Rientrata a casa ero esausta. La giornata era stata intrigante, fruttuosa direi ma allo stesso tempo stancante. Preparai una tisana e riempi la vasca con acqua calda e oli profumati. Accesi qualche candela e mi misi a mollo. Pensai alla signora Maria nel camerino di prova. Quel pensiero mi eccitava molto. Presi il telefono e mi feci qualche foto provocante con la schiuma e le inviai a Ludovico. Vuoi giocare con me, scrissi. Sono sola soletta nella vasca. Non arrivò niente. Sarà di servizio. Giocherò da sola. Iniziai a toccarmi. Dopo un paio di orgasmi mi lavai per bene. Mi infilai una tutta e una maglietta comoda senza nulla sotto e mi spalmai sul divano. Mi appisolai e quando mi svegliai verso le undici vidi diversi messaggi sul cellulare. Mia suocera. I bimbi stanno bene. Ora a letto. Ci vediamo domani.
Ludovico. Sei splendida amore. Come vorrei essere lì con te, diceva il messaggio. Pensai a cosa si era perso con una smorfia.
Ultimo signora Maria. Questa sera ho fatto l’amore con mio marito dopo tanto tempo. Niente cose strane ma è stato bello. Grazie di tutto.
Ebbi un vortice di emozioni dopo quel messaggio. Mi ero forse liberata di Giacomo. Sarebbe stato facile, pensai. Allo stesso tempo ero quasi angosciata. Mi resi conto che quel sesso furtivo, inadeguato, sporco per certi versi mi piaceva e mi sarebbe mancato. Forse non è così. O forse è meglio così. Non avrei più rischiato nulla.
La conferma la ebbi la mattina dopo. Dopo una notte sul divano mi alzai e preparai un bel caffè. Erano circa le otto e qualcosa quando sentì bussare. Andai ad aprire. Giacomo esclamai. Cosa ci faceva dí domenica mattina a casa mia. Posso entrare chiese. Era diverso dal giacomo prepotente col quale ho avuto a che fare le settimane precedenti. Lo feci accomodare e gli offrì del caffè. Dopo il caffè mi disse. E colpa tua. Cosa, chiesi io. Maria, e colpa tua. Spiegati meglio lo incalzai io. Quella roba che indossa ora. E poi si é depilata tutta. Lei che mi provoca per fare l’amore. E tutta opera tua.
Non sei contento, gli chiesi. Si, ma lei non è mai stata così. Tu la vuoi trasformare in una poco di buono come te. Poco di buono a me. E tu allora vecchio porco che violenti le donne del condominio in cantina, gli urlai contro. Ripresi il controllo. Senti Giaco, mi dovresti solo ringraziare. E ora fuori da casa mia. Lui non si mosse. Cosa vuoi ancora. Non hai sentito. Alzò lo sguardo. Aveva gli occhi gonfi. Poi disse, credo mi sia innamorato di te. Rimasi a bocca aperta. Ma cosa diavolo stai dicendo. Voglio solo te, ripetette lui. Finiscila gli dissi. Non dire sciocchezze. So che anche tu mi desideri. No, esclamai. Non è vero. E ancora no dissi io. Se non è così perché non mi hai mai rifiutato.
Colpita e affondata.
Cercai di prendere il controllo. Ok, è successo. E stato bello ma l’amore è un’altra cosa. Si costruisce, non si crea scopando.
Dimmi che mi desideri.
No Giacomo, basta ora. Mi afferrò per un braccio e mi tiro a se. Mi baciò mentre tentavo di allontanarlo. Dopo un po’ cedetti e lo baciai pure io. Mi mise sul tavolo e mi sfilò la tuta. Si fiondò tra le mie gambe e mi leccò la fica. Lo presi per i capelli e lo tirai forte a me. Mi leccava bene e io iniziavo a godere. Ero distesa sul tavolo della cucina con un uomo che mi leccava tutta. Nemmeno mio marito me l’ha mai leccata in cucina. Raggiunsi l’orgasmo e allentai la presa. Stavo ancora ansimando quando lui salì su e mi baciò in bocca. Sapeva di fica e mi eccitava ancora di più. Si tirò su e abbassò i pantaloni. Prese il suo cazzo duro e lo porto alla mia fica. Un colpo secco ed entrò. Scopami come solo tu sai fare, Giacomo. Mi afferrò le gambe e iniziò lentamente, ma presto i suoi colpi divennero più forti e più a fondo. Ero in estasi, non capivo più niente. Non mi interessava più niente. Volevo solo godere e godere sempre di più. Sentivo il suo cazzo che entrava e usciva dentro di me. Venni ancora due volte e Giacomo continuava a scoparmi senza tregua. Il terzo orgasmo fu devastante. Non ero sicuro se squartai o se era piscio. Non mi interessava. Stavo godendo come non mai. Si sfilò da me e restai ad ansimare stesa sul tavolo. Pensavo avesse finito e che non me ne fossi accorta nel mio delirio.
Invece mi tirò su e mi mise a novanta sul tavolo. Mi tremavano le ginocchia e non avevo fiato. Mi divarico il sedere e sputò sul mio culo. Provai a dire basta, ma mi diede un ceffone forte sul sedere che mi zittì all’istante. Porto il su cazzo sul mio buchino e spinse. Sentì la sua cappella aprimi il culo. Una volta dentro, affondo tutto. Mi scopò il culo con la stessa foga di prima. Più spingeva da dietro più la mia fica grondava di umori. Venni ancora una volta mentre mi scopava il culo. Lo senti mugulare e mi venne dentro. Sentivo il suo cazzo pulsare nel culo. Quando si ritirò io restai distesa sul tavolo. Ero senza forze con tutti i buchi dilatati. Sentivo grondare umori e sperma. Mi aveva letteralmente sfondata. Non mi ero ancora ripresa quando Giacomo si avvicinò al mio orecchio e disse. Non si amano le puttane. Al massimo gli sfondo il culo. Con un ghigno sulla faccia si girò e andò verso la porta. Di spalle aggiunse, lascia in pace mia moglie. Lei non sarà mai come te.
Distesa sul tavolo mi uscivano le lacrime e pensai quanto fossi scema. Quel bastardo sta facendo di me quello che vuole.



Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie
Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏