Leggi qui tutti i racconti erotici di: nylonsAddict

Così torno in Hotel. Elettrizzato dall’adrenalina che mi scorre nelle vene e dall’ansia, la
preoccupazione e il peso della coscienza di chi sa che sta facendo una cosa sbagliata. La
mente prova ad aggrapparsi a deboli alibi di poca comprensione e flessibilità, ma dentro di
me so che l’unica cosa che non dovrei fare in questo periodo è proprio la cosa a cui ho dato
vita il primo giorno di questo progetto.
Passo il pomeriggio lavorando e riposandomi, facendo telefonate che mi fingono annoiato e
stufo di questa esperienza sul nascere. Recito la parte di chi invece vorrebbe immergersi in
una storia parallela che possa ridare fuoco e vigore al suo lato romantico, passionale e
anche sessuale. Arriva sera e nonostante i vari tentativi di schiacciare un pisolino, il pensiero
di lei, il suo viso, i suoi capelli mori e il suo corpo mi tiene sveglio e vivo, in ogni muscolo del
mio corpo.
Così mi faccio una bella doccia, nella speranza di schiarirmi le idee, di lavarmi i sensi di colpa,
ma soprattutto per prepararmi a una serata che dentro di me spero veramente di passare.
Chissà dove, chissà come … ma spero che possa avvenire. Mi faccio la barba, mi curo il viso,
mi metto il dopobarba solito una bella camicia più da sera e meno imbellettata come oggi
pomeriggio e scendo a cena in Hotel.
Mentre mangio da solo, guardo il cellulare come se aspettassi un messaggio, un segnale,
una chiamata. Vado su Instagram in cerca del suo profilo che però è bloccato, volevo vedere
le sue foto, vederla al mare in bikini, immaginarmi quei seni bagnati dall’acqua di mare. Così
arrivo verso il dolce e ordino anche un caffè, come se non accettassi di andare a dormire
presto stasera. Così mentre prendo il primo cucchiaino di tiramisù, il mio cellulare si illumina
ed evidenzia un messaggio da un numero sconosciuto, nemmeno lo leggo perché so che è
lei e finalmente mi posso godere il dolce. Chiedo un amaro, così per dare subito un tono alle
chiacchiere che faremo, sperando che non siano troppo lunghe.
D: “Se ci sei tra un quarto d’ora ti passo a prendere con la macchina. Esci e vai sul retro però
che c’è meno gente.”
Rispondo solo Ok co un sorriso a seguire per non essere troppo freddo, anche perché di
freddo non ho proprio niente, forse l’amaro con il ghiaccio che lascio scivolare sulle mie
labbra insaporendole come fossero spugne. Non vedo l’ora di entrare in quella macchina.
Così i minuti passano in fretta e scendo, come sempre, un istante prima. Non mi piace far
aspettare le persone, figuriamoci in un appuntamento segreto. Sono le dieci di sera passate
e dando la colpa a una stanchezza che non fa parte minimamente dei miei attuali problemi,
do la buonanotte a chi mi “segue da Roma” per dedicarmi totalmente alla vita sull’isola. Mi
piace questo parallelo tra la vita isolana e quella “reale”. Mentre penso a queste stronzate,
una classa B grigia si avvicina e mi fa i fari. Inizia la serata.
Così apro lo sportello ed entro fugace, approfittando delle luci di cortesia della macchina
che le illuminano il viso e non solo, notando un abbigliamento molto casual con maglia
leggera, shorts normali e sandalo anche quello tranquillo.
D: “Ciao, scusami ma proprio non potevo uscire di tutto punto sai …. Starei con una mia
amica”
Beh mi sembra più che giusto, tanto è bellissima comunque … Le sorrido per farle capire che
non c’è alcun problema.
“Figurati, l’amica l’hai avvisata si ? Non vorrei che facciamo la frittata poi “
D: “ Si si figurati, è allineatissima …abbiamo fatto già prolisse telefonate oggi pomeriggio “
Ride .
“Ah si ? Beh effettivamente mi fischiavano un po’ le orecchie. Ma non chiedo, queste sono
cose tra di voi”
Così parte con la macchina, senza dir nulla come se volesse levarsi da una postazione
scomoda. Nel tragitto non chiedo dove andiamo, ma le chiedo di lei … le chiedo di
raccontarmi qualcosa perché voglio iniziare a dare dei colori a questo bellissimo dipinto che
da stamattina sto guardando incessantemente. Lei mi racconta dei suoi studi, delle sue
scelte, dei suoi viaggi e io faccio lo stesso aprendomi il più possibile e facendole vedere che
oltre a essere un lavoratore, sono un ragazzo e ho passioni ed esperienze, tante, da
raccontare. Mentre le chiacchiere e le risate ci guidano, lei mi ferma un attimo e mi dice
D: “Allora stiamo andando in un posto che vorrei che tu non equivocassi… è solo perché so
che qui non ci beccherebbe nessuno. È un posto mio, con cui vengo da sola nemmeno con
mio marito. Al massimo con la mia amica … È un po’ buio e …romantico ecco.”
“Beh perfetto, così almeno mi beccherai meno a fissarti le labbra o altre parti del corpo di te
che mi fanno impazzire…” Lascio andare la stoccata che mi tenevo in bocca da tempo.
D: “Tu sai proprio come voler mettere una donna in condizioni scomode vero?”
Mi chiede sorridendo….
D: “Piacevoli ma scomode…”
“Beh sai … la situazione e la compagnia si prestano bene. Soprattutto mi piace molto parlare
con te, sembra di conoscerci da tempo. In quindi minuti ci siamo detti di tutto.”
Ed era vero.
D: “Si hai ragione, sarà la tua parlata romana o il tuo essere giovane e con i capelli brizzolati,
questo mix mi intriga… e dal vestito devo dire che anche il tuo corpo è qualcosa che non
passa inosservato… devo dire nemmeno dalle altre colleghe.”
“Ah però, siamo proprio partiti in tromba qui eh… e che dicono le colleghe ?”
D: “Ah beh guarda, figurati se te lo vengo a dire… perché tu mi vuoi dire che i tuoi colleghi
non hanno fatto apprezzamenti”
“Beh devo dire che l’hanno fatti tutti su di te nel caso. Però non sono geloso, sono
abbastanza sicuro di me per assicurarmi le attenzioni di chi voglio”
D: “E tu vuoi le mie attenzioni? “
“Sono in macchina di chi ? “
Sorride, poi si gira e si ferma proprio in un punto di un slargo di una strada provinciale che
sale e si affaccia sulla città, dando una visuale bellissima e luminosa del mare e del centro
abitato da cui si vede anche l’ospedale dove dobbiamo lavorare. Il posto effettivamente è
molto romantico, il suo profumo poi mi entra nel cervello e mi inebria totalmente. La
bacerei qui adesso per poi non lasciarle un secondo di pace fino al mattino… è così bella,
così sensuale, così … non lo so cosa ma mi fa venire voglia e piacere di viverla allo stesso
momento. La vorrei sentire venire mentre mi bacia e allo stesso tempo raccontarmi un libro che ha appena letto. Vorrei andare al cinema o prenderla sul tavolo della sala da pranzo
dopo una cena normalissima. La immagino in sprazzi di vita che sono pieni di noi, forse è la
prima volta che tutta la mia perversione sessuale, la mia dominanza fisica viene smorzata
dalla passione e la voglia di godersi le cose.
“Quindi … ce ne stiamo qui, due persone accompagnate già nella vita, a ridere e scherzare di
fronte a questo spettacolo di terra… per quale motivo ?”
D: “Colpa tua no ? Sei te che mi hai invitato ….”
“Si non mi sembra di averti obbligato anzi, non avevo nemmeno il tuo numero ricordi “
D: “Sei proprio guarda…. Comunque sono qui perché voglio esserci… so che è sbagliato… ma
non so, forse il fatto che anche tu sei in questa situazione mi sento meno giudicata.”
“Qui il problema non è il giudizio altrui mia cara… ma il nostro”
D: “Non mi sembra che abbiamo fatto niente no….certo non lo racconterei … però devo
crocifiggermi per quattro chiacchiere? “
“Ah no no, per le chiacchiere no… ma non posso assicurarti di riuscire a non baciarti… l’unica
sei te, che può bloccarmi”
D: “Ti prego non fare così… ti prego…”
“Perché sei qui con me…. Perché non sei con tuo marito ?”
D: “Perché in dieci minuti mi hai guardata e desiderata come lui non fa da tempo … o forse
ha mai fatto… e tu ? perché sei qui ”.
“Perché una donna così bella, così sensuale, così femmina e così piena di passioni io non l’ho
mai vista. Perché la tua personalità è forte, perché sei decisa e sai come prendere ciò che
vuoi … perché mi piace pensare che tu sia come me per molte cose. Perché quelle labbra io
non riesco a non immaginarle in più di mille situazioni. “
Lei mi guarda, sistemando i capelli tirando indietro il ciuffo centrale.. mossa che a me manda
fuori di testa da sempre… soprattutto se risalta ancora di più quei lineamenti perfetti, di un
viso incredibile.
D: “Lo sai che stiamo per rovinarci si ?”
Non le rispondo, mi avvicino sul cambio della macchina e le accarezzo il viso finendo a
scoprire il collo dai suoi capelli. Liscio e abbronzato è un congiungimento con il corpo e quel
fantastico viso. Lei mi guarda, sente il profumo del mio dopobarba fresco, il tocco leggero
delle mie dita e abbassa lo sguardo sulle mie labbra, come a darmi un segnale che colgo al
volo e in pochi secondi la bacio, lento e dolce… prima stampo, per poi ritornare su di lei
tenendole la testa con la mano, baciandola più deciso e facendomi strada con la mia lingua che incontra la sua e inizia una danza di baci, morsi leggeri e intrecci di lingue e respiri. La
sua mano che incontra il mio di viso mentre la mia scende a toccarle il seno, quei seni che mi
stanno facendo impazzire da oggi pomeriggio. Lo stringo, lo accarezzo da dentro la maglia
mentre le bacio il collo e la sento ansimare, la mia lingua lo lecca e le mie labbra lo baciano
fino tornare sulle sue di labbra che ormai sono preda della mia lingua e del mio saper
mordicchiare. La mia mano scende ancora lungo il vestito e poi balza direttamente sulle sue
cosce a partire dal ginocchio. La sento irrigidirsi un po’, ma voglio provare a risalire la sua
gamba e toccarla dove la sua voglia è più calda e più forte. Mentre la mia mano sale però, la
sento staccarsi e fermarmela.
D: “Scusami .. ma non posso, se ti lascio fare so già come andrà a finire…e non voglio, non
riesco … non adesso”
“Ok ok … non voglio esagerare… è solo quello che normalmente sento e mi viene normale
con tutta la voglia che ho di te.”
D: “Si loso… non voglio rovinare tutto. Scusami … “
E si fionda su di me, ancora baciandomi e venendo più attaccata al mio corpo e come
andando contro quello che ha appena detto, si tira su e si siede sopra di me, sul mio posto. È
totalmente sopra di me, i suoi seni a contatto con il mio petto e la sua lingua che gioca con
la mia quando poi si stacca e gira la testa, andando a baciarmi e mordermi piano il collo.
Facendo salire ancora di più la voglia che ho di lei.
“Dani ti prego … così impazzisco, non prendermi per esagerato ma non riesco a non aver
voglia di prenderti adesso così. Immagino lo starai anche sentendo… ”
Così scoppiamo in una risata, naturale… spontanea come tutto tra di noi …e lei torna sul suo
posto.
D: “Scusami … lo so … vado contro me, contro te … contro tutto… mi fai questo effetto.”
“Non sai quanto lo vorrei… ma ti rispetto… chissà … forse succederà forse no… certo la
voglia è enorme… “
D: “Dai non dire così …. “
“Ti posso chiedere un favore…. È una richiesta strana è… un po’ insolita e posso capire che
non venga presa bene…”
D: “Sentiamo forza … “
“Ho voglia di toccarmi, qui davanti a te…. È una cosa che non riesco a tenere e immaginarmi
di farlo da solo in albergo, solamente immaginandoti mi fa impazzire. Ti ho qui e voglio farti
vedere quanta voglia avrei di te e quanto mi fai impazzire…”
Lei rimane interdetta, non so se ha mai ricevuto una richiesta del genere… di certo i suoi occhi sono pieni di curiosità e timore allo stesso momento.
D: “Ti vuoi masturbare davanti a me, guardandomi ?”
“Si… perché sei pazzesca… sei la più bella donna che abbia mai visto, sei sicuramente meglio
di ogni pensiero e di ogni porno. Sei la donna che vorrei adesso, e che però rispetto. È un
complimento un po’ troppo diretto… ma è quello che vorrei fare ora. “
D: “Facciamo così … fai quello che vuoi. Io non ti fermo, finchè non mi salti addosso…”
Non mi faccio pregare altrove, e mi sbottono la cinta e in pochi secondi mi tiro giù i
pantaloni liberando il mio pene che finalmente può respirare dalla prigionia dei pantaloni e
degli sleep. Così la guardo mentre la mia mano comincia a toccarlo lento, andando su e giù.
La vedo sistemarsi ancora come a volersi mettere in mostra, meglio. Si abbassa le spalline e
si leva la maglia tenendo solamente il reggiseno di pizzo. Il gioco le piace così aumento il
ritmo, mentre mi guarda il cazzo ormai umido e voglioso di lei, la mia mano scorre veloce e
forte stringendolo e godendo di quella visuale divina che ho davanti agli occhi. Il rischio che
lei mi potesse cacciare dalla macchina a quella richiesta mi eccita ancora di più.
“Dio quanto sei bella, mi fai impazzire… li bacerei tutti, li vorrei sentire strusciare sulla mia
pelle mentre sei sopra di me…”
Mi sorride, tra l’imbarazzo e la voglia sicura che sta sicuramente aumentando in lei…la vedo
stringere le gambe, chissà come è calda tra di loro. Quanto la leccherei tutta la notte.”
D: “Forza fammi vedere come vieni per me… “ Prende coraggio e mi dice… Così aumento
ancora il ritmo…
“Mi piacerebbe baciarti mentre vengo…. “
Così contenta della richiesta si avvicina e mi bacia, ci baciamo dolci e passionali mentre mi
sego sul contatto del suo seno sul mio braccio. Di colpo siamo tornati adolescenti ma è
quello che ci piace, è quello che stiamo vivendo. Così mentre tengo gli occhi chiusi e
impazzisco di questa situazione di piacere e passione, non mi accorgo che la sua mano si
muove e ferma la mia.
D: “Fermati … lascia fare a me il finale “
Non dico niente, continuo solo a baciarla mentre la sua mano dolcemente rotea sulla punta
bagnata del mio cazzo e inizia a scendere, come a bagnarlo tutto per poi andare più veloce.
Non riesco a non toccarle di nuovo il seno mentre ci baciamo e comincio ad ansimare forte,
mentre la sua mano stringe forte e va su e giù con un movimento deciso e roteante …
D: “Si …vieni… vieni “
“Si…dio …ah….aah… dio si mi fai schizzare..”
E così faccio, due, tre copiosi fiotti di piacere inondano il mio addome scoperto dalla camicia
sbottonata e godo, godo tantissimo come mai forse ho goduto per una sega in vita mia,
perché mai è stata così trasportata da passione e voglia dell’altro. Voglia dell’impossibile o
del proibito, finché lo sarà.
Così in pochi minuti mi riprendo e la vedo pulirsi la mano ed essere più seria…. Ho paura di
aver rotto quell’incantesimo mentre le chiedo dei fazzoletti per pulirmi anche io del
pasticcio appena fatto.
D: “Tieni ….”
“Ehi … spero di non aver rovinato tutto.”
Lei si gira e mi sorride tra il triste e il felice, quel limbo di chi vorrebbe ancora di più ma si
pente di quanto è successo.
D: “No figurati, non mi è mai tanto piaciuto toccare un uomo… è proprio quanto è stato ed è
bello con te che mi fa pensare. “
Allora le faccio delle battute, la faccio ridere … non voglio si spenga questa candela di
passione tra di noi. La voglio tenere viva, farla ardere ancora di più. Vorrei che non fossi solo
io a venire ma che sia lei che si lasci andare con me in tutto quello che non ha fatto o non ha
vissuto … vorrei fosse la mia donna ma questo lo dico solo a me, che ancora devo bene
accettarlo e capirlo.

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