominare il Santo Padre, lui non parla di certe cose sconce… dove vai? –

- Esco, vado a fare un giro, sicuramente mi divertirò di più –

E’ l’ennesima discussione tra Alberto ed Angela, sempre sullo stesso tema. Lei è sempre stata morigerata, una “donna di chiesa” come si diceva una volta: famiglia bigotta, educata dalle suore, a messa tutte le domeniche, membro attivo del gruppo parrocchiale. A 45 anni, in pratica, non ha mai provato un solo orgasmo. Vergine al matrimonio, ovviamente, ha svolto i suoi doveri coniugali con coscienza e senza fantasia. Al marito è sempre andato bene ma, complice forse la crisi di mezza età, a 47 anni ha voglia di cambiare, si è stancato di quei pochi minuti di “ginnastica” settimanali. Sì perché per lui quello è diventato fare sesso con la moglie. Ha cominciato a vedere video porno e il paragone con la moglie di quelle splendide donne dedite a ogni piacere è impietoso per la prima.
Sono due mesi che cerca di convincerla a cambiare ed ogni volta sbatte contro un muro. Angela si è sposata giovanissima, le è mancata una compagnia “disinibita”, amiche con cui parlare dei rapporti coniugali, da cui prendere spunto o consiglio. Si sente offesa dalle richieste di Alberto che considera un pervertito.

Alberto sta girando in auto incazzato nero. Ama ancora Angela come i primi tempi ma quella sua ritrosia per le sue nuove voglie lo fa imbestialire. Potrebbe certo avere rapporti mercenari o cercarsi un’amante ma è una persona estremamente corretta e non vuole tradire la moglie di cui, d’altronde, conosceva le idee quando l’ha sposata.

- Non voglio tradirla ma nemmeno posso continuare così –

Dice ad alta voce dentro l’auto, ed il suo stesso suono lo scuote e gli fa prendere una decisione.

La sua scelta colpisce come un fulmine a ciel sereno il tran tran familiare quando, al mattino seguente, facendo colazione con i due figli, Marco e Anastasia, di 23 e 21 anni, annuncia a tutti che ha intenzione di chiedere la separazione.

- Perché papà? Cosa è successo? –

La figlia sbalordita chiede lumi, a lei si associa il fratello. Entrambi girano la testa guardando alternativamente padre e madre.

- Fatevelo spiegare da lei, se vuole farlo, per quel che mi riguarda la decisione è presa. Ti farò contattare da un avvocato Angela, non ti preoccupare, penserò io agli onorari, è solo per accelerare i tempi e tutelarti al meglio. Sappi che ho intenzione di accontentare le tue richieste, sempre non saranno troppo esose, ma rivoglio la mia libertà. –

Così detto, Alberto esce per andare al lavoro lasciando la famiglia stupefatta..

- Mamma, ma che è successo? Io e Marco vi abbiamo sentito litigare ultimamente ma non pensavamo fosse così grave. –

- Nulla Anastasia, non ne voglio parlare. –

- Su mamma, non puoi tenerci così all’oscuro, non per una cosa così importante –

L’intervento di Marco rompe il residuo autocontrollo di Angela che esplode:

- E’ che vostro padre è un maiale. Se sapeste cosa mi chiede non lo guardereste più in faccia. –

- Ma cosa può chiederti di così brutto. Diccelo mamma. –

- No, non è per le vostre orecchie, siete ancora piccoli –

- Ma che piccoli Mà, guarda che siamo cresciuti un bel po’ se non l’hai notato. –

Il tono spazientito di Marco convince Angela a dare almeno parzialmente una spiegazione:

- E’ una cosa che riguarda il… sesso. –

I due ragazzi si guardano sgranando gli occhi, Anastasia deve trattenersi dal ridere. I due giovani non si sono mai interessati alla vita sessuale dei genitori. Sono cresciuti con saldi valori ma studio e compagnie li hanno resi molto più emancipati di quanto la madre possa mai sospettare. Nulla di particolare, sono giovani normali, ma non per gli standard della madre che mai ha affrontato certi discorsi con loro.

- Capisco la riservatezza mamma, ma non ce lo vedo papà a chiedere qualcosa del genere 50 sfumature. –

- Quel film depravato di cui parlavano tutti? No, quel pervertito mi ha chiesto di farlo… con la bocca. E anche… dietro. –

Adesso è Marco a doversi trattenere per non ridere. Anastasia appoggia la mano sul braccio della madre e parla:

- Mà, penso di poter parlare per tutti e due ma… cosa c’è di male in queste richieste? –

- COSA C’E’ DI MALE? Figlia mia, è peccato, è peccato mortale –

Angela è scattata in piedi guardando i figli con occhi scandalizzati. Vede Marco strizzare l’occhio alla sorella e intuisce:

- Volete dire che… voi… -

Resta a bocca aperta vedendo Anastasia annuire, poi è Marco a parlare ancora:

- Mamma, non ti racconteremo la nostra vita privata perché quel che facciamo o non facciamo è affar nostro, sappi solo che per me sei tu a sbagliare. –

Anastasia interviene a sua volta guardando la madre con affetto.

- Mamma. I tempi sono cambiati. Quello che hai detto non affermo che sia normalissimo ma non è nemmeno uno scandalo. Lo fanno in tanti, tantissimi, perché gli piace, e non pensano certo che sia peccato. –

- O Signore perdonali. Non voglio sapere nulla di queste sozzerie. Andatevene, lasciatemi sola. –

Scuotendo la testa i due ragazzi vanno via verso i loro impegni lasciando Angela in preda ai tormenti. Dopo un’ora passata a torcersi le mani decide di chiedere aiuto alle sue sorelle ma al telefono, prima l’una e poi l’altra, le chiariscono di pensarla come i figli.
Angosciata, Angela allora va in parrocchia, da Don Raffaele, un sacerdote di 65 anni.
Lì giunta chiede un colloquio riservato e si ritirano in sacrestia.

- Dimmi Angela, ti vedo turbata, che succede? Qualche problema con i ragazzi della parrocchia?–

- Ho bisogno di un consiglio Don Raffaele, sotto il vincolo della confessione, nessuno deve sapere cosa dirò –

- Va bene figliola, dimmi tutto. –

Torcendosi le mani, Angela racconta i fatti:

- Capisce padre? Mio marito deve essere posseduto dal diavolo per farmi quelle proposte. Cosa posso fare? –

- Benedetta figliola, io non posso certo dirti di accontentarlo. Questo sta a te deciderlo, però posso dirti che certe cose oramai non le consideriamo più peccati gravi. Non lo dirò mai apertamente ma qui, tra di noi, ti assicuro che nell’ambito del rapporto matrimoniale c’è molta più tolleranza di una volta. Ricordati questo: stiamo parlando del sacro vincolo del matrimonio, ed i coniugi devono fare tutto quello che possono per impedire che si rompa. –

- Ma io… padre… non so come fare… non saprei nemmeno come imparare –

- In questo non posso aiutarti figliola, ma guarda dentro il tuo cuore. Se senti di amare tuo marito e che lui ami te allora non c’è sacrificio che non si possa fare per salvare la vostra unione. –

Angela esce sconvolta dal colloquio con Don Raffaele. Cammina per la città rimuginando. Nella testa le scorrono le pagine della Bibbia che ha imparato a memoria, cerca di ricordare dove si parli di sesso, risente le parole delle suore quando era più giovane ma, più forti ancora, risente le parole di Don Raffaele.
Come imparare? Se lo ripete dentro senza trovare una soluzione e poi, quasi fosse un segno del destino o della Volontà Divina, gira l’angolo e si trova di fronte un cinema, uno degli ultimi, che proietta film pornografici.
Ha sempre girato la testa dall’altra parte anche di fronte a pubblicità appena appena spinte. Prendendo il coraggio a 4 mani inforca un paio di occhialoni scuri, tira fuori un foulard che si avvolge sui capelli ed entra.

Alla biglietteria c’è un uomo anziano che la guarda come si guarda un palo della luce. In fretta paga il biglietto e si dirige verso la sala. Già prima di entrare ode gemiti e mugolii ed è tentata di fare marcia indietro ma si fa forza ed entra.
Il buio, rotto solo dalla luce che proviene dallo schermo, la avvolge insieme a un odore di aria consumata e altro che non riesce a identificare.
Sullo schermo un pene che le pare gigantesco completamente sprofondato nella bocca di una ragazza bionda che lo sta succhiando con apparente voglia. Si immobilizza alla scena e si guarda intorno. Vede delle teste, poche, sporgere dai sedili, l’una distante dall’altra. Nessuno si cura di lei. Sceglie un posto delle ultime file, lontana dagli altri, e si siede.
Per i minuti successivi fissa incantata, incerta se provare schifo o curiosità, le scene che scorrono sullo schermo.

- Fanno solo finta, sono attrici, non c’è nulla di vero –

Dice a mezza voce a se stessa guardando i volti delle ragazze stravolti da smorfie di piacere mentre vengono montate da uomini muscolosi. Per la prima volta in vita sua assiste a quelle cose che ha sempre considerato “sporche”. Si fa forza dicendosi che deve imparare, deve conoscere queste cose per decidere. Sobbalza quando un gigante nero infila il suo cazzo enorme nell’ano di una ragazza mora. L’urlo di lei le si insinua nelle orecchie, le raggiunge il cervello. Sono grida di godimento.

- Sono attrici, è tutto falso –

Si dice ancora ma si sente illanguidita. Passa la lingua ad umettare le labbra secche, la muove come per imitare la ragazza sullo schermo e quasi se la morde quando si accorge del gesto involontario. Tra le gambe una sensazione nuova. Si preme la borsetta sull’inguine, lo spigolo al vertice delle cosce e prova una sensazione piacevole. Di colpo sobbalza vedendo una figura che le si siede accanto. Senza girare la testa, impaurita, vede che è un uomo. Prova vergogna ad assistere a quel film accanto ad uno sconosciuto, si arrabbia con lui: ”tra tanti posti proprio qui accanto doveva sedere?”. Pensa. L’uomo è immobile, la testa fissa sullo schermo. Con la coda dell’occhio Angela lo vede slacciarsi i pantaloni e tirar fuori un pene già rigido. Sobbalza ed ha l’istinto di fuggire ma è paralizzata dalla paura: “cosa vuole? Perché se lo è tirato fuori?”
Pensa a come fuggire e intanto lo vede muovere la mano lungo l’asta; ode un mugolio di piacere.
“è questo che fanno gli uomini guardando film pornografici?”
I pensieri le si rincorrono nella mente. Come ipnotizzata non bada più al film, la sua attenzione è tutta rivolta alla mano che vede muoversi lentamente, alla curiosità istintiva per il cazzo sconosciuto, alla sensazione di calore che avverte tra le gambe. Si morde le labbra per non urlare sentendo la mano di lui impossessarsi della sua e guidarla sul pene costringendola a stringerlo e guidandola nel movimento. Quando la lascia la mano di Angela continua a muoversi: “che sto facendo? CHE STO FACENDO?” Una parte di lei è terrorizzata, l’altra non riesce a staccarsi da quel cazzo duro che sente pulsare nella mano.
All’improvviso sente rantolare l’uomo, il suo corpo che si muove, si tende. Il cazzo le sembra diventare più grosso nella sua mano e istintivamente accelera il movimento. Un urlo trattenuto accompagna un liquido caldo che le cola sulla mano, tra le dita, lungo il pene che comincia a diventare meno rigido.
Toglie la mano e l’uomo, che non ha nemmeno visto in faccia, si chiude i pantaloni e si allontana silente. D’istinto Angela preme più forte sopra la borsetta, l’angolo la tocca, attraverso la gonna, in un punto preciso e lei si sente girare la testa, una sensazione sconosciuta di piacere, di languore, le corre per tutto il corpo: bagnato tra le gambe, calore al viso, al collo. Si tende sulla poltrona sforzandosi di non gemere. “E’ questo l’orgasmo?” Si chiede ancora sentendosi felice.

Sullo schermo il primo piano di una ragazza dal volto coperto di strisce biancastre che lecca amorevolmente un grosso cazzo nero. Angela avvicina la mano al naso, odora quello che sa essere sperma. Poi con un gesto deciso prende un fazzoletto di carta e si pulisce la mano, lo getta a terra e si affretta verso l’uscita.
Torna a casa scombussolata. Il marito non c'è, i figli la avvisano che ha traslocato in una abitazione secondaria che possiede. Non mancano di riaffermare la loro opinione che lei stia sbagliando tutto e lei, ostinatamente, risponde:

- E' peccato -

Riceve una telefonata dall'avvocato che il marito le mette a disposizione e che vuole fissarle un appuntamento per discutere i dettagli. Lo liquida con un:

- Devo riflettere, la chiamo io -

A letto, dopo cena, ripensa al cinema, a quello che ha visto sullo schermo e, soprattutto, al cazzo sconosciuto che ha fatto godere. Le pare di avvertirne ancora il calore sul palmo della mano, la setosità della pelle sui suoi polpastrelli, lo scivolare del seme bollente che ha fatto sortire. Ancora una volta si sente strana; là, in mezzo alle cosce, un calore inusitato si espande, la avvolge. Non si è mai toccata se non per lavarsi, ma ora la sua mano scende ad esplorare, a sondare quel luogo ritenuto peccaminoso. Il calore aumenta, le anche si sollevano involontariamente quando si infila un dito dentro. E' bello, le piace. Le dita diventano due, il palmo della mano preme sull'estremità delle sue labbra intime, pressano sul clitoride e per la seconda volta in quel giorno, forse nella vita, una sensazione di beatitudine le si diffonde per il corpo. Geme sordamente, serrando le labbra per non gridare e farsi sentire dai figli. Oramai sola nel letto matrimoniale ritira le dita bagnate e si addormenta con un ultimo pensiero:
"E' questo il peccato? Come può essere così bello? "

Il mattino dopo decide di uscire e vagare per uno shopping senza meta, senza obiettivi prefissati, per stare sola con se stessa. Passando davanti ad una vetrina di intimo si sofferma. Riconosce modelli simili a quelli indossati dalle donne sullo schermo del cinema. Fino a due giorni prima non li avrebbe neanche notati, sino al mattino precedente li avrebbe considerati scandalosi, ora si immagina con quelli addosso. D'impulso entra dentro e vi trova una signora piacente, più o meno della sua età, che le si fa incontro amichevolmente.

- Posso esserle utile? -

- Sì... no... veramente... non so. -

- Ha qualche cosa in mente? Cerca qualcosa di particolare? -

- Non saprei, ho voglia di cambiare ma... -

- Venga, le faccio vedere gli ultimi arrivi. -

La donna la conduce all'interno e Angela guarda stralunata diversi tipi di intmo, qualcuno particolarmente sexy. Sbigottita commenta guardando un perizoma minimale e trasparente.

- Ma... ma quello... è come non averlo, è come essere nuda -

- L'idea è proprio quella. Lei è una bella donna, con quello indosso farebbe impazzire suo marito -

Sentendo citare Alberto il peso della situazione le si rifà addosso e si incupisce.

- Non lo so se ho ancora un marito... -
La donna si fa seria, la fa accomodare su un divanetto e Angela si sfoga. Non sa il perché parli con quella sconosciuta, perché le riveli le sue cose più intime, ma le dice tutto, dalle richieste del marito al litigio, dalla sua ritrosia alla sua incertezza. Le rivela anche l'accadimento nel cinema e la sua masturbazione notturna. Dopo aver parlato si sente meglio, più leggera. Guarda ansiosa la donna iniziando a pentirsi di averle rivelato cose così personali, e lei la stupisce.

- Credimi Angela, ti capisco, ti capisco benissimo -

-Ma... come fa a sapere come mi chiamo... chi è lei? -

- Non puoi ricordarti di me, sono passati tanti anni e ci conoscevamo appena. Sono Marta, la madre di un amico di tuo figlio, e frequentavo il tuo stesso gruppo parrocchiale, condividevo i tuoi stessi sentimenti. -

Un lampo di luce le attraversa il cervello ed Angela ricorda, vagamente, Marta.

- Sì, mi ricordo di te, ci aiutavi nelle cose della parrocchia, poi, improvvisamente, sei sparita. -

- E' perché passai quello che stai passando tu ora. Il mio fidanzato di allora fece quello che sta facendo tuo marito ed io dovetti fare una scelta. -

- Che facesti? -

- La scelta giusta... siamo sposati da 25 anni, abbiamo un figlio di 24 e ci amiamo come e più di allora. -

- Cioè hai ceduto... hai fatto... -

- Sì, ho fatto tutto quello che mi chiedeva, e non me ne pento perché ho scoperto che era bello, che non provavo più disgusto e che, anzi, mi piaceva. -

- Ma lasciare la parrocchia, la chiesa... -

Ho lasciato la parrocchia, le frequentazioni di allora che mi avevano resa come te, non la Chiesa. Vado a Messa tutte le domeniche e mi sento in pace col Signore. -

- Anche se fai... quelle cose? -

- Sì, come può essere male una cosa così bella, così piacevole? -

- E' la tentazione, è Satana che te lo fa credere... -

- No, perché ha significato unirmi con mio marito ancora di più, di vivere il matrimonio appieno, in fondo ho rispettato il voto di obbedienza, no? E questo non è male. -

Angela tace. Un teologo od un uomo di Chiesa avrebbe molto da dire su tutta la discussione ma Angela non lo è, e non è tipa da negare l'evidenza dei fatti che dicono che lei sta perdendo il marito mentre Marta è felice. Si lascia guidare dalla donna nella scelta di un intimo totalmente diverso da quello semplicemente funzionale che ha indossato per tutta la vita.

- Se vuoi posso aiutarti a cambiare -

L'offerta di Marta le suona attraente e piena di sottintesi ma non approfondisce:

- Se ho bisogno torno. -

A casa guarda a lungo i suoi acquisti: li stende sul letto, li confronta, arrossisce guardandone uno particolarmente osé. Di colpo si spoglia presa dalla voglia di provarli. Si denuda e si osserva il corpo allo specchio. Sì, il fisico è un po' appesantito dall'età e da due gravidanze ma è ancora piacente, pieno nei punti giusti. Si soppesa i seni, si sfiora i capezzoli scoprendoli più sensibili del solito, poi indossa uno dei coordinati e si rimira. E' una donna diversa quella che le appare e... si piace. Capisce come un uomo possa eccitarsi al solo vederlo, è un po' eccitata lei stessa. Si siede sul letto, si carezza ancora i seni, una mano scompare sotto il pizzo trasparente del tanga che ha acquistato e trova la sua intimità umida, in attesa.

Non è più la prima volta, adesso sa come fare e lo fa. Nella mente non vede il cazzo sconosciuto ma quello di suo marito. Si immagina di toccarlo, di stringerlo, sì, anche di succhiarlo, e gode mormorando il nome di Alberto lasciandosi poi cadere sul letto.

Lascia passare il pomeriggio. Pensierosa, nota appena gli sguardi dei figli pieni di affetto ma anche di compatimento. I due hanno deciso di lasciarla stare, di parlare solo se interrogati: la loro posizione è chiara.
La sera è costellata da masturbazioni, tante quanti sono i nuovi coordinati intimi che prova, e ogni volta scopre un punto dentro di lei che non conosceva e che le regala piacere.
Il giorno seguente torna da Marta che la accoglie con un sorriso amichevole e malizioso. Sapeva che sarebbe tornata e di nuovo si dichiara disponibile ad aiutarla.

- Sì, ma come? Io non so nulla... di quello che lui vuole. -

- Lo sai invece, in teoria. Ti manca solo la pratica -

Angela inorridisce al pensiero eppure è decisa ad andare fino in fondo, a fare di tutto per mantenere unita la propria famiglia. Tutte le remore sono passate in secondo piano davanti a questo obiettivo.

- Vuoi dire che dovrei...? Ma significherebbe tradire mio marito... e con chi poi? -

A Marta non sfuggono le ultime parole ed il loro significato possibilistico, è proprio quello che ha in mente.

- Se vuoi... io e mio marito possiamo aiutarti -

- Cioè io... e tuo marito... ma allora lui tradirebbe te. -

- Angela, Angela... non se ha il mio consenso -

- E tu lo daresti? Faresti questo per me? -

- Diciamo che saresti un mio regalo per lui. Cara Angela, scoprirai a suo tempo che dopo tanti anni viene voglia, a volte c'è bisogno, di … cambiare un po'. L'importante che io amo lui e lui ama me. -

Dubbiosa, Angela guarda Marta. Sarebbe un ulteriore passo avanti, non previsto, poi decide di colpo:

- Alberto deve tornare da me, sono pronta a tutto -

- Brava Angela, vieni questa sera dopo cena. Non te ne pentirai -

Con un abbraccio, Marta la saluta e la lascia andare a casa.

La sera Angela fa cena appena spizzicando, poi annuncia alla figlia, sua unica commensale, che sta per uscire. Accampa un impegno in parrocchia e la figlia la guarda ancora con aria di pena:

- Mamma, papà ti vuole ancora bene -

- Lo so, e lo sto facendo per lui. -

Nel breve tragitto verso casa di Marta, sopra il negozio, Angela riflette che ha appena mentito alla figlia, altra cosa nuova per lei, e che stava per farsi sfuggire le proprie intenzioni. E' certa che la figlia ha capito l'esatto contrario di quello che sta per fare veramente e ridacchia. Si sente pronta e decisa.

- Benvenuta, questo è mio marito Nicola. -

- Piacere Angela, Marta aveva ragione, sei veramente bella -

- Grazie. -

Angela arrossisce un po' al complimento stringendo la mano dell'uomo. E' un bell'uomo, assomiglia ad Alberto ed è gentile. Arrossisce ancora di più al pensiero di quello che è venuta a fare quando si accorge che senza pensarci lo ha guardato tra le gambe cercando di intuire la sua virilità racchiusa dai pantaloni.
Marta la fa accomodare, serve un caffè utile a scambiare due chiacchiere, a familiarizzare. Sono solo pochi minuti in cui Angela avverte il desiderio di Nicola per lei e trema costringendosi a vincere la paura.

- Allora... come...? -

E' Angela ad andare al dunque strappando una risatina a Marta.

- Vieni, andiamo in camera. -

Nicola le segue fermandosi a tre passi per rimirarle.

- Fatti vedere da lui -

Dice Marta cominciando a spogliarla, spostandole le mani salite ad un'ultima impalpabile difesa.

- Brava Angela, l'hai indossato. -

Commenta Marta vedendo che Angela ha addosso l'intimo più provocante tra quelli acquistati, un reggiseno con pizzo trasparente che fa vedere i capezzoli, pochi centimetri di stoffa in un triangolino da cui spuntano rigogliosi i peli del pube.

- Dovremo fare qualcosa anche per questo, domani ti accompagno da un'estetista amica mia. Ti piace caro? -

Nicola annuisce vigorosamente.

- E' magnifica. -

- Ricordati che oggi sei docente ed oggetto della lezione, non siamo qui solo per il tuo esclusivo piacere. -

- Mi piacerà comunque -

Nicola guarda il corpo di Angela sentendosi eccitato mentre inizia a spogliarsi. Con la moglie ha un rapporto franco ed aperto in cui trovano spazio queste ed altre sorprese. In breve rimane nudo.
Marta slaccia il reggiseno e ferma Angela che sta autonomamente togliendosi gli slip.

- No, questi te li toglierà lui. Sta cominciando la lezione Angela, devi imparare quanto piacere può darti un uomo -

Già istruito, Nicola si avvicina alla donna stesa sul letto. Le accarezza le cosce avvicinandosi via via al vertice, vi depone dei baci leggeri.
Angela ha visto di sfuggita il pene di lui, le pare come quello del marito ma non può esserne sicura. Si lascia stendere sulle lenzuola e vince l'ultimo impulso a scappare quando sente le mani dell'uomo su di lei. Inizia con una sensazione di solletico sulla pelle sensibile dell’interno cosce quando lui vi appoggia le labbra deponendovi piccoli baci. Man mano che Nicola sale verso il pube sente piccole scariche elettriche che le percorrono la pelle. Quando lui arriva al ventre è già tesa, smaniosa che lui prosegua e impaurita che lui lo faccia. Si costringe a restare immobile ma le sue anche si sollevano da sole quando Nicola picchietta con la lingua sul taglio, attraverso la stoffa sottilissima. La bacia così, scostando appena gli slip, prima di cominciare a farli scendere esponendo il sesso luccicante di umori di lei. Quando lui comincia a leccarla sul serio Angela si contorce preda di un piacere sconosciuto. E’ molto meglio, molto più intenso dei solitari a cui si è dedicata la sera precedente. Gode all’improvviso bagnando la faccia di lui che non si ferma nonostante lei lo preghi, lo supplichi di darle un attimo di riposo. Niente, lui prosegue e poco dopo Angela si agita ancora, stringendo i capelli di Nicola tra le dita, in un secondo fulminante orgasmo. Resta stesa, ansante. Di fianco Marta le sorride:

- Accidenti se sei carica amica mia. Vieni, adesso tocca a te. –

Angela si lascia tirare su e, inginocchiata di fianco all’amica, vede il pene di lui a pochi centimetri. Ne osserva la leggera curva, la vena che lo attraversa, in un esame che mai avrebbe pensato di poter fare.

- Ecco, fai come me. –

Marta impugna il cazzo duro, lo muove circolarmente, su e giù, scoprendo la testa di un rosso acceso. Mostra all’amica cosa fare e poi glielo affida. Angela ci va cauta, non ricorda di aver mai toccato quello di Alberto se non da fidanzati, per una sega veloce e impaurita dalla possibilità di essere visti. Ricorda e muove la mano. Seguendo le istruzioni dell’amica rotea il pollice sulla testa a fungo, si fa passare l’asta nello spazio tra le dita, lo agita sentendolo farsi ancora più duro.

- Adesso guardami… -

Le dispiace quando Marta glielo toglie di mano, ma subito si concentra per seguire le sue mosse, la sua lingua che si tende verso la cappella, le gira intorno, rientra nella bocca per riuscire carica di saliva e ricominciare. Quando vede la cappella sparire tra le labbra di Marta, Angela sussulta. Ecco, è questo che ha sempre negato al marito, è questo che ha sempre considerato una depravazione, eppure l’amica lo fa senza problemi, anzi con gusto. Sente la saliva riempirle il cavo orale, rotea la lingua inconsciamente, scalpita per provare lei, e quando Marta finalmente restituisce alla vista l’asta lucida e gliela porge vi si accosta di getto, prendendola per almeno un terzo in bocca. Fa fatica a respirare ma resiste cercando di capire il messaggio che le papille gustative le stanno inviando. Non è cattivo: sa di carne, appena di sapone… sa di uomo.

- Non così in fretta, aspetta, fai piano, lentamente –

Guidata dall’amica Angela apprende i rudimenti dell’arte fellatoria, inorgoglita quando sente lui gemere. Si impratichisce sul campo e ogni sua remora viene spazzata via dalle sensazioni che prova.

- Basta. Il mio Nicola è resistente ma se continui così ci sarà poco per dopo. Adesso Angela, facciamo un’altra cosa. –

Eccitata, Angela si stende sul letto aspettando che l’uomo le si metta sopra, MA Marta ha altro in mente:

- No, alzati, vieni qui. Stai sopra tu. –

- Ma io… non l’ho mai fatto così. –

- Sei qui per imparare no? Ecco, siediti sopra di lui e prendiglielo in mano, appoggiatelo alla fessura e decidi tu come e quanto farlo entrare. –

Angela cerca un equilibrio in quella posizione nuova per lei, e quando sente la punta dell’uccello farsi strada tra le sue labbra intime spinge in avanti il bacino facendosi penetrare per metà. Si ferma stravolta dalla sensazione e dalla coscienza che, per la prima volta, un cazzo diverso da quello del marito è dentro di lei.

- Ecco, brava, muoviti tu, scopri cosa ti dà più piacere –

Esitante e poi via via più entusiasta, Angela cavalca Nicola, dosando la penetrazione, cercando i movimenti che più la fanno godere. Geme sopra l’uomo, si china sopra di lui stravolta dalle sensazioni, lo bacia con enfasi e si rialza. Rotea le anche sentendo vicino l’orgasmo e si accorge che Marta è lì vicino a lei, la bocca a pochi centimetri. Esita, non si aspettava questo, ma quando una mano le sfiora il clitoride e l’orgasmo le esplode dentro si arrende e le consegna la bocca ricambiando il bacio appassionato. Solo dopo, quando smonta dall’uomo e si distende sul letto riprendendo fiato, guarda spaesata l’amica china su di lei:

- Tu… mi hai toccata… mi hai baciata… -

- E non ti è piaciuto? –

- Non lo so… sì, ma non mi aspettavo… -

- Ti piace se faccio così? –

Marta la tocca ancora, infila due dita nella vagina piena di umori. Angela le sente frugarla, darle piacere. Le gira la testa al pensiero che una donna la stia toccando ma non si ribella. Ha oramai deciso di buttarsi il passato alle spalle ed accetta anche questo nuovo modo di fare sesso, di trarre piacere dal proprio corpo. Tende le labbra verso l’amica rispondendo silenziosamente alla sua domanda. Si baciano per un minuto, le mani di Angela che cercano i seni di Marta, li carezzano, sfiorano i capezzoli turgidi.

- Ora pensa a Nicola. E’ stato bravo a trattenersi e merita un premio… sarai tu a darglielo, con la tua bocca. –

Angela si fa tirare verso l’uomo che è restato disteso carezzandosi leggermente il cazzo eretto. Vede la donna chinarsi su di lui, prenderlo in bocca, ripetere le cose che solo da poco ha imparato. Si gode ogni istante di quel pompino ancora inesperto, eccitato dalla passione che vede metterci dalla donna. Presto Angela sente il cazzo fremere, tendersi e ingrossarsi nella sua bocca. Guarda incerta Marta. Sa cosa sta per accadere, cosa ci si aspetta da lei ma non è sicura su come fare. Marta comprende e interviene parlandole vicino all’orecchio con voce suadente.

- Continua così, tieni in bocca solo la punta e muovi velocemente la mano. Quando lo sentirai godere non staccarti, continua a succhiarlo. –

Angela esegue e di colpo un fiotto caldo le schizza sulla lingua. Si blocca mentre la bocca le si riempie di seme. Il sapore che sente non le piace particolarmente ma non è cattivo. Si sforza di bere quel che con altri schizzi Nicola le sta riversando in gola. Non ci riesce, un colpo di tosse la costringe a staccarsi ricevendo uno degli ultimi schizzi direttamente sul volto. Si riprende subito, con la mano di Marta che le riaccompagna la testa, e riprende in bocca il cazzo che ha finito di spruzzare ma non di fremere. Lo succhia e lo lecca raccogliendo il seme rimastovi. Solo alla fine, quando il cazzo sta già perdendo vigore, si stacca guardando verso Marta, in attesa di un suo giudizio.
L’amica la guarda con aria gioiosa, sorridendo. Le si accosta e la bacia ancora, le passa la lingua sulle guance raccogliendo quel che trova e riportandoglielo tra le labbra ove si perde nell’intrecciarsi delle lingue.

- Sei stata brava… ora c’è rimasta una cosa sola di quello che vuole tuo marito. –

Nel dirlo Marta le ha messo una mano sul culo, ha aperto le natiche e col dito è andata a sfiorare il buchino nascosto. Angela esita, non vuole essere irriconoscente ma ha un’idea ben precisa.

- Scusami Marta ma io… vorrei che fosse Alberto il primo… -

Marta la guarda con aria seria, poi annuisce abbracciandola.

- Sì, è giusto. Brava. Però non c’è nulla di male se ti abitui… e poi ci sono io. –

- Tu? –

- Sì, non merito un premio anche io? Sono tutta un bollore, vi ho guardati, vi ho aiutati e io… niente. –

Angela sorride maliziosamente.

- E’ vero… cosa devo fare? –

- Ti insegnerò un’altra cosa nuova per te, e contemporaneamente preparerò questo bel culetto per tuo marito. Vieni. –

La fa sdraiare sul letto e stende un braccio verso un cassetto ponendole poi davanti agli occhi un affare di plastica blu lungo ed affusolato.

- Ecco il compagno dei nostri giochi –

Dice accennando verso Nicola.

- Vuoi dire che mi metterai questo… dietro? –

- Sì, così sarai pronta per quando deciderai di darlo a tuo marito. Adesso salimi sopra… no, non così, rovesciata. –

Incerta, Angela obbedisce. Intuisce cosa ha intenzione di fare Marta ed è titubante.

- Marta io… non so se… ooohhhhhh –

Marta non ha perso tempo. Sdraiata sotto l’amica le basta allungare la lingua per toccare la fessura bagnata dai precedenti orgasmi. Lecca prima le labbra esterne, passando e ripassando prima di aprirle con le mani ed infilarci la lingua.

Angela è presa da sensazioni contrastanti. Il suo non è pudore, non è ritrosia per una cosa mai fatta, è più paura di non sapere cosa fare. Sotto l’azione della lingua dell’amica, manda al diavolo ogni indugio e abbassa la testa. Cerca di ripetere quello che sente fare a lei e con soddisfazione ottiene un movimento delle anche di Marta. Poi incolla le labbra alla figa dell’amica e lecca con passione cercando i punti che più la fanno reagire. Ad un certo punto, la testa già immersa nel piacere, sente una presenza sul buchino posteriore. Si tende d’istinto, contrae i muscoli bloccando l’intrusione di quello che pensa sia il dildo ed invece è soltanto un dito.
Con pazienza, Marta sposta la lingua sull’ano depositandovi fiumi di saliva, poi spinge ancora col dito.

- Rilassati, lasciati andare, non pensare a nulla –

Angela prova a darle ascolto e di colpo sente una presenza in lei. Si contrae ancora ma non è dolore, la minuscola falange dentro di lei è solo un’altra cosa nuova, l’ennesima, che sta sperimentando quel giorno. Si concentra e rilascia l’anello di muscoli e subito il dito affonda un po’ di più. Marta non ha mai smesso di leccare l’amica e insiste con le sue manovre riuscendo a conquistare l’accesso fino in fondo. Muove il dito circolarmente e avverte i muscoli contrarsi e distendersi, segno della buona volontà dell’altra. Ancora usa la saliva e ancora entra ed esce fino a che ritiene che sia il momento giusto.
Toglie il dito e vi appoggia la punta del dildo. Essa è piccola, affusolata, il diametro cresce solo dopo, e quindi entra facilmente. Alternando leccate e succhiate a vagina e clitoride con piccoli movimenti e spinte del dildo, alla fine Marta riesce a introdurne metà. Vede l’ano dilatato, riempito dalla plastica blu, sente la lingua dell’amica su se stessa che non si ferma, indice che la presenza è accettata. Solo allora comincia a entrare ed uscire.

Per Angela è una cosa devastante. Ha messo da parte un ultimo pensiero riguardo l’oscenità della cosa e si è concentrata sulle sensazioni che riceve. Si sente riempire con un fastidio minimo e ciò la spinge a leccare con più forza l’amica. Quando lo sente muoversi dentro e fuori di lei un primo orgasmo, cerebrale per la situazione, fisico per le labbra di Marta che si sono chiuse sul clitoride tormentandolo, le esplode dentro facendola inarcare e spingere indietro per farsi penetrare meglio.
Marta sente sulla lingua i fluidi dell’amica, nelle orecchie i suoi gemiti. Spinge ancora più a fondo il dildo senza ricevere proteste. Anche lei sta perdendo lucidità, sente il piacere avvicinarsi ma manca ancora un ultimo tocco.

- Nicola… vieni –

Il marito è rimasto a guardarle durante tutto il tempo, masturbandosi lentamente fino a trovarsi nuovamente in erezione. Si accosta dietro Angela e, contorcendosi, riesce a portare il suo membro all’ingresso della vagina.

- OOOOHHHHHHH. –

Angela grida sentendosi penetrare, sentendo la carne dura del membro entrarle nella figa mentre dietro ha ancora il dildo ora tenuto fermo da Marta. L’azione combinata di dildo/cazzo/lingua la fa godere subito di nuovo e grida, grida sentendosi tutta piena, incapace di fare altro che strizzare gli occhi e gridare il proprio piacere, conficcando le dita nella figa dell’amica. E’ sufficiente per Marta per godere a sua volta, aggiungendo le sue grida a quelle di Angela, sovrastate dopo un minuto da quelle di Nicola che, eccitatissimo, spinge il cazzo più a fondo che può prima di sprizzare fuori il suo seme.
Marta, abbandonata su se stessa, avverte che l’amica è tornata ancora a leccarla perfezionando il suo piacere.

Angela gode a ripetizione: si contorce, si agita, spinge indietro per andare incontro ai due cazzi, quello vero e quello finto, che sono profondamente dentro di lei. Come una pazza si rituffa tra le cosce dell’amica senza una maniera, a casaccio, leccando e succhiando fino a che un altro orgasmo, l’ultimo, le spegne il cervello.
Ritorna alla realtà tra le braccia dell’amica un po’ impaurita.

- Angela.. Angela… stai bene? –

- Benissimo… -

Un sorriso disfatto le illumina il volto tranquillizzando Marta.

- Accidenti, pensavo che stessi male, non rispondevi. –

- Ho goduto tantissimo… come mai prima. –



Angela torna a casa a notte inoltrata, trovando i figli preoccupati.

- Dove sei stata fino ad ora? Non vedendoti tornare ti abbiamo chiamato ma non rispondevi. Ti abbiamo cercata in parrocchia ma ci hanno detto che non ti eri vista. –

Il figlio è sollevato dal vederla e vuole sapere.
Solo la figlia, vedendo la faccia stanca ma soddisfatta della madre, intuisce qualcosa e devia le attenzioni del fratello.

- L’importante è che sei tornata. Adesso possiamo andare a dormire. –

- Sì, figli miei… e ho bisogno di voi. Devo parlare con vostro padre ma non mi risponde al telefono. –

- E’ normale, ha incaricato un avvocato, ricordi? –

Il tono del figlio è abbastanza duro, quello della figlia è più pragmatico, quasi complice:

- Vallo a trovare in ufficio domattina. –

L’idea piace ad Angela che abbraccia entrambi i figli e augura loro la buonanotte prima di ritirarsi in camera per una doccia bollente ed una dormita ristoratrice.

Il mattino seguente se la prende comoda. Si alza tardi, cincischia con la colazione senza appetito, mette un po’ di ordine e poi, prima dell’ora di pranzo, comincia a vestirsi.
Al lavoro di Alberto la vedono arrivare allegra e sorridente poco prima della pausa pranzo. Non sanno nulla dei problemi coniugali e la salutano cortesemente e rispettosamente. La segretaria di Alberto la annuncia al marito, sorpresa anche lei di questa visita inaspettata.
Alberto sta rivedendo alcuni documenti prima di concedersi uno snack veloce. La vede entrare e si rabbuia accogliendola non proprio cordialmente:

- Cosa sei venuta a fare? L’avvocato mi ha detto che non vi siete ancora incontrati. Senti, è meglio che io e te parliamo tramite lui… -

- Aspetta Alberto... devo parlarti. –

Alberto non sa bene cosa ma la vede diversa. Accondiscende ad ascoltarla e fa accomodare Angela sulla poltrona tornando dall’altro lato della scrivania.

- Ti ascolto. –

- Prima di tutto devi dirmi una cosa Alberto, dipende tutto da questo: Sei andato via perché… non ti davo quel che volevi o perché non mi ami più? –

Alberto esita, non si aspettava questa domanda. Con sincerità risponde:

- Sono ancora innamorato di te Angela, e lo sai, ma non voglio più sentirmi frustrato come negli ultimi tempi. Ti capisco e per questo vorrei che ci lasciassimo da buoni amici, se non altro per gli anni passati insieme e per i nostri figli. –

- Già, i figli. Parteggiano per te, sai? E tutti quelli che ho sentito ti danno ragione, anche il prete. Ma ora la cosa importante è questa: tu vuoi lasciarmi veramente? Vuoi rifarti una vita senza di me? –

- No Angela, non vorrei lasciarti. Mi ci costringi tu. Io voglio cose che tu non puoi darmi e che non voglio cercare altrove finché siamo insieme. E’ per questo che ti lascio, per essere libero. –

- Bene. E' la risposta che volevo. -

Dopo questa frase, con aria soddisfatta, Angela si alza e va a chiudere la porta sotto lo sguardo interrogativo di Alberto. Nel tornare verso di lui comincia a spogliarsi: via la giacchina, via la gonna, via la camicetta fino a restare in intimo. Una visione che fa restare Alberto a bocca aperta.

- Angela ma questo... -

- Ti piace? L'ho comprato per te. -

Ha indossato la lingerie più provocante tra quella che ha recentemente acquistato. Gira intorno alla scrivania e si toglie anche il reggiseno, due coppe con solo un velo di pizzo a coprire i capezzoli. Poi è il turno del perizoma. Alberto guarda sbalordito il cespuglio semi-incolto.

- Non ho avuto ancora tempo per passare dall'estetista, rimedierò presto. Ma ora pensiamo a te. -

Gli si inginocchia davanti slacciandogli la cintura, tirandogli giù pantaloni e mutande a mezza coscia, costringendolo a sollevarsi dalla poltrona per farlo. Emette un mugolio deliziato:

- mmmmhhhhhh... sei quasi pronto -

Commenta vedendo l'uccello sulla via dell'erezione.
Alberto è esterrefatto, incapace di dire o fare una qualsiasi cosa. Ricade sulla poltrona e poi geme sentendo e vedendo il pene scomparire tra le labbra aperte di lei.
Riappare poco dopo per essere leccato e baciato per tutta la sua lunghezza.
Angela lecca e parla con tono roco, eccitato ed eccitante:

- E' questo quello che vuoi... una moglie che quando chiami si inchina e ti lecca devotamente il cazzo? … -

- Angela, che linguaggio... -

E' quasi scioccato più dal vocabolo, mai sentito usare da lei, che da tutta la situazione,

- Sono cambiata Alberto, e se vuoi questa sera scoprirai anche quanto. Ma basta parlare. -

Angela riprende in bocca il cazzo oramai duro, scorre con le labbra sull'asta cercando di scendere quanto può. Segue alla lettera i consigli, così come ha fatto per i minuti precedenti, di Marta e poco dopo sente il marito mugolare, tendersi. Il cazzo vibra, sembra ingrossarsi e infine esplode nella sua bocca senza che lei si stacchi. Con cura, Angela accoglie gli schizzi di sperma e li ingoia e restituisce l'uccello all'aria solo quando non c'è più nulla da succhiare, da ingoiare.
Si rialza nettandosi le labbra ed inizia a rivestirsi. Alberto è stravaccato sulla poltrona ancora incredulo di quanto appena accaduto.

- Come ti dicevo, questa sera vengo da te... se tu vuoi...? -

- S...s...sì. -
L'uomo riesce appena a rispondere con un monosillabo, annuendo vigorosamente per enfatizzare la risposta.

- Bene caro, a stasera allora. -

Ora completamente vestita, Angela depone un bacio leggero sulle labbra del marito ed esce.



- Sei sicura? -

- Credimi, non c'è uomo che sappia dire di no a due donne insieme. -

Sì, ma tu?... Ti ringrazio veramente ma non so se posso chiedertelo. -

- Non sei tu a chiedermelo. Ti ho già detto che tu sei stata il mio regalo a mio marito, e questa sera è il suo regalo a me. -

Angela e Marta stanno dirigendosi verso casa di Alberto e discutono gli ultimi particolari.
Le due si conoscono da poco ma l'intimità raggiunta ha creato un legame tra loro che trascende la normale amicizia. Angela ha trovato in lei una “maestra” che le ha cambiato la vita, Marta una discente entusiasta.
Giunte a destinazione suonano alla porta di Alberto che le apre rimanendo sorpreso dalla presenza dell'altra donna.

- Ciao tesoro, ti presento Marta, una mia amica... molto particolare. -

Alberto le fa accomodare nel salotto e davanti a un drink leggero ed Angela,prendendo coraggio, inizia a parlare:

- Sono qui per farmi perdonare Alberto, per farti dimenticare tutti questi anni... monotoni. Eccomi, sono a tua completa disposizione, per come vuoi usarmi... in qualsiasi modo. -

Calca il tono sull'ultima frase ma Alberto non se ne avvede, nello sbalordimento per sentire finalmente la moglie parlare come vorrebbe, ha in testa una domanda urgente:

- Sì... ma lei?... -

Indica Marta che assiste sorridente e rilassata alla conversazione:

- Lei è la persona che mi ha fatto cambiare... ed il mio regalo di riconciliazione per te. -

- Scusate se interrompo. Alberto, tu hai qualche problema di salute? Cuore, pressione?... -

Concentrato sulla moglie Alberto risponde meccanicamente senza nemmeno guardare Marta:

- No, sono in perfetta salute -

- Allora, se ti va, sarebbe opportuno che tu prenda questa pasticca. Credimi, ti servirà... dopo. -

Alberto si volge verso la donna e guarda la pasticca posata sul palmo aperto. La riconosce ed è la conferma di quanto le parole di Angela stanno promettendo.

- E'...? -

- Sì, e dovresti prenderla ora. Ci vuole un poco perché faccia effetto. -

Alberto la prende. Senza pensarci la butta giù tornando a guardare Angela.

- Mentre aspettiamo voglio raccontarti tutto caro. -

Con tono contrito Angela racconta ad Alberto il suo vissuto, che lui conosce, la sua disperazione quando le ha detto che voleva lasciarla, i suoi dubbi, la sua ricerca di aiuto, la scoperta di Marta. Non tralascia nemmeno la storia del cinema e la notte con Nicola e Marta, le sue sensazioni, soprattutto la sua voglia di cambiare, di farsi perdonare, di essere la donna che Alberto vuole.
Questi ascolta, alterandosi e trattenendosi dal reagire quando sente di come sua moglie lo abbia tradito. Si sente arrabbiato ed eccitato assieme. Attende che Angela abbia finito e scatta in piedi infuriato.

- In ginocchio e succhiamelo, anzi succhiatemelo -

In lui prevale la voglia di rivalsa, di vedere quella donna che gli si è sempre negata, fino a quella mattina, e anche la sua amica, così tranquilla da sembrare arrogante. Di dominarle, vederle asservite ai suoi voleri.
Le due donne non si fanno pregare, scambiatasi un'occhiata d'intesa gattonano entrambe sino a lui, aiutandosi a spogliarlo. Per la seconda volta in vita sua Angela prende in bocca il cazzo del marito, lo succhia brevemente prima di passarlo all'amica.

Alberto, dall'alto, vede le due donne agire di concerto, sente il tocco delle labbra e delle lingue, ancora incredulo che sua moglie possa fare una cosa del genere. Resta sbalordito vedendole baciarsi e poi far scorrere insieme le lingue sull'asta, una per lato. E' quello che ha sempre voluto, anzi, di più, e si sente dentro un'energia che non sa se sia di origine chimica o solo l'eccitazione per un desiderio che viene appagato.
Si lascia spompinare a lungo, sicuro di essere ancora lontano dall'orgasmo, e gli viene voglia di cambiare.

- Basta, andiamo di là -

“di là” è la camera dove un lettone matrimoniale li accoglie. Alberto si spoglia velocemente e si distende. Con due cuscini sotto la testa si gode la vista delle due donne che si spogliano a vicenda improvvisando uno spettacolino per lui fatto di baci e carezze proibite, Con passione, tanto che Alberto, vedendole indugiare abbracciate, si sente escluso e le richiama.

Obbedienti, le due si chinano su di lui riprendendo il pompino interrotto. Altri lunghi minuti riempiti dal rumore umido delle bocche, dai mugolii e dai gemiti dei tre. Poi Angela si rialza, scavalca il corpo disteso e si impala sul marito con un sospiro di soddisfazione.
Alberto la sente, calda, bagnata, partecipe come non era mai stata. Le vede la faccia stravolta dal piacere:

- Tesoro, sei bellissima, non ti ho mai vista così. -

- mmmhhh... tutto merito di Martaaaaaahhhhh...ooooohhhhhh -

Le parole di Angela gli riportano alla mentre il modo in cui è cambiata, il tradimento col marito dell'amica. Di nuovo arrabbiato si scuote la moglie di dosso disarcionandola e afferra Marta che, ben disposta, si lascia distendere sulla schiena e penetrare con forza.

- Sei tu che me l'hai fatta diventare una puttana... prendi... prendi.... -

La scopa con forza ed ogni colpo in profondità è un'imprecazione. Marta attendeva solo quello e gode sotto Alberto, rispondendo con gemiti ed urla ogni volta che si sente penetrare con forza, aggrappandosi a lui nel momento in cui gode, striandogli la schiena con le unghie e poi lasciandosi andare sul letto, con lui che ancora la penetra con rabbia.

- Alberto... -

La voce di Angela è un sussurro ma rimbomba nelle orecchie di Alberto come una sirena. Stava per godere quando lui l'ha scostata, l'ha visto fottere l'amica con forza e vuole distrarlo, rasserenarlo.

- Sono tua Alberto... puoi avere tutto di me -

Lo dice e si gira mostrandogli il culo che si apre con le mani esponendo la vagina bagnata e, più su, il buchino inviolato.

E' un pugno nello stomaco per Alberto. La rabbia sparisce soppiantata dal desiderio per quel buchino che ha sempre voluto. Esce da Marta e questa, rapida, scivola da sotto per avvicinarsi all'amica.

- Aspetta. -

Gli dice mentre si mette sotto Angela in senso inverso. In ginocchio sul letto Alberto vede la lingua di Marta scorrere sulla figa di Angela, scivolare verso il buchino. Poi un dito scompare nell'ano. Un gemito sordo proviene dalla moglie di cui può solo immaginare la bocca sulla figa dell'amica. Le dita diventano due, scivolano dentro e fuori, vanno alla vagina a prelevare i succhi e tornano all'ano dilatandolo e lubrificandolo.

- Vieni... -

La voce di Marta lo scuote. Si accosta alla donna che lo guarda dal basso, glielo prende in bocca per qualche secondo insalivandolo completamente e poi lo guida con la mano al buchino teso. E' la mano di Marta a spingerlo dentro, dosandone la penetrazione, orientandosi sui versi e sul corpo che si muove sopra di lei per sapere quando fermarsi e quando lasciarlo entrare.

Angela si è offerta completamente, aveva già concordato con l'amica che così avrebbero fatto, ma è tutt'altro conto sentirsi il cazzo duro del marito che spinge e penetra nell'ano vergine. Cerca di rilassarsi, stringe i denti al dolore iniziale pronta a sopportare tutto pur di riprendersi Alberto. Poi le sensazioni cambiano, grazie anche alla lingua di Marta il dolore diventa semplice fastidio e infine il piacere ha il sopravvento. Si sente riempita come mai prima e la voce del marito vicina alle sue orecchie è una musica per lei.

- Ti inculo Angela... ti sto inculando... oh Amore che bello... sono tutto dentro di te... -

Il cazzo scorre ora liberamente nel buchino non più vergine ed Angela gode di un piacere nuovo in cui non sa distinguere quanto sia per la lingua di Marta e quanto per la presenza dura nel suo culo. Si inarca gridando e bagnando il volto dell'amica, incapace di controllare il tremito delle gambe, facendo scatenare il marito che dà gli ultimi colpi con forza e si pianta profondamente in lei spruzzando il proprio seme.

I tre restano allacciati per lunghi istanti dopo l'orgasmo, con Marta che, abbandonata dalla lingua di Angela non più in grado di leccarla, si è aiutata con le dita raggiungendo i due un minuto dopo.

Quando si slacciano e si distendono fianco a fianco è tutto un sorriso, un carezzarsi, con la sorpresa piacevole di vedere il cazzo di Alberto ancora dritto come un fuso.

La notte prosegue ed i tre si amano a lungo, Alberto prova anche il culetto di Marta dove deposita il suo ultimo seme residuo eccitato dalla lingua della moglie che gli scivola sui testicoli.

Al mattino, oramai sazi, sono ancora abbracciati. Alberto guarda con affetto la moglie.

- E così sei diventata una troia amore mio -

- Sì Alberto, la TUA troia se lo vorrai -

Alberto la bacia teneramente e, vedendo che Marta si è sollevata su un gomito, dopo un istante la tira verso loro due accogliendola in un bacio a tre che non ha più fine.