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La vita è strana

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LA VITA E’ DAVVERO STRANA

Sono un medico ormai in odore di pensione. Ho lavorato in vari ambienti e le donne, ormai sposato, le ho sempre considerate come un dono di Dio, ma non ho osato mai fare avances…che cretino. Ma una donna, allora ragazza, quando la conobbi, mi è rimasta sempre in testa. La incontrai durante un concorso e me la ritrovai come collega in reparto. Donna donna, sempre bellissima, di quelle che ti fanno venire mille fantasie erotiche. Ragazza, poi donna, io ragazzo poi uomo, lei apparentemente lontana da ogni argomento riguardante sesso e cose correlate. Abbiamo parlato di tutto per anni, dalla musica ai libri, dai film ai videogiochi di allora. Di tutto meno che di sesso…. Come cercavo di sviare il discorso, lei lo sviava a sua volta.

Le nostre famiglie erano in contatto, ma mai una cena insieme con tutti, ci si conosceva ma tutto li. Ho ottenuto da lei solo due aperitivi da soli nel pomeriggio, in tanti anni. Lo sapevo bene quanto fosse vogliosa e stando insieme non evitavo di guardare le sue belle cosce, sfiorargli i capelli, cercare di creare un’atmosfera adeguata. Niente. Le ho descritto la piccola casa che avevo, per poter passare un po’ di tempo isolati dal mondo. Niente. Circa dieci anni fa viene al lavoro in lacrime. Il marito aveva preso il volo con una segretaria. Fu la prima volta che ci abbracciammo, mi baciò sul collo. Potevo chiaramente sentire i suoi seni e quelle labbra sul collo le ho tenute in testa a lungo. Il momento era davvero drammatico e triste. Mentre mi stringeva, le sue lacrime mi bagnavano il viso e le mie lacrima il suo. Sarò un romantico ma io assaggiai le sue lacrime di dolore e piansi ancora di più. Un piccolo bacio sulle labbra concluse quell’episodio. Si ricompose dopo un po’ e la giornata, a fatica, andò avanti. Sei anni fa se n’è andata, per sua scelta, in altro reparto. E allora si che piansi per il vuoto che lasciava e per non poterla vedere tutte le mattine.

Negli anni successivi poche chiamate, alcune professionali, altre per sapere come stavamo, ma sempre con un filo di affetto e, almeno immaginavo, tanta voglia di dirsi qualcosa di più, almeno da parte mia. Arriva Natale di non so che anno. Io nel frattempo separato. Come si usava in passato, trovo una busta nella posta col mio nome, ma senza francobollo. “cosai fai la “notte” di Natale? “. La sua firma ed un profumo che riconobbi subito. Quelle virgolette sulla parola “notte” in qualche modo mi intrigavano. Francamente non l’ho neanche chiamata, pensavo ad uno scherzo, visto il tipo. La sera della Vigilia stavo guardando un film…suonano alla porta, nessuno. Tornano a suonare e mi trovo lei con tubino nero e tutto il resto che può rendere una donna un vero sogno. Lei bionda, conoscendo i miei gusti, si tinse i capelli nero corvino, capelli lisci fino al culo e quei suoi occhi blu da morire. Davvero potevo rimanere stecchito. Ero in tuta e lei notò qualcosa che stava prendendo forma nei miei pantaloni stretti. Come nel film” Chi ha incastrato Roger Rabbit” mi disse :” Vedo che sei contento che io sia qui”. Posò una scatola sul tavolo della sala. “allora vuoi cenare con me stasera? Dobbiamo santificare le feste, no?” Tirò su un po’ il tubino fino alla fica. Indossava naturalmente autoreggenti ma senza mutandine. Depilata come una bambina e labbra grandi,,,. Non sono svenuto non so perché. Ci baciammo come aspettavo da anni, labbra, lingua e ancora lingua, collo, tubino tolto e tette all’aria. Mi ha tirato fuori il cazzo e lo ha baciato e leccato con le nostre salive ancora in bocca. La girai senza capire più nulla. La sua splendida figa colava umori che cominciai a bere mentre lei dall’altro lato mi pompava con dolcezza, ma tanta voglia. Fammelo bere, mi disse, ma io, non più giovanissimo, almeno prima me la volevo scopare. Pelle rosa, capelli neri e occhi blu sono un mix tremendo per me.

Stavo dentro di lei, non riuscivamo a smettere di baciarci e guardarci negli occhi, fissi, mugolando e gridando di piacere. Sei il mio dottore preferito da sempre, sono tutta tua, curami.  Ed io, ti amo, ti amo, ti amo ti ho sempre amata. Ti amo, ti ho sempre amato, mi rispose . Le chiesi: Perché tanti anni buttati via? Tanto desiderio non soddisfatto? Quante serate vuote ho passato e neanche una telefonata sincera rispetto ai nostri veri desideri. Mi disse che non mi chiamava per non cedere a quello che sentiva come vero amore verso di me. Non era il momento per pensieri profondi, mentre lei gemeva “scopami, dammi il cazzo, sborrami dentro, amore mio”. Beh non avevo mai goduto così a lungo dentro una donna. Il bello era che ad ogni caldo schizzo di sperma che sentiva, apriva di più quei suoi occhioni blu come a ringraziarmi e sorrideva. Quando l’ho tirato fuori dalla sua figa, lei ha comunque voluto assaggiare la mia sborra e lo ha tenuto in bocca fino alla fine gustando tutto.

La vedevo nuda per la prima volta, altro che Viagra!!!La notte passò tra baci, sonno, risvegli, cuscinate e scopate, ma sempre vicinissimi e abbracciati. Al mattino trovai lei che mi guardava con amore. Mi baciò tenendomi il cazzo tra le sue tenere mani. Quel giorno l’alba divenne blu come i suoi occhi. Abbiamo scelto di non convivere, ognuno ha la sua casa, la sua vita. Ma appena possiamo usciamo insieme e ci chiediamo spesso se abbiamo sbagliato qualcosa nelle nostre vite. Per certi versi tutto, ma forse ora non saremmo qui a goderci l’un l’altro. L’altra mia piccola casa spesso la usiamo come una alcova solo nostra. Che bella la mia donna, che bello scoprire che i nostri corpi e le nostre menti erano davvero legati da sempre.  Lei è come se si fosse sbloccata da un maleficio. Ha comprato un gel. Le ho chiesi fingendo a cosa servisse.

Mi rispose…lo vedrai. Quando quella sera ci scopammo mi disse: lo voglio sentire nel culo, non l’ho mai fatto. Ecco il gel che saltò fuori, ma il culo era già bagnato da quanto le usciva dalla fica. Misi il gel e le poggiai la cappella che quasi ansimava, sul buchino del culo. Fu un attimo e già sentivo il mio cazzo dentro di lei. Pompavo piano per non farle male, ma mi disse di infilarlo tutto. Riempimi la pancia, godimi dentro. Naturalmente così feci mentre la tenevo per le tette anch’esse belle turgide. Fu un nuovo capitolo delle nostre serate e nottate. Dormiamo spesso insieme, nudi ed io inebriato dal suo profumo di femmina. Ci basta a volte il contatto dei nostri corpi. Il risveglio vicini e adoranti, fare la doccia insieme e poi via al lavoro. Ora viviamo così finchè andrà. Abbiamo i nostri anni quindi spero di goderci la vita fino alla fine.

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