i racconti di Milu
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Claudia è una bella donna poco più che quarantenne, l’avevo notata come la notano tutti nella Società dove lavoriamo; anzi a dire il vero più che notata era oggetto di commenti da parte degli uomini senza che tenesse atteggiamenti tali che lo giustificassero, solo che la sua avvenenza suscitava apprezzamenti neanche spinti.

Avevo avuto a che fare con lei abbastanza vagamente: si ogni tanto ci incrociavamo, due parole del più e del meno; io sono nomade per natura e dopo anni ho trovato la collocazione che fa per me nel reparto clienti, la qual cosa mi fa stare fuori sede per molto tempo e visto che non ho legami come single d.o.c. dopo un matrimonio durato pochi anni con una donna che alla fine, per disperazione, soprannominai “fregnamoscia” mi permette anche di dedicarmi al mio hobby principale, le donne, in questo campo ho notevole esperienza e mi piacciono le situazioni intriganti, tralascio gli aneddoti al riguardo; comunque con le colleghe di lavoro preferisco comportarmi correttamente pur essendo brillante come la mia natura: noblesse oblige!

Anselmo, il collega che segue i clienti in mia assenza aveva dovuto prendere alcuni mesi d’aspettativa per motivi di salute né si poteva rimandare il mio giro con gli appuntamenti già concordati con i clienti che sarebbe cominciato di lì a due settimane, così fu deciso di mandarmi per questo periodo Claudia per imparare il settore e prendere le consegne durante la mia assenza; sapevo che era divorziata da lungo tempo, senza figli e, vagamente per sua ammissione spontanea, che aveva una storia con un uomo, non c’era stato modo di approfondire né l’argomento né la conoscenza: comunque fosse stato da un punto di vista estetico era meglio lavorare con una donna.

Così la mattina stabilità venne nel mio reparto sedendosi vicino a me; cominciai a metterla al corrente dei clienti più importanti, delle problematiche di ciascuno prendendo via via i relativi dossier. Mentre le parlavo dell’azienda X, improvvisamente mi disse a bruciapelo:

- Anche tu sei divorziato, mi sembra di ricordare….

- Si - risposi distrattamente essendo immerso a spiegare gli sviluppi di un piccolo problema che c’era di consegna con tale azienda

- Ma com’è che siete arrivati alla separazione?

Non mi andava di spiegare che avevo avuto a che fare con una donna che per me era fondamentalmente frigida e che ritenevo anche ipocrita ed opportunista che mi tormentava con la gelosia delle mie sane e godute storie antecedenti al matrimonio, così me la cavai dicendo che c’era una notevole differenza di caratteri; io sono simpatico, cordiale, pronto a fare amicizia con tutti in breve tempo mentre lei si era dimostrata arrogante, chiusa e piena di luoghi comuni. Naturalmente invitai Claudia a prendere il caffè insieme e continuammo a parlare dei rapporti tra uomo e donna in termini generali; andare a prendere il caffè insieme divenne, nel volgere di un paio di giorni, un’abitudine così che da colleghi diventammo amici sempre nella massima correttezza.

Poi il martedì della settimana successiva, mentre le stavo spiegando una procedura interna, fui chiamato al reparto contabilità per risolvere un piccolo problema di PC che è uno dei miei svariati hobby; risolto il problema approfittai per andare in bagno che è vicino alla mia stanza. Dopo essermi lavato le mani stavo per uscire quando vidi nella parte adiacente riservata alle donne Claudia che con la gonna di jeans alzata si rassettava le calze: aveva belle gambe ed io le feci un leggero sorriso al quale rispose con uno radioso e leggermente malizioso; tornati al nostro posto non facemmo cenno dell’accaduto e continuammo nel lavoro inframmezzato da qualche innocente battuta. Il giorno dopo, mentre prendevamo il caffè mi disse.

- Sabato ho un paio d’amici a cena a casa mia, nulla di formale che ne diresti di venire anche tu?

- Beh, …….Non ho impegni per sabato sera quindi va bene. Verso che ora? Dove abiti?

- Va bene alle 8? Sto in via…..al numero..

- Ok, allora per sabato alle 8.



Il resto della settimana trascorse normalmente così il sabato sera qualche minuto dopo le 8 suonavo il campanello di Claudia con in mano una bottiglia di Porto bianco che con un po’ di ghiaccio è ottimo.

- Terzo piano – mi rispose dopo che mi fui annunciato.

Quando l’ascensore mi depositò al piano ed aprii la porta vidi che mi aspettava sull’uscio, indossava una camicetta semitrasparente sotto la quale s’intuiva più che vedere il reggiseno ed una gonna scura; entrai, le diedi un leggero bacio sulla guancia salutandola e lei lo ricambiò poi mi fece strada verso una stanza vicina all’ingresso. Si sentiva una musica di sottofondo, canzoni anni ’70; seduti sul divano intenti a leggere i titoli di alcuni CD c’erano un uomo ed una donna entrambi sulla quarantina. Facemmo le presentazioni: Monica era una mora abbastanza alta con un seno generoso messo in evidenza dalla maglia attillata con un’ampia scollatura, portava una gonna lunga ed ampia, Roberto era un tipo abbastanza comune ma simpatico. Scambiammo qualche parola poi fu annunciato che la cena era pronta:

piuttosto che una cena tradizionale si trattava di una serie di stuzzichini caldi e freddi, delicati e saporiti innaffiati da buon vino. L’atmosfera si faceva sempre più allegra, ma sempre con buon gusto; alla fine assaggiammo tutti il Porto con il ghiaccio che piacque molto.

Il vino ci aveva un po’ scaldato e l’ambiente si era fatto amichevole:

- Dai, su balliamo un po’; quella musica che ha va benissimo! – propose Monica



Mise su un CD di canzoni anni ’70 e subito dopo spense la luce principale lasciando accesa una lampada che mandava una luce soffusa; si diresse verso me per invitarmi, mi alzai dal divano e ci dirigemmo al centro della stanza. Non la stringevo particolarmente forte, ma sentivo il suo seno generoso a contatto del mio petto, quel contatto ed il calore che emanava cominciò quasi subito a produrre effetto: il mio membro si stava risvegliando. Lo scostai un po’ dal suo corpo – era un poco più bassa di me – e quando mi ritraevo lei si avvicinava; nella penombra vidi accanto Roberto e Claudia che ballavano abbastanza stretti, pensai che Monica non era gelosa vedendo il marito ballare stretto con un’altra donna.

- Ti stai eccitando! – mi disse Monica a voce bassa

- A dire la verità si, sai un po’ il vino, un po’ la vicinanza…….Visto che sono un uomo normale, non vorrei che nascesse un incidente…..

- Nessun incidente, è solo l’inizio della serata – rispose in maniera sibillina

- Non sei gelosa del fatto che Roberto balli così stretto con Claudia?

- Ti ho detto che è solo l’inizio della serata…….. – rispose

La canzone finì e ne cominciò un’altra, Claudia si staccò da Roberto e si diresse verso me e Monica

- Changez la dame….

Mi prese per mano per invitarmi, mi staccai da Monica che andò verso Roberto e la cinsi con le braccia, dopo qualche secondo quasi casualmente mi sfiorò le labbra con le sue, il mio membro già risvegliato ebbe un ulteriore sussulto che feci fatica a reprimere.

- L’altro giorno – cominciò Claudia – ho fatto apposta a farmi trovare in bagno mentre mi sistemavo le calze, avevo sentito che c’eri tu e sono andata lì. Avevo sentito dire che sei un uomo fantasioso……..

- Monica prima mi ha detto che la serata inizia ora, cosa vuol dire?



Un tocco leggero delle sue dita fu avvertito dal mio membro già vigile…

- Uhmmm……. – fu tutta la risposta

Roberto si era tolto il pullover ed era rimasto in camicia, ma quello che mi stupiva di più erano come si muovevano le mani di Monica su di lui.

- Posso levarmi la giacca, sento un po’ caldo? – chiesi

- Ma certo – rispose prontamente Claudia – anzi mi meraviglio che ancora tu non l’abbia fatto! Anch’io sento caldo

Così cominciò a sbottonarsi la camicetta semitrasparente che si aprì sul leggero reggiseno di pizzo bianco; anche questa canzone finì e questa volta fu Monica a dirigersi verso di noi. Non disse nulla, Claudia si staccò da me lasciandole il posto per andare verso Roberto; vidi una strana luce negli occhi di Monica che mi fece intuire quale poteva essere il tema della serata. Ora era lei che si stringeva a me facendo pressione col suo corpo sul mio membro, non mi ritraevo più vista tale decisione ed a un certo punto diresse esplicitamente la sua mano su di esso palpandolo per bene per misurare quanto si fosse indurito attraverso la stoffa dei pantaloni

- Bene!– disse guardandomi fisso con gli occhi che luccicavano – La temperatura è già salita, dopo per raggiungere il punto giusto farò uno strip-tease!

Sbirciai Claudia e vidi che Roberto le palpava i seni strizzandole leggermente, di tanto in tanto, i capezzoli attraverso il leggero reggiseno, così azzardai a toccare il pube di Monica: sentii che portava delle culottes che le lasciavano il bacino ben meno costretto degli slip; ebbe un piccolo sussulto e mi lanciò un sorriso.

La canzone finì di nuovo e Monica si allontanò da me senza però dirigersi verso Roberto, alla successiva cominciò a muoversi languidamente, Roberto e Claudia si sedettero sul divano ed io li imitai tenendo Claudia al centro. Monica aveva cominciato il suo strip, l’ampia gonna era volata via ed era rimasta con la maglietta sotto la quale si vedeva che indossava il reggicalze, le calze e le culottes ed allora Claudia con una mossa repentina si tolse la camicetta già sbottonata ed il reggiseno; le tette non erano della misura di Monica, ma belle sode ed i capezzoli eretti indicavano l’eccitazione. I nostri cazzi formavano una collina sotto la stoffa dei pantaloni, infilai una mano tra le cosce di Claudia risalendole fino agli slip mentre Roberto aveva ripreso a titillare i capezzoli di Claudia, guardavo Monica che, si eccitava alla vista della scena di noi tre sul divano si muoveva sempre più sensualmente togliendosi la maglietta che le lasciò libero il prorompente seno quando sentii una mano che mi apriva la lampo dei pantaloni e si impadroniva del mio membro dopo aver scostato gli slip: era Claudia che con l’altra mano faceva la stessa cosa con Roberto. Monica muovendosi fissava affascinata la scena, non so come riuscii a levare la gonna a Claudia che rimase con gli slip scostati, il reggicalze e le calze mentre Monica, rimasta solo con il reggicalze e le calze, si dondolava languidamente guardandoci come incantata; Claudia estrasse i nostri cazzi e cominciò ad accarezzarli dolcemente, ora ero io che la baciavo sui capezzoli e sulla bocca mentre Roberto aveva cominciato ad accarezzarle la figa, ogni tanto apriva gli occhi per vedere la scena di sé stessa che accarezzava due cazzi e veniva accarezzata da due uomini poi, ad un tratto, respinse la mia lingua, si contorse e diresse la bocca verso il mio membro, la sua lingua vibrò sulla mia asta per qualche secondo, si staccò e si rivolse verso quello di Roberto facendo la stessa cosa, poi ricominciò con il mio e così via alternando quel doppio vibrare. I suoi slip erano volati via, Monica, dopo essersi toccata un po’ decise di essere attiva anche lei, tolse a Roberto ed a me i pantaloni e gli slip offrendoci la sua figa da soddisfare e dirigendo la sua bocca verso il pube di Claudia che continuava i colpi di lingua sui nostri membri con la differenza che ora se ne riempiva la bocca. Quasi fosse stato dato un segnale convenuto smise,

sollevò dolcemente la testa di Monica che capì: le posizioni si invertirono, ora era Monica che ci faceva un pompino mentre Claudia le baciava la figa e le strizzava i capezzoli, la tensione erotica era altissima, io e Roberto emettevamo mugolii di piacere mentre accarezzavamo i seni e la figa di Claudia che sentivamo vibrare di piacere mentre Monica negli istanti in cui passava da un cazzo ad un altro per prenderlo in bocca emetteva una specie di rantolo di lussuria. Finalmente si fermò sul mio membro che aveva raggiunto una grandezza impressionante eccitato dalla situazione e diresse la testa di Claudia verso quello di Roberto, lo inghiottì tutto muovendo la bocca su e giù e frullando la lingua sul glande, lo stesso faceva Claudia con Roberto mentre le nostre mani s’intrecciavano sui seni e il pube di Claudia e Monica; non riuscivo più a trattenermi così presi con le mani la testa di Monica fermando il suo movimento e cominciai a muovermi io scopandola letteralmente in bocca e dopo un minuto con un sussulto le venni in bocca e avvertii anche il suo orgasmo, mentre mi rilassavo vidi Roberto fremere e capii che anche lui era venuto. In quel momento Monica staccò Claudia da Roberto e avvicinò le sue labbra a quelle di lei aprendole con la lingua la bocca così da scambiarsi gli umori riversatisi nelle loro bocche e lì trattenuti con un lungo, intenso ed erotico bacio che durò quasi un minuto. Sebbene provati da tutte le attenzioni riservateci, solo a vedere quest’ultimo guizzo d’erotismo i nostri membri provarono una leggera, piacevole scossa che terminò quando le due donne si staccarono l’una dall’altra abbandonandosi per qualche istante sul divano.

Mentre le Claudia e Monica erano in bagno per rinfrescarsi un po’ – a questo punto non era il caso di formalizzarsi eccessivamente – Roberto ed io ci versammo qualcosa da bere per riprenderci e cominciammo a parlare, mosso da curiosità chiesi come avevano conosciuto Claudia; Roberto di rimando disse che era stato l’estate scorsa in un club vacanze in Grecia, così avevano cominciato a vedersi di tanto in tanto, Claudia e Monica erano diventate amiche.

Roberto e Monica avevano una buona intesa sotto il profilo sessuale ed un giorno Monica aveva detto che era curiosa di provare un’esperienza con una donna, ne aveva anche parlato con Claudia che in un primo tempo era rimasta sconcertata poi con l’andar del tempo incuriosita anche se non riusciva ad accettare l’idea visto che la candidata era lei. Alla fine aveva accettato ponendo come condizione che ci fosse un altro uomo ed ero capitato io……

Le donne tornarono con i capelli ravviati anche se indossavano solo i reggicalze e le calze, anche la maggioranza dei nostri vestiti erano ammucchiati su una poltrona dato che certe formalità, a questo punto, erano cosa superata. Ci versammo di nuovo da bere e ci sedemmo sul divano, all’estremità Roberto ed io in mezzo Claudia e Monica con i seni e la figa al vento; ad un certo punto senza pensarci mi misi a giocherellare con i peli del pube di Claudia e sbadatamente feci cadere un po’ di liquore su suo ventre, mi scusai e cercai un fazzoletto di carta per asciugarla

- Perché un fazzoletto? – intervenne Monica

- Ma…., che cosa se no?

- E’ tanto erotico bere liquore sul corpo di una persona – ribatté Roberto – dovresti vedere cosa succede quando ci si mette a bere sul corpo di una persona, Monica, l’hai portata quella cassetta che abbiamo preso il mese scorso?

- Un attimo, guardo nella mia borsa…mi sembra di si



Si alzò e dopo un paio di minuti tornò con una cassetta in mano, accese il videoregistratore e le immagini cominciarono a scorrere sul video; due donne si cospargevano il corpo con un liquore e poi cominciavano a leccarlo indugiando sui seni, sulla vagina per finire a fare un 69 sottolineato da mugolii di piacere; a questo punto entrava in scena un uomo che cominciava ad accarezzarle e le donne rivolgevano a lui la loro attenzione, la bionda gli prendeva in bocca il cazzo cominciando a fargli un pompino mentre la bruna dalle grandi tette faceva frullare la lingua sulla clitoride; poi la scena cambiava: l’uomo prendeva la bruna da dietro mentre la bionda, stesa sotto i due che scopavano, leccava i coglioni dell’uomo in un crescendo di gridolini di piacere; nella scena finale si vedevano le due donne che alternativamente lo succhiavano fino al suo orgasmo ed il getto veniva diretto sulle tette prosperose della bruna che si affrettava a leccarlo imitata dalla bionda.

- Niente male, mi piacerebbe partecipare ad un quadretto vivente come quello – commentai alla fine – anche perché il mio uccello si è del tutto risvegliato.

Fu Claudia a muoversi, si alzò scomparve un minuto e riapparve con la bottiglia di Porto piena per metà, si liberò del reggicalze e delle calze e si avvicinò a Monica prendendola per mano la condusse nella camera da letto, Roberto ed io le seguimmo, levò il reggicalze e le calze a Monica e la fece stendere sul letto versandole un po’ di Porto poi cominciò a leccare Monica che contraccambiò le attenzioni. Dapprima io e Roberto guardammo le due donne che si scambiavano queste effusioni, poi ci avvicinammo ed io cominciai a mettere un dito nella figa di Claudia che mi incitava a muoverlo per procurarle piacere, Roberto avvicinò la sua asta alle bocche delle due donne che un po’ si baciavano ed un po’ accarezzavano con la lingua il membro di Roberto. Vidi che la figa di Claudia cominciava a contrarsi ed il mio sguardo fu attratto dall’altro suo orifizio: ritrassi il dito e mi dedicai alla nuova scoperta, Claudia ebbe un leggero sussulto che subito si acquietò sciogliendosi in eccitazione più intensa così nel giro di qualche minuto riuscii a far penetrare il dito quasi per intero nell’orifizio anale avvertendo le contrazioni di piacere di Claudia che le trasmetteva a Monica. Al colmo dell’eccitazione Claudia esclamò:

- Voglio essere presa da due uomini contemporaneamente…..!

Scostandosi da Monica fece capire che non poteva fare a meno di essere presa, attirò a sé Roberto distendendolo sul letto di schiena e si calò sul suo membro ben eretto e cominciando a dimenarsi, non so come comparve nelle mani di Monica un tubetto dal quale ella fece uscire una crema con la quale cosparse l’orifizio di Monica e tenendole aperte le natiche praticamente guidò il mio membro facendolo entrare poco a poco dentro l’ano di Claudia che in un primo momento s’irrigidì e poi iniziò a rilassarsi per poi acquistare il ritmo dei due membri che si muovevano dentro lei all’unisono. Nel frattempo Monica si era messa a gambe aperte sul viso di Roberto che iniziò a baciarle il pube mentre lei accarezzava Claudia e le frugava vigorosamente la bocca con la lingua.

Sentivo le affondate del cazzo di Roberto nella figa di Claudia che si contraeva ed io stesso davo delle affondate prima piano e poi via via sempre più in profondità e con più vigore alle quali Claudia reagiva avvinghiando la bocca con maggior vigore a quella di Monica come quando Roberto dava colpi più violenti e profondi. Anche Monica reclamava il piacere di sentirsi sfondata ed aprendo di nuovo la borsa che aveva lasciato a portata di mano ne estrasse un vibratore, con le mani teneva le natiche aperte mentre Roberto, sempre con la lingua che le frugava la figa, iniziò ad introdurlo nell’orifizio che fece poca resistenza e ad imprimere al fallo di gomma un moto alternato su e giù. Non ci sfiorava neppure il pensiero che gli incitamenti ed i gemiti potessero essere uditi tanto eravamo presi dall’eccitazione che aveva preso tutti, sentivo che stavo per venire come sentivo dalle contrazioni che anche Claudia stava per avere l’orgasmo, diedi dei colpi più profondi, sentii che Roberto si ritraeva e mentre Claudia veniva facendo avere l’orgasmo anche a me, Roberto schizzò il suo seme sulle labbra di Monica che si era protesa per raccoglierlo poi le due donne avvicinarono le labbra per condividere l’umore di Roberto misto ai propri.

Rimanemmo sul letto ebbri ed esausti per quasi un quarto d’ora, poi a turno andammo in bagno per rinfrescarci e cominciammo a raccogliere i vestiti sparsi per la casa; erano le 3 del mattino o giù di lì

- Se vuoi puoi restare a dormire qui…… – mi disse Claudia

Non me lo feci ripetere perché tornare a casa dopo la serata non è che mi andasse tanto forse per pigrizia.

Roberto e Monica si erano rivestiti, Monica si era anche rifatta un po’ il trucco, ma non si era rimessa le calze che aveva infilato nella borsetta insieme alla videocassetta ed allo strumento di piacere, ci salutammo dopo esserci scambiati i numeri di telefono e la promessa di sentirci per incontrarci magari per prendere un aperitivo, li accompagnammo alla porta dopo avergli augurato la buonanotte, augurio peraltro formale dopo la serata, ci spogliammo ed andammo a letto. Claudia mi aveva prestato una T-shirt e il sonno ci prese subito.

Il chiarore che filtrava dalla finestra mi svegliò senza che spalancassi del tutto gli occhi, avevo la sveglia in testa, era piuttosto un dormiveglia, sentivo, come succede spesso la mattina quando mi sveglio di avere il membro bene in erezione, Claudia dormiva di spalle a me e girandosi con una mano andò ad urtare il mio cazzo, meccanicamente lo strinse e, forse rendendosi vagamente conto di ciò che stringeva, cominciò a muovere la mano su e giù poi si girò completamente, socchiuse gli occhi in direzione della mano che conteneva il mio membro e diresse lo sguardo verso il mio viso

- Dammelo, lo voglio sentire dentro me, ma voglio vederti venire….

Non risposi, cominciai solo ad accarezzarle delicatamente la schiena mentre la mia lingua si faceva strada tra le sue labbra poi le mie dita corsero al suo pube e cominciarono a stuzzicarle il clitoride fin quando non la sentii sufficientemente bagnata ed allora la trassi su di me e la guidai in modo da penetrarla, si muoveva su e giù mentre io le toccavo i capezzoli e mi allungavo per succhiarglieli facendo frullare la lingua su di essi; trattenevo l’ orgasmo mentre lei non lo trattenne, mi staccai, la feci stendere e mettendomi a cavalcioni le infilai il cazzo nella bocca muovendolo come se fosse la figa. Andai avanti così per un paio di minuti e quando sentii che stavo per venire lo tirai fuori e continuai a menarmelo con una mano, venni sulle sue labbra depositando su di esse parte del mio nettare e parte sul suo seno

- Ora lo puoi bere – dissi

Muovendo la lingua si impadronì della linfa e terminato ciò si dedicò a pulire diligentemente ciò che era rimasto sulla mia cappella.

- Mmmm………. – commentò con soddisfazione



Ci guardavamo mentre davanti a noi c’erano due tazze di caffè doppio, avevamo fatto una doccia tonificante e smangiucchiato dei biscotti mentre il caffè era sul fuoco

- Ora tocca a te invitarmi a cena, vediamo cosa sei capace a preparare di buono….! – esclamò con un misto di innocenza e malizia.