Leggi qui tutti i racconti erotici di: nylonsAddict

Ore 7:30 la sveglia suona, il mio viso sprofonda sul cuscino e la mia mano è alla ricerca del
cellulare per azzittire quella sirena che mi rimbomba nel cervello. Il letto profuma di noi, di
ciò che abbiamo vissuto e goduto quasi a certificare che sia successo davvero e non sia
frutto di sogni o desideri. Cerco di fare mente locale e ricordarmi passo passo ogni piccola
immagine e scena vissuta, ogni sguardo di lei, ogni gemito e vibrazione del suo corpo invaso
dal piacere.
A pensarci così intensamente sento che qualche muscolo di troppo si stia risvegliando e per
non finire di nuovo a masturbarmi in doccia o qui sul letto, decido di alzarmi e dedicarmi ai
miei soliti esercizi mattutini e perché no una rapida corsetta che possa aiutare a smaltire
tossine e pensieri molesti. Nemmeno venti minuti su quelle strade che costeggiano il mare e
poi di corsa sotto la doccia e a colazione con i colleghi.
Noto con piacere che Gaetano è bello su di giri e si vede che sta raccontando a Simone ogni
dettaglio della sua ultima impresa, della voluta e dichiarata conquista. Allora mi siedo al
tavolo e chiedo anche io più che incuriosito:
“Allora? Com’è andata con Francesca?”
G: “Beh lo sai che se mi espongo fino a questo punto …. Vado in gol”
S: “Mi ha appena detto che la signorina ha un certo temperamento sotto le lenzuola…”
G: “Ma pure sopra… fidati … io dei pompini così mai ricevuti!”
“Addirittura? Così brava?”
G: “No ma non è un discorso di brava è proprio la passione che ci mette … ma te lo dice
proprio lei? Gode nel farlo … cioè ieri si toccava mentre giocava con il mio coso ed è venuta
due volte mentre lo aveva in bocca”
“Hai capito la farmacista dalle belle speranze…hai trovato l’oro isolano! Ti tiene per i cojoni
ormai eh! Vero Simo? Guarda come sta con gli occhi a cuoricino il maiale”
Discorsi da camerata vanno avanti per altri cinque minuti buoni nella colazione e mi rendo
conto che quello che volevo si è avverato. Primo la gossip story non è la mia e lo sbandierare
i propri successi di Gaetano mi permette di stare sereno, secondo sono riuscito a sentire
mia, mia e solamente mia per un’ora Daniela… e questa cosa mi fa ardere un fuoco dentro
che nessuna mai mi aveva regalato.
Così ci dirigiamo a lavoro e iniziamo a fare i task preventivati, ognuno i suoi e per due buone
orette devo dire che il clima e la concentrazione erano idonei ai risultati che dobbiamo portare almeno entro fine anno. Devo dire che quando ci mettiamo per bene a lavorare,
riusciamo ad anticipare anche di molto le timeline delineate e questo mi fa stare sereno.
Meno sereno invece mi rendono le conversazioni con Roma. Sento che la mia mancanza da
quelle parti aumenta e invece qui sicuramente sento la sua mancanza, ma ho trovato
qualcosa che anestetizza il tutto se non proprio mi confonde in ciò che voglio davvero per
me.
Vero le 11.30 ovviamente Gaetano va a prendere un caffè con la sua bella così io e Simone
rimaniamo ancora a portare avanti il da farsi, quando mi arriva una mail del rettore della
struttura che vuole fare uno stato avanzamenti lavori con tutti i capi reparto per capire
come stanno andando le varie trasmissioni di documentazione e capire come e quando sono
previste le prime consegne. Mentre mi innervosisco di questa riunione imminente, a
nemmeno tre giorni dal nostro arrivo come se i sistemi informatici si realizzassero con la
bacchetta magica, vedo arrivarmi un messaggio al cellulare.
D: “Hai visto che sono in copia? Ho chiesto alla mia capa se posso essere io la portavoce lato
farmacia di queste riunioni… ti dispiace?”
“Assolutamente no anche perché stavo per rispondere che è troppo presto per noi per
parlare di consegne e che quindi non sarei venuto.”
D: “Ah ma come ti permetti… mi lasci da sola? E se poi qualcun altro approfitta della mia
bellezza?”
“Sento che la nottata ha fatto bene all’autostima di qualcuno”
D: “Ahaha vero ma non solo alla mia a quanto pare”
“Sei aggiornata sui fatti anche tu a quanto pare…anche tu sai i dettagli? Gaetano non si è
risparmiato”
D: “Perché te invece sei stato zitto con i tuoi compagnucci”
“Beh ti ricordo che ho una compagna anche io, quindi si non ho detto nulla a nessuno e
soprattutto voglio che sia lui a pavoneggiarsi e mettere i festoni della sua gossip story…
preferisco agire nell’ombra.”
D: “Ottimo mi piace e mi rasserena questa cosa…”
“Dai andiamo che è ora… mi guidi tu ? ti aspetto qui ? “
D: “Arrivo subito”
Pochi minuti e quel camice bianco aperto con il solito bel vestito estivo a far evaporare
femminilità da ogni poro, mi investe e mi carica di ormoni. La bacerei come si saluta la
propria ragazza ma mi limito a un normale saluto attendendo di entrare in ascensore.
Appena entrati lei clicca il piano e nel girarsi trova le mie labbra, che appassionatamente la baciano come alla ricerca di un sapore perso ieri sera, come avessi paura di non sentirlo mai
più al primo ripensamento o esagerazione. Le nostre mani si trovano, si intrecciano. Lei
prende la mia e la porta sul seno, che impazzisce a sentire stretto e pressato dal mio palmo.
Le porte suonano e ci stacchiamo come due poli opposti per poi dirigersi nella sala entrando
uno per volta senza nemmeno metterci d’accordo.
Nella tavola rotonda sono presenti una decina di persone, niente tavolo al centro solo sedie
di quelle con il tavolinetto per prendere appunti incorporato, vecchia scuola. Così ci sediamo
bene o male uno davanti all’altro. Lei può vedere tutto me stesso nella mia serietà e
professionalità e io nella sua femminilità e competenza, cercando di non perdermi nelle sue
gambe che dal sandalo risalirei leccando ogni cm di quella pelle d’orata.
Iniziamo la riunione e ognuno parla dei propri avanzamenti, studi di fattibilità, stato
dell’arte. La noia è abbastanza la padrona dell’evento vista la sua poca utilità e soprattutto
visto quanto sia prolisso il rettore primario della struttura. Così decido di dare un po’ una
rallegrata alla faccenda prendendo il cellulare.
“Difficile rimanere concentrati con quelle gambe la davanti… peccato o per fortuna per il
camice che copre quelle tette fantastiche che hai”
La vedo prendere il cellulare e accennare una specie di sorriso velato. Al leggere il messaggio
le sue gambe accavallate hanno come una minima e impercettibile contrazione quasi a farmi
capire che sono bastate quelle parole a farla avere una scossa tra le cosce.
D: “Beh se ripenso a come mi hai leccato ieri … è stato bellissimo”
“Vero? Ma come si fa a non leccare ogni parte di te… baciarla, succhiarla.”
D: “Dai smettila che sennò mi fai eccitare”
“Beh perché è un problema? O non sai più rispondere di te stessa dopo? È che non riesco a
non immaginare di allargarti quelle gambe e dedicarmi al tuo sesso, ai tuoi umori e sapori.”
D: “Stefano davvero, già sento più caldo laggiù”
Messaggiamo come due liceali, mentre gli altri parlano discutono propongono. Io invece
vorrei alzarmi e godere della sua bocca mentre le tengo i capelli. Vorrei sentirla saltare sul
mio cazzo mentre le stringo i seni e le mordo i capezzoli.
“Guarda evito di scriverti quello che vorrei adesso perché sennò credo che fileresti di corsa
in bagno”
D: “….. beh mi lasci così sulle spine?”
“Che fai tiri il sasso e nascondi la mano?… va bene l’hai voluto tu…intanto adesso voglio che
accavalli le gambe lentamente, quasi a volermi far vedere bene tra di esse. E poi voglio che
apri meglio il camicie e magari metti in risalto un po’ quelle tette che voglio che tutti le guardino”
D: “Dai falla finita… “
“Ti ho detto di farlo”
L’ordine diretto la rende cupa ma anche piena d’eccitazione.
“Immagina che ogni ordine è marcato da uno schiaffo su quel culo tutto da scopare che hai”
Il turpiloquio è la chiave per averla, totalmente tua e disinibita. A leggere l’ultimo messaggio
non resiste più e lentamente accavalla quelle gambe divine, senza alzare la testa dal
portatile affianco a me indirizzo lo sguardo tra le quelle cosce cercando la fessura dei
desideri. Vedo il suo intimo, bianco stamane, che leverei con i denti per poi farmi strada con
la lingua. Poi si apre il camicie sbuffando come di avere caldo, aprendo anche un po’ il
vestito che aumenta il segno della divisione dei seni. Mi guardo attorno e vedo qualche
medico e altro partecipante non riuscire a levare gli occhi di dosso a quel ben di Dio.
“Ma che brava che sei… sai come mi segherei davanti a te, legata alla sedia senza possibilità
di toccarmi in attesa solo della mia venuta su di te”
D: “Si schizzami tutto addosso come ieri… mi manca il sapore acre di te”
“Allora risolviamo subito dai …adesso vai in bagno e sai cosa fai?
D: “Cosa… tutto faccio per te”
“Adesso vai in bagno e ti levi quell’intimo bianco che mi ostacola la vista della tua fica
sicuramente bagnata. Filmando il tutto mi fai vedere come te lo levi, e come ti tocchi. Poi lo
lasci li con il rischio che lo trovi qualcuno e lo metti nell’armadietto dello specchio dove ci
sono le ricariche di carta igienica. Poi torni qui e sedendoti accavalli ancora lenta le gambe e
mi fai vedere cosa meriterebbe due dita delle mie a stantuffarla e la mia lingua a leccarla”
Aspetto con ansia e soddisfazione che legga il mio ultimo ordine. L’idea di farla tornare qui
senza intimi mi manda fuori di testa, cerco di tenere a bada l’erezione che però già preme
forte sul pantalone in attesa di essere liberata.
D: “Tu sei matto…. Fuori di testa”
“Forza sbrigati o sono costretto a esagerare qui davanti a tutti”
Guarda il cellulare e senza trovare conforto, ma solo eccitazione e paura, si dirige verso il
bagno scusandosi con i presenti per allontanarsi cinque minuti. Minuti che sono infiniti per
me che guardo in continuazione lo schermo dello smartphone e che attendo i risultati dei
miei ordini. Me la immagino fare quello che le ho detto e vorrei essere li per scoparla con
una foga assurda, una voglia che non sentivo da mesi se non anni. Eccola la vibrazione dei
desideri, eccolo il messaggio con video e finalmente assicurandomi di levare ogni volume e di riprodurre sullo schermo del portatile metto play. Si inquadra le gambe, poi si alza fino
allo specchio dove inquadra i seni oltre che il viso e quegli occhi stupendi che mi sciolgono.
Poi torna sulle gambe e vedo che con una mano e la dovuta fatica si leva l’intimo che cala
fino giù alle caviglie. Con un tacco per volta esce dalla loro presa e si siede sul water
inquadrandosi da sotto, alza il vestito e con le dita inizia a roteare sul suo clitoride già gonfio
e umido. Le vedo sparire varie volte dentro e fuori di lei, massaggiare e colpire il suo piacere
ripetutamente. Poi ancora un messaggio.
D: “Guarda cosa mi fai fare, mi tocco pensando a te che mi scopi come una cagna, quale
sono quando sto con te… mi fai godere”
“Brava toccati per bene, scopati per bene la fica…pensa sia il mio cazzo a sbatterti”
D: “Quanto lo vorrei ora..:”
“Si sono li che ti sbatto forte mentre ti tengo bloccate le mani e le braccia alzate sopra di
te… sei in balia del mio godere, sei la mia cagna”
Faccio fatica a rimanere serio, ogni messaggio è un colpo di bacino che vorrei assestarle,
vorrei sentire i suoi seni su di me sbattere e schiacciarsi sul mio petto.
D: “Scopami Stefano ti prego…vieni a scoparmi ti prego… voglio sentirti godere mentre mi
scopi e mi schiaffeggi il culo”
Ormai è chiaramente fuori di testa e si sta toccando come una matta. Così aumento il
turpiloquio.
“Brava così ti scopo con l’intimo in bocca così sono sicuro che non ci farai beccare mentre te
lo pianto tutto nella fica. Quanto ti piace farti scopare come una troia?”
D: “Mmmmm non sai quanto sono bagnata, adesso vengo pensando alla tua foga… ai tuoi
schiaffi, al tuo venire”
Così cerco di guardare altro, apro i documenti annuisco alle chiacchiere. Mi devo calmare
sennò qui è la fine. Passano pochi minuti e rientra, sarà stata via nemmeno dieci minuti ma
il suo viso ha tutta un’altra luce, un’energia positiva che i suoi occhi non possono fare a
meno di condividere con noi. La guardano tutti è troppo bella per non essere ammirata. Poi
con quel passo deciso, il rumore dei tacchi, il sobbalzare delle sue forme. Così si siede e
senza mai staccare gli occhi dai miei si accavalla le gambe e si, posso vedere per un micro
secondo le fessura di quel lago di fica che vorrei scopare senza pietà.
D: “Sbrigati a prendere quelle mutandine….”
Mi scrive. Così faccio passare due minuti per farle aumentare l’ansia e poi mi congedo dalla
riunione se non prima mandarle un messaggio.
“Credo che in pausa pranzo la segreteria all’ultimi piano è vuota quindi direi che ci vediamo li non appena prendo il regalino al bagno”
D: “Va bene … sbrigati ti prego che non ce la faccio ad aspettare”
“Signori, visto che non ci sono ulteriori aggiornamenti io direi di riaggiornarci almeno a una
settimana da oggi, in modo di dare tempo a tutti di portare numeri effettivi e dati reali di un
possibile avanzamento”.
Detto questo saluto e mi alzo, con il portatile altezza pacco a cercare di nascondere ciò che
testimonia la mia non attenzione a tutta la durata delle riunione. Mi dirigo al bagno ed entro
in quello delle donne non curante di nulla. Apro l’armadietto e trovo le mutandine di pizzo
di Daniela, le annuso e in un secondo sono di nuovo sul letto con lei, a leccarla e a farla
godere con ogni mia energia possibile. Così decido di prenderle e non metterle in tasca ma
di avvolgerle attorno alla mia asta dura e tesa, voglio che sappiano di me, del mio godere e
delle mie secrezioni che le devono rimanere scolpite nella memoria olfattiva come le sue
per me. Mi fotografo l’operato e glie lo mando.
D: “Che porco che sei… sbrigati a salire che c’è una sorpresa… non fare rumore quando sali”
Così incuriosito scappo dal bagno e mi fiondo in ascensore. Conto i piani come fosse il
countdown di capodanno e quando esco la trovo li fuori a distanza dalla stanza dove
eravamo ieri mattina, dove per la prima volta ho assaggiato il suo sapore. Mi fa segno di
avvicinarmi piano ma più mi avvicino più una voce mi suona familiare. Così ci sporgiamo un
minimo e posso chiaramente vedere Francesca a gambe piegate con tutto il camice che
tocca per terra, succhiare il cazzo di Gaetano che la guarda con sguardo sofferente di chi sta
godendo di un pompino, l’ennesimo direi dalle chiacchiere di oggi, di ottima fattura.
Guardo Daniela che è incredula e allo stesso tempo incollata alla bocca di Francesca che con
maestria pornografica si dedica alle palle di Gaetano per poi tornare sul glande e
ripercorrere tutta l’asta con la lingua, lo afferra per i glutei e lo esorta ad arrivare sempre
più giù. Sento dentro i pantaloni lo sporcarsi totalmente delle mutandine di Daniela con il
mio sesso, mentre con una mano salgo il camice e il vestito di lei per iniziare a infilarle due
dita nella fica bagnata. Vedo i suoi occhi socchiudersi al primo tocco e iniziare a godere del
mio interesse per il suo lago, mentre nella sua mente le immagini di quella fellatio tra
colleghi la rapisce.
G: “Brava mamma mia come lo succhi … mamma mia … dai che ti sborro in bocca come ti
piace a te”
Francesca a sentire quelle parole aumenta il ritmo della pompa emettendo vari rumori
veramente di caratura pornografica, a cui Gaetano non riesce a resistere così come le mie
dita che aumentano il ritmo in Daniela. Gaetano, soffoca un urlo di piacere e le scarica in
gola tutto il suo apprezzamento, mentre Francesca rotea sul suo glande e le massaggia le
palle con la mano. Rimaniamo incollati alla scena per poi renderci conto che in fretta e furia
si stavano ricomponendo per tornare giù … Così senza fare rumore ci buttiamo nella stanza
a fianco della segreteria dove ci sono solo le scrivanie vuote e i portatili chiusi. Rimaniamo in
silenzio zitti, ma non riesco a non portare alle nostre bocche le mie dita piene del suo succo, ci baciamo e limoniamo con la voglia di chi non ne può più di aspettare. Sento le sue mani
cercare il mio pacco, e in posizione defilata dalla porta inizia a slacciarmi i pantaloni per farlo
uscire fuori. Non appena lo prende in mano lo sega forte, sempre baciandomi e strofinando
il suo intimo ancora di più sul mio glande.
D: “Sei proprio un maiale”
Mi sussurra, così mentre sento che i due amanti scendono le scale per andare via, la prendo
di forza e la metto a 90 sulla prima scrivania libera.
“Sono un maiale pazzo di te… adesso vedrai come ti scopa il maiale”
D: “Si scopami ti prego”
“Ah ah… devi stare zitta mia cara sennò qua si mette male”
Così prendo l’intimo che ormai è un tutt’uno con il mio seme e glie lo metto in bocca,
riempendola dei nostri sapori. Poi le prendo le braccia e glie le metto conserte dietro la
schiena e con una mano tengo entrambi i polsi, proprio a volerle dire che è mia e che non
può scappare. Approfitto di quella morsa per incastrare il vestito tirato su insieme al camice
per liberare completamente quelle chiappe che morderei oltre a recargli ulteriori schiaffi.
Ma non posso eccedere nel rumore, così mi sbrigo a piantarle tutto il mio cazzo duro e
bagnato in quel lago voglioso che non aspettava altro. Un mugolio di piacere si perde nella
stoffa dell’intimo, così come i colpi del mio scoparla come un matto. Vorrei dirle di tutto ma
è meglio non parlare troppo, così mi limito a variare il ritmo e ogni tanto uscire per infilare
totalmente il mio viso tra le sue natiche per leccarla e godere dei suoi sapori. Poi però
rientro e prima spingendo poi roteando cerco di farla impazzire, le lascio le mani e le tiro i
capelli con una mano portandola su, mentre una mano non resiste da assestargli una pizza
forte e rimanere li, sulla natica. Lei chiude gli occhi e tra il dolore dei capelli e il piacere del
cazzo che scivola avanti e indietro nella sua fica impazzisce.
Un pensiero malsano mi arriva al cervello e senza chiedermi se fosse il caso lo eseguo, non
curante di nulla. Così prendo il mio cellulare e inizio a filmarla mentre la scopo inquadro il
suo culo e i capelli tirati per poi cambiare camera e inquadrarmi e chinarmi in avanti su di
lei… Lei rimane allibita a vedere che la sto filmando tipo selfie mentre la scopo, mentre
sussulta a ogni mio colpo ma ci stiamo inquadrando assieme, come fosse una story di
instagram e godiamo, non riesce a ribadire o a dire qualcosa, gode di tutto il pericolo di fare
una cosa del genere, in un posto del genere. Così completamente su di lei, la bacio sul cullo
e sull’orecchio mentre il filmino continua ad andare, lei si volta e sputando le mutandine sul
tavolo cerca la mia lingua trovandola in un bacio appassionato.
“Tieni, filmati mentre vieni”
Le lascio il cellulare e così fa, lo guarda lo tiene e cerca di liberare il più possibile le tette per
farle entrare nello schermo mentre i colpi del mio cazzo la mandano in paradiso, chiude gli
occhi e cerca in tutti i modi di trattenere i gemiti, venendo facendo vibrare le gambe dove
tutto il suo piacere cola copioso …. Le assesto qualche altro colpo per condire al meglio il suo orgasmo e poi mi chino a leccare quel nettare che non voglio venga sprecato nemmeno
per sogno. Quando mi rialzo però incontro il suo viso ancora in trans, esprimente una voglia
assurda di me e del mio cazzo. Mi prende la faccia e mi bacia, mi succhia le labbra me le
morde… Poi porta il mio viso sulle sue tette e mi sussurra di succhiarle di morderle…
D: “Ora vediamo chi è brava a fare i pompini….”
Mi dice con sguardo serio e fermo. Mi sposta a mi fa sedere sopra la scrivania dove pochi
secondi fa veniva scopata a dovere, si china su di me e inizia a succhiarmi ogni parte di me e
mandandomi in universo parallelo dove ci siamo solo io e lei. Mi massaggia le palle andando
anche ad accarezzare sotto ancora, poi le bacia le lecca le succhia sempre guardandomi,
risale tutta l’asta che aveva continuato a segare per poi succhiare solo la cappella, sempre
più rossa e gonfia mentre le mani vanno su e giù su tutto il cazzo.
“Dio si fammi venire Dani, fammi sborrare”
Non se lo fa ripetere e aumenta il ritmo, una mano sulle palle a massaggiare, una sull’asta a
far salire il seme e quelle labbra divine a succhiare per non perdere nemmeno una goccia
della mia esplosione, che arriva, arriva forte mentre la guardo, la guardo con una faccia
stremata da quel trattamento e le riverso in bocca tutto il mio sperma pieno di voglia di lei.
Lei ingoia e armonizza il tutto con i massaggi sincronizzati delle sue mani. Non so se è la
terra dove siamo o se è una rivalità tra amiche ma mi sembra che in questo ospedale ci sia
una certa passione per far venire così bene gli amanti. Così si tira su e mi fiondo su di lei per
baciarla e come sempre condividere con lei i sapori del sesso, che mai sono solamente per
uno dei partecipanti. Ci prendiamo le mani, mentre ci baciamo dolci, ci lecchiamo le labbra,
sorridiamo mentre le mani si intrecciano e si sporcano una con l’altra… come sempre di più
le nostre coscienze, sporche ma felici.

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