“Ma dove stanno andando, non l’ho vista scendere, è ancora in auto con lui, ma perché non è andata a casa.. è quasi mezzanotte e domani dobbiamo lavorare…”
Valentina ed io siamo una coppia da più di
un anno, entrambi lavoriamo in un supermercato di una nota catena di distribuzione, ci siamo conosciuti sul lavoro ed ormai tutti i nostri amici e colleghi ci vedono come una coppia stabile. Lei prima di conoscermi ne usciva da una storia importante durata molto tempo con un uomo molto più grande di lei, la delusione fu devastante e rimase per diverso tempo a guardare la vita ed il tempo scorrerle tra le dita, senza riuscire più ad afferrarne un pezzo. Io avevo una storia poco convincente, segreta, basata quasi completamente sul sesso per entrambi, anche se non dichiaratamente, era evidente che odiassimo l’ipotesi di stare soli. Conobbi Valentina grazie alla sua assunzione, rimasi affascinato e sbalordito dalla sua bellezza, 28 anni, alta uno e settanta, bel fisico con fianchi pronunciati e seno prosperoso, ma quello che mi fece impazzire fu lo sguardo, potrei dire senza esagerare, magnetico! Appariscente naturalmente grazie a lunghi capelli biondi e mossi, captava gli sguardi, specialmente dei clienti oltre che dei colleghi, ma senza forzature o particolari atteggiamenti, solamente con la gentilezza e la disponibilità nel rendersi utile a coloro che le chiedevano ed ovviamente per la sua avvenenza…
Io come altri colleghi cercammo di entrare in confidenza con lei, tentare un rapporto amichevole e cercare di sapere di più sulla sua vita extra lavorativa, ma non fu per niente facile, con me non manifestò grande simpatia, tanto da pensare di esserle indigesto, non potevo fare a meno di notare la differenza di comportamento che aveva con altri colleghi, insomma… arrivai al punto di abbandonare l’idea di un’amicizia con lei.
Poi una sera di primavera, ebbe luogo la solita cena organizzata dalla direzione del negozio, era una occasione per divertirsi assieme e conoscersi meglio:
Anche Valentina si convinse a partecipare e quella, era un’occasionep per interagire con lei e magari andare a prenderla a casa… Ma rimasi deluso come al solito, infatti quando le chiesi, mi rispose che aveva già accettato l’invito di Matteo, quasi con tono divertito… Arrivai all’appuntamento in anticipo, presso un bar vicino al ristorante, qualche collega già presente mi propose un aperitivo veloce, mancava ancora mezz’ora all’ora di ritrovo e per ingannare il tempo non c’era niente di meglio… La serata per qualcuno iniziava proprio lì, quattro chiacchiere, una birretta, insomma… Un momento gioviale dove ognuno di noi poteva essere più se stesso rispetto a come ci conoscevamo, ma Valentina e Matteo non erano ancora arrivati, ormai l’ora era quella e tutti volevamo solo una cosa: sederci ad un tavolo. Ci spostammo verso il ristorante, il gestore ci accolse e fece strada per il tavolo prenotato, in tutto dovevamo essere undici persone, ma di Valentina e Matteo ancora niente, ci chiese se mancava qualcuno e noi lo rassicurammo dicendogli che a minuti sarebbero arrivati:
Valentina apparve come una modella, jeans aderente con tacco, camicetta leggermente sbottonata, capelli sciolti… Io non riuscivo a distogliere lo sguardo da lei, che prese posto dalla parte opposta del tavolo, mentre Matteo, fiero ed orgoglioso, sedette proprio affianco a lei, dando da intendere a tutti che ormai aveva preso confidenza.
La serata trascorse leggera e divertente, Valentina raccontò alcune sue esperienze di lavoro, condividendo argomenti con tutti noi, insomma… Anche un’ottima compagnia.
Finita la cena ci spostammo in un locale tipo piano bar, qualcuno trovo la via di casa, mentre io e tre dei colleghi più giovani, restammo con Valentina e Matteo… E proprio in quel locale, accadde una cosa incredibile, incredibile per come si era evoluto fino a quel momento il mio rapporto con lei: anche senza manifestare grande interesse, osservai attentamente il suo comportamento, l’unica ragazza tra cinque ragazzi, con Matteo che aveva già dimostrato di godere di particolare attenzione da parte di Valentina, tanto che nessuno di noi si stupì quando lei si alzo dal tavolo e si fece accompagnare in bagno proprio da lui, che rivolgendo lo sguardo verso di noi, manifestò soddisfazione: i due sparirono per diversi minuti e già qualche sorrisino tra di noi lasciava intendere le impressioni che avevamo… Io, per niente contento di quella situazione e sempre più spinto dalla curiosità, mi alzai dal tavolo e mi diressi nella stessa direzione, quella dei gabinetti, con la scusa di andare a pisciare:
Tra alcuni che sostavano a parlare nel corridoio adiacente ai servizi igienici, c’erano anche Valentina e Matteo, lei appoggiata con le spalle al muro e lui che tentava un approccio diretto alle sue labbra, aiutandosi con una mano e proprio sul petto: fu subito chiaro il suo intento, ci stava provando alla grande e lei, per niente a suo agio, si divincolò lasciandolo sul posto. Io, senza farmi notare, ritornai al tavolo subito dopo loro due, chissà cosa era successo, chissà cosa non avevo visto, comunque la serata prosegui’ tranquillamente, Valentina, non sembrò per niente turbata dall’invadenza di Matteo, si limito a guadagnare il giusto spazio e gli tolse qualsiasi occasione di avvicinamento. La osservai affascinato, la sua naturalezza, la tranquillità con la quale stava gestendo quel maschio eccitato e senza scatenare situazioni imbarazzanti, era proverbiale. Quando arrivò il momento di andare, si avvicino a me per chiedermi se potevo accompagnarla, io rimasi interdetto, mi voltai verso Matteo e lui, senza voltarsi, si allontanò.
Ci salutammo e tutti per la loro strada, io e Valentina insieme camminammo verso il parcheggio a qualche decina di metri dove avevo lasciato la mia piccola utilitaria e partimmo verso casa: le domandai dove abitava precisamente e lei mi rispose che andava bene se la lasciavo all’inizio di una via….., non provai nemmeno ad insistere, lei non mi rivolse mai la parola e tra noi calò un gelo assoluto. Era evidente che la scelta di chiedermi di riaccompagnarla a casa, era dovuta all imbarazzo che si era creato con Matteo ed io ero quello abbastanza coglione da farle il favore e non darle problemi. Arrivammo dove mi aveva indicato e mi fermai, non spensi il motore e non tirai nemmeno il freno a mano, sicuro che sarebbe scesa in 3 secondi, ma rimasi in attesa di una sua reazione, che quasi sicuramente, si sarebbe limitata ad un grazie ed una sbattuta di portiera…
Valentina_”senti, scusami per il mio comportamento, ma sono veramente rimasta scossa da quello stronzo di Matteo e forse sai di cosa sto parlando, ti ho visto che eri in zona…
Mi ha messo le mani addosso, ha provato a baciarmi, mi ha toccato il seno e tutto questo in mezzo alla gente e con una mancanza di rispetto mai provata, come se fossi un oggetto. Scusa lo sfogo…”
Io_” non scusarti, ho capito subito cosa stava succedendo tra di voi, è strano che Matteo abbia avuto questo comportamento, è vero, ha un carattere egocentrico, si crede il migliore sempre, ma arrivare a tanto, non credevo. Sicuramente hai saputo come neutralizzarlo senza scatenare imbarazzi e per questo sei stata grande.
Valentina_” grazie per il tuo pensiero, mi fa piacere… Adesso devo andare, magari un’altra volta facciamo due chiacchiere, ma adesso scusami, mi sento uno schifo.”
Come era possibile che una ragazza bella ed intelligente come lei si sentisse in quel modo, che diavolo di esperienze negativa aveva vissuto per provare tutto questo.
Ci salutammo verbalmente e scese dall’auto sanza voltarsi, attesi qualche minuto ed andai a casa in compagnia dei miei pensieri, ma tutto sommato contento della serata e soprattutto contento della breve ma intensa conversazione con Valentina.
Passò qualche giorno dove a lavoro certe dinamiche si erano modificate, lei si comportava come sempre con tutti tranne che con Matteo, al quale non lo degnava più di considerazione e con me, che al contrario ogni occasione era buona per sorridermi e parlarmi. Quello fu un bellissimo periodo, la ragazza dei miei sogni che non perdeva occasione per cercare un contatto visivo o verbale con me, come se mi stesse corteggiando. Ogni giorno era così, le pause dal lavoro le passavano assieme, prima di entrare in turno e subito dopo, c’era spazio per noi e per scambiare delle emozioni, delle parole… Due risate…
Poi un giorno mi chiese se avevo voglia di accompagnarla, chissà quante volte avevo pensato di invitarla e vederci al di fuori del lavoro, senza avere mai il coraggio di farlo, temendo un suo rifiuto o peggio, la sua delusione, ma quel giorno mi apparve tutto diverso, tutto possibile e ovviamente risposi di si, senza chiedere spiegazioni.
Ci recammo in un centro commerciale famoso e passammo un paio d’ore a gironzolare per negozi, fino a quando non vide qualcosa di interessante esposto in una vetrina di abbigliamento: mi chiese di entrare con lei, voleva provare una cosa e già che c’ero, potevo darle il mio parere…
Entrammo nel negozio e Valentina dopo aver catturato l’attenzione della commessa, si fece dare un completo gonna camicetta, raggiunse il camerino e si nascose dietro la tenda, dopo due minuti uscì e mi chiese cosa ne pensavo: bellissima comunque, le sarebbe stato bene qualsiasi cosa e cosi, per non essere banale, dovetti cercare il pelo nell’uovo, ma senza bocciare la sua scelta.
Uscimmo dal negozio con il completo tinta unita colore rosa incarnato, gonna a mezza coscia e camicia senza manica, una scelta elegante, fresca per la stagione che ormai era alle porte. La riaccompagnai a casa già soddisfatto per il tempo che mi aveva dedicato, ma la vera sorpresa doveva ancora arrivare, infatti giunti nei pressi di casa sua mi chiese se avevo voglia di cenare con lei, ovviamente risposi di si, dandole appuntamento per le 19,30…
Corsi a casa per una doccia e rendermi presentabile, mi vestii al meglio delle mie possibilità, ovvero sportivo e mi presentai alle 19,30 dove l’avevo lasciata, ad una cinquantina di metri dal suo portone…
La vidi uscire dal palazzo a mi venne incontro sul marciapiede, bella come non avrei potuto immaginarla, indossava un paio di jeans aderenti, scarpa con tacco ed un gilet nero:
Valentina_” ciao, come sei puntuale, hai già pensato a dove andare..? Volevo precisare fin da subito che pago io, visto che sono stata io ad invitarti…”
Io_” ciao, ci mancherebbe farti anche aspettare… Non ho proprio pensato a dove andare, ma per me va benissimo una pizza… In merito all’invito, vorrà dire che al più presto mi sdebiterò invitandoti a mia volta…”
Di sicuro quella sera dovevo giocarmi le migliori carte che avevo con intelligenza e simpatia…
Accettò l’idea della pizza e finimmo in un ristorante pizzeria, abbastanza disponibile, numerosi tavoli liberi, insomma… Non ci fu problema anche senza prenotazione.
Scegliemmo un tavolo abbastanza in disparte, raccolto in un angolino romantico con vista sulla strada, seduti uno di fronte all’altra, iniziammo a raccontarci cose leggere per poi finire nel nostro privato più profondo, lei affrontò quella conversazione preferendo l’argomento sentimentale, mi racconto anche della sua famiglia, ma si concentrò molto sulla storia con quell’uomo che tanto male le aveva fatto:
Più grande di lei di quasi trent’anni, si erano conosciuti per ragioni lavorative, lui titolare di una ditta di cosmetici, le aveva offerto la collaborazione con contratto a scadenza di un anno, ma con mille promesse… Lei accettò la proposta, aveva bisogno di lavorare, ma consapevole di volere qualcosa di diverso si ripromise di continuare la sua ricerca.
Invece la vita le riservò qualcosa di diverso, perché rimase legata a quel lavoro ed a quell’uomo per diversi anni, rimanendo prigioniera dell’aspetto economico ma ancora di più da quello sentimentale.
Il suo datore di lavoro fece breccia nel suo cuore poco alla volta, di aspetto gradevole, affascinante, molto gentile ed educato, la inseri’ tra le sue amicizie facendola sentire parte della sua vita, come una vera compagna di vita, al punto da offrirle una casa dove vivere con lui:
Nonostante la differenza di età, lei era felice, si innamorò perdutamente ed accetto anche alcuni aspetti legati al sesso che non volle raccontarmi.
Insomma che quella sera conobbi i retroscena di quella fantastica ragazza, venendo a conoscenza di una vita tutt’altro che privilegiata…
Della mia vita raccontai poco, non perché volessi nasconderle qualcosa, ma era talmente piatta e priva di emozioni, che era meglio non entrare nei dettagli: le dissi solo della mia famiglia, che vivevo ancora con loro e dell’ultima relazione avuta, senza soffermarmi troppo… quella per me era l’occasione della vita, dovevo giocarmi il cento per cento e cercare di avvicinarmi più possibile a lei.
Finimmo di cenare ed uscimmo dal locale, lei si alzo dal tavolo ed andò a pagare alla cassa, mentre io, per non metterla a disagio con il personale, uscii ed aspettai fuori.
Chissà cosa avranno pensato i camerieri, chissà i commenti, pensai….mi sembrava già di sentirli… La donna che paga all’uomo… Con le eventuali allusioni…
Una volta in strada raggiungemmo la mia auto e dopo essere saliti mi disse:
Valentina_” senti, mi piacerebbe andare in passeggiata, prenderci un gelato e sederci su una panchina di un belvedere… Che ne pensi hai voglia..? Ti prego, non dirmi di no!”
E chi era lo stupido che avrebbe avuto il coraggio di dirle di no…
“Andiamo” le dissi… Insistendo sul voler pagare io…
Su quella panchina scomoda a pochi passi dalla gelateria, ascoltavo la sua voce, il suo profumo, non c’era altro posto al mondo dove sarei voluto essere, sembrava tutto talmente perfetto da non crederci… Io con una così… Che fino a qualche giorno prima la vedevo come una stella irraggiungibile:
Con una così seduta vicina a me… Dov’era la fregatura..?
La accompagnai a casa, mancava mezz’ora alla mezzanotte e l’indomani ci attendeva la sveglia per il lavoro, questa volta mi disse di fermare la macchina poco più in là del suo portone, c’era una specie di slargo con dei parcheggi e senza sbocco: fermai il motore, tirai il freno a mano e quando mi voltai per guardarla, lei si avvicino e mise le sue labbra sulle mie.
Ci baciammo per molto tempo, non sapevo se prendere qualche iniziativa o restare passivo per paura che l’incantesimo di rompesse: attesi un suo movimento, fino a quando sentii una sua mano su una gamba, correre verso la cerniera dei jeans ed aprirla… Mi sbottonò eee…: sentii le sue dita scendere sotto i testicoli, le sentii chiudersi, afferrare i genitali, poi la sua mano si strinse sul cazzo e lo tiro fuori. Credevo di venire!
Cominciavo a pensare di essere impazzito, Valentina! La ragazza più fica che avessi mai visto, quella che sembrava uscita da un film, mi stava baciando e masturbando contemporaneamente… Le dissi che qualcuno avrebbe potuto vederci, ma lei invece di rispondermi, si stacco dalla mia bocca e si chino sulle mie gambe… Me lo prese in bocca, inizio un lento pompino, ingoiandolo completamente… Le dissi di fermarsi un attimo, solo per sfilare i pantaloni sotto le ginocchia ed essere più comodi, ma subito dopo riprese ancora più motivata.
Iniziai a toccare il suo corpo, ormai china su di me non riuscivo come volevo, iniziai dalla schiena per arrivare al seno, trovai il gancetto del reggiseno e liberai quelle tette meravigliose, morbide, con grossi capezzoli, le più grandi che avessi mai toccato. Sentivo di essere vicino all’orgasmo, le dissi che stavo per venire, non volevo riempirle la bocca di sperma, ma lei continuo e mi fece uscire tutto quello che avevo senza perdersi una sola goccia: si alzo ci quardammo e mi bacio con la lingua, sentire il mio sapore e mi fece un po’ schifo, ma quel pompino sarebbe rimasto scritto nella mia mente per molto ma molto tempo…
Tornai a casa velocemente, mentre guidavo il pensiero di quello che avevo appena vissuto, sembravo più consapevole, come se avessi vinto alla lotteria ed ormai avessi i soldi in tasca, senza pensare più all’eventualità di perdere la sua considerazione e che ormai la mia vita aveva preso una svolta, una svolta tale da fare sembrare tutto questo più normale.
L’indomani sul lavoro lei mi raggiunse per la pausa caffè come ormai molto spesso succedeva, si avvicinò timidamente e stando attenta a non farsi sentire da nessuno, mi disse che la sera prima si era lasciata andare un po’ troppo e che temeva di aver fatto la figura della poco di buono: si scuso’ dicendomi che ormai erano quasi due anni che non usciva con un ragazzo e soprattutto, che non faceva sesso. Io la tranquillizzai immediatamente dicendole che era stato fantastico e dopo averla ringraziata per la bella serata le chiesi se le andava di rivedersi dopo il lavoro: la stessa sera, dopo il turno, finimmo a casa sua, portai qualche birra ed un paio di pizze, ma le mangiammo fredde! la pizza più buona della mia vita…
La raggiunsi nel suo appartamento con il cibo ed il bere, abitava in una palazzina anni cinquanta all’ultimo piano, per fortuna l’ascensore non mancava, ma di sicuro i numerosi gradini non mi avrebbero fermato… Entrai nel suo appartamento, trovai la porta aperta, sentii la sua voce proveniente da un’altra stanza dirmi di mettermi comodo e di darle un minuto.
Mi sedetti sul divano e misi i cartoni delle pizze sul tavolino, le bottigliette di birra erano già molto fredde, non serviva metterle in frigo, almeno per il momento:
Valentina_” ciao, allora che te ne pare della mia casetta? È piccola, ma c’è tutto quello che serve… Vieni!”
Mi si presento davanti con un vestitino rosso fuoco, corto da coprire solamente il sedere e stretto in vita, generosa scollatura e tenuto su da spalline micro: sulla carta niente di travolgente, ma messo sopra un corpo come il suo… Da mozzare il fiato!
Mi alzai dal divano e la seguii in camera da letto, dove mi fece vedere come l’aveva arredata, poi mi fece vedere il bagno: il resto era ingresso soggiorno ed angolo cottura… Che avevo già visto… La casa era piccola ma accogliente, mi indico una penisola che serviva da tavolo, giusto per due persone al massimo e li posai i cartoni delle pizze con le due birre: mi accomodai su di uno sgabello alto, tipo bar e dopo poco lei si avvicino per darmi un tovagliolo di carta e due posate: il suo corpo profumato travolse i miei sensi mi avvicinai ad i suoi capelli sciolti ed accostai il naso, per prendere un profondo respiro, poi scesi verso il collo e continuai la ricerca dei suoi profumi.
Lei rimase ferma a godere delle mie attenzioni, in piedi, vicino al mio corpo, ormai eccitato come un ragazzino: mi prese per mano e mi trascino in camera, si sedette sul letto ed inizio a slacciarmi i pantaloni, li fece cadere insieme alle mutande e dopo avermi toccato, apri la bocca ed inizio un lento pompino.
Questa volta la posizione era perfetta, davanti a lei con le gambe leggermente divaricate ed i glutei che spingevano il bacino verso quel piacere, mi tolsi la maglietta e rimasi nudo davanti a lei, davanti a quella splendida ragazza che tanto avevo sognato e che improvvisamente mi aveva travolto. Avevo voglia di baciarla, di leccarla, volevo sentire il suo sapore, unire i nostri corpi, fare l’amore con lei… La volevo!
La feci alzare ed abbassai quelle spalline microscopiche lungo le braccia, il volume dei suoi seni a stento permisero al tessuto di cadere sui fianchi, poi con un colpo di mano il vestito cadde a terra e rimase completamente nuda davanti a me.
Feci un passo indietro, la osservai senza trovare le parole per esprimere quanto incantevole fosse quella visione, rimasi semplicemente in silenzio e poi, baciandole le labbra, la feci sedere nuovamente sul letto e mi tuffai tra le sue coscie. Mi immersi nel suo pelo biondo, le aprii le labbra e iniziai ad assaporare il clitoride già abbondantemente bagnato di desiderio: rimasi seduto per terra, la lingua ormai indolenzita muoveva veloce i suoi gemiti sempre più lunghi e profondi, caricavano ancora di più il mio orgoglio di maschio e…
Valentina_” ohdddddiiiiioooooo……… Ssssiiiiiiiiiiiiiiiiii……….. Non ti fermare non ti fermare non ti fermareeeeeeeeeeee…………
Ah.. ahhh…..ahhhh….. Mmmmmmmmm…….. AAAAAAHHHHHHH HHH……. Sei fantasticoooooooooooo!!! ”
Raggiunse l’orgasmo e sentirla godere mi riempi’ di orgoglio, mi alzai da terra iniziai a baciarla sulle labbra e le feci sentire il suo sapore, poi lei allargo’ le gambe ed io, con un colpo da maestro, le entrai dentro fino in fondo:
Mi afferrò per il collo e mi strinse forte, iniziò a parlarmi, a dirmi quanto le piaceva, a dirmi come muovermi, a dirmi di sbatterla più forte:
Valentina_” Dai! dai! dai! Più forte! Scopami forte! Lo voglio tutto dentro! DAIIII!!! Siiiiii….. DAMMELOOOO…. SPOPAMI FORTE! SCOPAMI FORTE! SCOPAMIIIIIIIIIIIIIIII………….”
Non credevo alle mie orecchie, ma ebbi l’impressione che quello che stavo facendo non fosse sufficiente, provai ad accelerare più che potevo, ma ottenni come risultato, solo quello di raggiungere l’orgasmo prima di lei e di dover saltare fuori:
Eiaculai tutta la sperma sulla pancia e sulle tette, ci guardammo ed in quel silenzio pieno di significato, le chiesi scusa… Sperando che fosse sufficiente a giocarmi la seconda possibilita.
Non era possibile!
Proprio lì sdraiata davanti a me e con il mio liquido seminale sulla pelle, ma come era possibile che uno come me ci fosse riuscito..? E per la seconda volta, pensai a dove fosse la fregatura…
Ci alzammo entrambi, lei si fece una doccia veloce ed io raggiunsi la cucina, dove le pizze, ormai fredde, aspettavano sul tavolo: non mi venne neppure in mente di scaldarle, un minuto dopo lei mi raggiunse radiosa e seduti uno di fronte all’altra cenammo nudi con due pizze fredde, due birre calde e sparando cazzate….
Questa fu la prima volta con Valentina, la prima più importante della mia vita.
Il nostro rapporto crebbe molto e soprattutto in piedi, stavamo benissimo ovunque e ci divertivamo facendo qualsiasi cosa, l’ingrediente principale della situazione eravamo noi, il resto erano solo dettagli, per questo non c’erano mai tempi morti, silenzi imbarazzanti, spazio per annoiarsi.
In questo anno trascorso vicino a lei, viaggiammo abbastanza, naturalmente in proporzione alle nostre possibilità, mare, montagna, città d’arte, sempre con il solito entusiasmo, affiatati, complici, divertenti….
E poi quelle sensazioni nel camminare per strada vicino a lei, vedere gli sguardi dei maschi perdersi su di lei, senza che lei facesse nulla di che, senza provocare la loro attenzione, anzi… stretta al mio corpo, abbracciata ai miei fianchi, innamorata di noi ed io, fiero di esserle a fianco, di essere il suo uomo… Tutto questo… impossibile da descrivere…
Lei bellissima, io un ragazzo normalissimo e nemmeno troppo prestante, appena mezzo tacco più alto di lei, fisico normalissimo con pancetta da birra, capelli ed occhi castani, ma fortunatamente simpatico, in certi casi, anche divertente. Ma l’anello debole c’era eccome e non era un particolare trascurabile:
Il sesso! Ciò che mi inquietava nel mio rapporto con Valentina, era il sesso, non che non mi piacesse farlo, ma sentivo che lei aveva il freno a mano tirato, sentivo che poteva andare molto oltre a dove la portavo, sentivo che avrebbe voluto godere di più ma che si accontentasse in cambio di tutto il resto… Forse era solo una mia fissazione, ma la verità era che avevo paura di perderla proprio per questa ragione…e temevo che con il passare del tempo, quella verità diventasse talmente ingombrante da oscurare tutto il nostro rapporto. Ma il tempo passava e tra noi funzionava tutto alla grande, tanto che dopo quasi un anno di relazione, decidemmo di andare a convivere, lei di cambiare casa ed io di lasciare il nido genitoriale.
Un giorno mi disse che aveva appuntamento con una persona per una casa, voleva andarla a vedere, io purtroppo non potevo liberarmi dal lavoro, ma non c’era problema, avevamo già parlato di cosa volevamo per noi, trovandoci perfettamente d’accordo.
Così quel pomeriggio non la vidi a lavoro, la sera non mi telefonò e dovetti aspettare l’indomani per sapere cosa aveva visto e le sue impressioni: ne parlammo nella pausa caffè, mi disse di aver visto una casa carina e che con qualche lavoro di personalizzazione, sarebbe diventata perfetta. Passò una settimana, lei mi disse che la persona che le aveva fatto vedere la casa era disponibile e mi chiese se potevo andare anche io: così organizzammo per il pomeriggio tardi, riuscendo a fare coincidere il lavoro con l’appuntamento e fissiamo l’incontro con questa persona alle 18…
era un collaboratore di un’agenzia immobiliare, un uomo di 50 anni vestito sportivo ma giovanile, non il solito agente, si presento con un’alfa nera, dall’aspetto misterioso, quasi una macchina da sbirro: ci prese a bordo e partimmo. Valentina, che per l’occasione si era vestita elegante, indossava un completo nero di lino, gonna a mezza coscia e camicia smanicata, scarpa tipo mocassino con tacco, capelli legati, si sedette davanti ed inizio ad interagire con quell’uomo, si vedeva che ci teneva particolarmente a fare bella figura, probabilmente quella casa che dovevo ancora vedere, le piaceva più di quello che mi aveva detto.
Arrivammo velocemente, si trattava di un appartamento semi-indipendente con giardino, rimaneva un po’ fuori dal centro, ma lo volevamo così, diverso, particolare: a detta sua fu un colpo di fortuna, anche per la cifra, del tutto abbordabile. Restammo a parlare con quella persona fino allora di cena, poi lasciammo quella casa ed andammo via.
Forse per stimolare la nostra fiducia o solamente perché lo avrebbero rimborsato, ci invitò a cena in una trattoria a pochi minuti di strada: Valentina non fece una piega, entusiasta mi chiese facendomi capire che per lei andava bene, così finimmo intorno ad un tavolo, io e lei seduti di fronte e lui alla mia destra.
Parlammo di tutto, compreso la famiglia di lui, del mercato immobiliare e della sua esperienza lavorativa, noi ci limitammo a fare molte domande, senza raccontare troppo di delle nostre vite: poi Valentina si alzo da tavola per andare in bagno, scusandosi con i presenti, mentre lui, riconoscendo una persona nel locale, mi chiese il permesso per salutarlo, si alzo e lo raggiunse: un attimo dopo lo persi di vista e trascorsi almeno dieci minuti lo rividi ritornare insieme a Valentina. Si sedettero e notai subito che la camicetta di lei era sbottonata di due bottoni, tanto da mettere in evidenza il reggiseno di pizzo, mentre lui, mi sembrò nervoso, eccitato…col lo sguardo su di lei.
Mi alzai per raggiungere il bagno, mentre lui ci versava da bere, la sala era relativamente vuota e di sicuro non avrei trovato coda per pisciare: appena girai l’angolo per entrare nel bagno, mi fermai e tornai con lo sguardo su di loro e vidi lui avvicinarsi a lei parlarle molto vicino ed appoggiarle una mano sulle coscie… Che diavolo stava succedendo… Chi era quell’uomo… Ritornai al tavolo con il cuore impazzito, Valentina mi guardo per un attimo e capii subito quanto si sentiva a disagio, cercai di mascherare la mia inquietudine e lui, forte della sua maturità, continuo a raccontare cose che ormai non interessavano più nessuno, fino al momento di alzarsi ed andarcene. Uscii dal ristorante con Valentina al mio fianco, le chiesi se andava tutto bene e perché si stava comportando in quel modo così strano, lei mi disse che andava tutto bene, si sentiva solamente un po’ stanca. Salimmo in macchina, questa volta io davanti e lei dietro, l’uomo mise in moto e partimmo… Mi chiese dove abitavo e vista la comodità, mi lasciò sotto casa poco dopo: ci salutammo velocemente, Valentina passo davanti e partirono . Non potevo tornare a casa sapendo che lei era con quell’uomo, dovevo capire, avevo paura ma dovevo vederci chiaro: forse il momento di affrontare le mie insicurezze era arrivato, così presi la macchina parcheggiata poco lontano dal portone, velocemente misi in moto e partii verso casa di Lei, era l’unica cosa che potevo fare, guidavo con un solo obbiettivo, fare prima possibile, ad un tratto raggiunsi l’Alfa nera e rimasi a distanza, seguii fino a casa di lei, fino a dove mi aveva detto di lasciarla la prima sera, rimasero fermi per qualche secondo, poi i fari si spensero e tutto si fermo’.
Mi sarebbe piaciuto poter spiare da vicino, capire qualcosa di più, ma dovevo accontentarmi, altrimenti avrebbero potuto vedermi e sarebbe stato tutto inutile: in quei momenti pensai alla svolta che stava prendendo la mia vita, non mi ero mai trovato in quella situazione e credevo di essere al sicuro, invece qualcosa era successo, magari la prima volta che lei aveva visto quella dannata casa, magari si conoscevano già da tempo e non mi aveva mai raccontato niente… O forse… Era sempre stato tra noi, ed io non mi ero mai accorto di nulla…
Con gli occhi sgranati su quella sagoma di metallo e mille pensieri, rimasi in attesa numerosi minuti, fino a quando quella macchina luccicante, accese i fari ed andò via…
Ma lei non era scesa, lei era ancora con quell’uomo, in macchina con lui, ma dove diavolo stavano andando..:
Non potevo restare lì senza sapere, accesi il motore e tornai a seguirli… Si diressero verso un ristorante ed il suo parcheggio, lo avevamo frequentato qualche volta, rimaneva proprio vicino e sopra la collina, quella macchina era riconoscibile tra mille,, per tanto decisi di distanziarmi da loro e non attirare l’attenzione. Mi fermai un po’ prima e spensi il motore, scesi dall’auto e camminai lungo quel parcheggio completamente vuoto:
Degno dei voyeur più esperti, passai dietro dei cespugli e riuscii ad avvicinarmi molto, sentivo parlare, i finestrini erano aperti ma la luce dell’abitacolo era spenta e non vedevo gran che, ma li sentivo, altro che se li sentivo, e l’argomento era la nostra relazione:
L’amico_” da quanto state assieme..? Sei convinta di fare la scelta giusta ad andare a convivere con lui? ”
Valentina_” sono innamorata di Marco, che domande mi fai, certo che sono convinta di cercare casa con lui, non vedo l’ora di vivere con lui, di addormentarmi vicino a lui e di svegliarmi accanto a lui…”
L’amico _” allora perché la volta scorsa che ci siamo visti per la casa, ti sei comportata in quel modo, hai voluto fare sesso con me, come tutte quelle volte che ci siamo visti e tu eri single. Ti manca qualcosa…?”
Valentina_” perché vuoi farmi parlare di ste cose, ormai mi conosci abbastanza da aver capito di cosa ho bisogno.
Marco mi dà tantissimo, mi fa sentire importante, è presente ed attento a qualsiasi mia esigenza, in ogni momento, è comprensivo, divertente, mi fa ridere…, tutti i momenti con lui sono una vacanza: ma purtroppo il sesso non è all’altezza di tutto il resto, ormai è passato molto tempo e nonostante non posso negare il suo impegno, quando mi scopa non lo sento.
Anche con il mio ex succedeva questo, ecco perché tra noi è iniziato tutto, ma queste cose già le conosci… Non rinuncerò a Marco solo perché non raggiungo l’orgasmo quando mi scopa, ormai ho capito che quello di cui ho bisogno, è quello che riesce a darmi quando siamo in piedi.”
L’amico_” …e quando glielo dirai che hai bisogno di farti scopare in un certo modo…eh? Quando glielo dirai che hai bisogno di un bel cazzo, ma soprattutto… quando gliele dirai tutte le porcate che il tuo ex ti faceva fare..? Lo sai che mi ha chiesto di te..? mi ha chiesto che vita stai facendo…? Se sei ancora libera…? Credo che vorrebbe incontrarti, probabilmente certe cose mancano anche a lui, oltre che a te.
Le sere che ci vedevamo quando eri in crisi con lui, dicevi di amarlo e di non poter fare a meno della sua presenza, ma nello stesso tempo eri amareggiata perché ti sentivi usata, usata dalla sua perversione, nell’esibirti ad altri uomini: una parte di te capiva, dicevi che era il suo modo, la sua follia e che faceva di tutto questo un gioco eccitante…ma in certi momenti mettevi in dubbio i suoi sentimenti per te… e poi, senza renderti conto, ti sei trovata coinvolta a tal punto da volerlo anche tu: quanto ti manca quella vita? Come pensi di affrontare tutto questo con il tuo nuovo ragazzo?”
Valentina_” non lo so! Amo Marco, non sono mai stata più convinta di oggi nel voler stare con una persona, ma quello che mi chiedi non ha una risposta.
Maledizione! Che colpa ne ho se con lui non raggiungo l’orgasmo ..? E poi che diavolo c’entra tutto il discorso della volta scorsa? È successo perche mi mancava, mi mancava anche con il mio ex… Cosa pensi che facevamo quando uscivamo ed andavamo per locali, al cinema, in discoteca ed in mille altri posti, vestita come voleva lui… Fare la troia e farlo eccitare… E magari poi, nemmeno mi scopava. Lo amato ed ho assecondato ogni sua richiesta, è vero… Ma il sesso mi mancava…. poi, ad un certo punto, ho capito che quel tipo di esibizionismo mi piaceva, mi piaceva come ci preparavamo, c’era tutto uno studio ed un copione da rispettare, ed al momento giusto, cercavamo di ricreare tutto quello che avevamo sognato. Non so come affronterò sta cosa, ma voglio stare con Marco, cercare casa e vivere con lui… So di fare la cosa giusta e non mi importa se quando mi scopa non lo sento, troveremo un modo, oppure mi accontenterò della sua lingua, della sua fantastica lingua… Ma adesso non voglio più parlare di sta cosa…”
Rimasero in silenzio, l’unica cosa che sentivo era il mio battito cardiaco nelle orecchie, ero letteralmente sconvolto da quello che avevo sentito, non ci capivo più nulla tranne una cosa, il timore che lei fosse insoddisfatta con me, era fondato! Lui sembrava conoscerla molto bene ed in quel momento, in quel posto schifoso, la mia ragazza, la ragazza più importante della mia vita, quella di cui mi ero innamorato follemente e che desideravo più di ogni altra, era li nella sua macchina… Chissà quante volte si erano visti a mia insaputa, chissà quante volte, mentre eravamo al telefono per un saluto prima di dormire, lui era al suo fianco e sdraiato sul letto…
Un rumore metallico interruppe quel momento di riflessione, di smarrimento, tra loro stava succedendo qualcosa, scricchiolii dei sedili, respiri profondi, fruscio di vestiti, timide vocali, Insomma… Forse i loro corpi si stavano unendo ancora una volta, proprio come quell’uomo ricordava e non c’era bisogno di parole, si conoscevano, sapevano come ritrovare le loro emozioni più forti… Anche al buio.
Mi uscirono le lacrime dagli occhi, in poche ore la mia vita rimase sconvolta da avvenimenti inaspettati, quei grandi progetti legati al nostro futuro insieme, scoprirono casualmente un vaso di pandora sconvolgente:
Valentina_” oooooohhhhhhhhhh……… ooooooohhhhhhhhhhhhhhh………….. Mmmmmmmmmmmm…………. Ahhhhiiiiii…….
Aaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhssssssssiiiiiiiiiiiiiiiiii…… Ssssiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii………… Spingiiiii ancoraaa…………… Scopami! Scopami! Ahhhhhgggggrrrr…………………… Gnaaaaaaaaaaaaaaaa…………..aaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhj………..aaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhh”
La voce di lei squartò il silenzio che mi uccideva, mi arrivo al cuore in un attimo, quella bellezza che manifestava con lui e di cui non ero degno, mi travolse come un treno in corsa, quanto avrei voluto averla tra le braccia in quel momento, sentirla gemere sotto di me, regalarle l’orgasmo sperato e farla mia proprio come stava succedendo con lui, il suo amico:
Invece ero lì fuori tra i cespugli, a pochi metri da quella sagoma di metallo, testimone di come Valentina si stava facendo scopare da quell’uomo che furbescamente si era spacciato solo per l’agente mobiliare della situazione, ma che per lei era molto di più e le piaceva da morire.
Non l’avevo mai sentita dire certe cose, con me non godeva così, con me forse fingeva, ma con lui no, con lui stava dando tutto, stavano scopando sempre più forte, il cigolio dei sedili, l’ondeggiare degli ammortizzatori e la sua voce falsa, roca, che esaltava il suo amante e che spezzava il mio cuore.
Mi allontanai, ormai era troppo, non potevo sopportare tutto ciò, raggiunsi la mia auto e rimasi seduto dietro quel cazzo di volante, a fissare quella cazzo di macchina che ancora non riusciva a stare ferma.
Accesi il motore…… Me ne andai devastato, lentamente, senza più la forza di reagire a quel pessimismo che mi stava violentando, era tutto chiaro! avevo avuto la risposta alle mie domande…. quella ragazza bellissima, che mi aveva scelto e che voleva vivere con me, aveva bisogno di un altro uomo per godere: Facevo solo parte di un puzzle, dove le tessere del sesso non mi appartenevano, quelle le metteva un altro, il suo amico, l’amico che se la stava scopando.
Continua…



Un altro grande racconto, complimenti! Le sensazioni e le emozioni ne riesci a trasmettere sono veramente particolari ed intense. Ci…
Ti ringrazio per le belle parole e mi fa piacere che i racconti ti siano piaciuti. Si, ti confermo che…
Non so se è la fine, ma in caso mi mancheranno queste due sorelle meravigliose e le loro avventure. Grazie…
A quando una bella doppietta per le due amiche con i due cuck a godersi la scena delle mogli riempite…
Bello finalmente vedere qualcuno che inserisce una nera nel proprio racconto!