Era una domenica un po’ insolita, la coppia si era trovata a discutere dei comportamenti di lui per l’ennesima volta e di come, in quel periodo si erano ripresentati i soliti problemi di assenteismo mentale e di relazione, solo in una cosa erano concordi, il sesso fra loro pareva a volte essere il solo legante. Quella domenica lui, nell’ottica di rientrare nei panni del marito presente, iniziò a parlare e condividere con sua moglie le faccende della settimane, tra lavoro, impegni e turbamenti, dati dai problemi economici che lui ciclicamente passava, dato che era un lavoratore autonomo. Ad un tratto, iniziò a parlare di alcuni racconti erotici che da un pò non leggeva e che si era ripromesso, da qualche giorno di tornare a leggere. Aveva cercato dei racconti ai quali la moglie poteva essere affine, per avere qualche spunto e ravvivare il rapporto. Tra i vari racconti letti, uno parlava di una coppia, il cui rapporto era logoro e di cosa lui facesse con l’amante del caso. Nel mentre narrava il racconto, sua moglie svolgeva le consuete faccende di casa, mangiarono e dopo aver bevuto il caffè, lui si andò a sedere sul divano, indossava una tuta che era sempre solito portare senza indossare l’intimo, giusto per far notare alla moglie sempre la sua voglia di scoparla ogni momento che erano soli. Lei lo seguì sul divano e iniziò a sciogliersi i suoi lunghi capelli mogano, lo fissò con uno sguardo passionale e togliendosi la maglia aderente, liberò i suoi bei seni pieni, di una quinta misura. Fammi tutto ciò che faresti alla tua amante disse al suo uomo… Il cazzo di lui da barzotto che era da tutta la mattina, diventò ferro all’istante, si tolse subito gli indumenti che erano diventati di intralcio e si fiondò su di lei, passandole una mano subito in mezzo alle gambe, scoprendo che anche lei non portava l’intimo ed era già fràdicia dei suoi umori, i racconti che le aveva letto in precedenza avevano fatto un effetto afrodisiaco. I due si trovarono quindi nudi sul divano nel giro di pochi secondi, prese alla lettera ciò che le donna le aveva detto in precedenza e si calò nella parte dell’amante, la prese e la mise subito a 69, si trovò davanti alla faccia, la figa fradicia della sua amante, con quel sapore di sesso misto a sudore che rese l’uomo ancora più eccitato, quasi fosse uno stallone da monta, lei iniziò a leccare la sua cappella, dal quale cominciò a uscire il nettare salaticcio, una volta spremuto per bene, iniziò con foga a spompinare quel cazzo duro e venoso quasi a risucchiargli anche i coglioni, lui dopo aver iniziato a leccare la sua figa colante dando pesanti colpi di lingua ben allargata, per poter raccogliere quanto più nettare fosse possibile e averlo assaporato inghiottendolo, sputò quello che ne rimase misto a saliva sul suo buco del culo, facendolo pulsare un pò per l’inattesa sensazione. Una, poi, due dita scivolarono senza trovare molta resistenza nel suo sfintere bello morbido, che dopo averle estratte lubrificò ancora con un paio di sputi dati con cattiveria, lei continuava a spompinare quel cazzone con foga, mugolando di piacere per il trattamento a cui era sottoposta, mentre con la mano massaggiava l’ano di lui, ad un tratto sentendo che questo movimento era piacevole, volle osare una cosa nuova, allungò un braccio, le prese la mano e si spinse in culo il dito di lei, lubrificato dalla saliva che colava dalla bocca della sua amante intenta a martoriarle il cazzo. Dopo pochi colpi di dito, senti il piacere di questa nuova mossa, alzò le gambe e le incrociò sul collo di lei, spingendole la testa verso il suo bacino, in modo da farle ingoiare ancora più cazzo e nel contempo immobilizzarla, fatto ciò, distese il suo dito anulare e lo infilò nel culo di lei ormai bel dilatato, insieme al indice e al medio messi in precedenza, continuando a leccare il duro clitòride e raccogliendo di tanto in tanto il succo che le colava dalla figa. Ad un tratto, lui decise che era il momento giusto per incularla per bene. Si misero a pecorina, quasi, ognuno dei due sapesse senza parlarsi ciò che doveva fare, lei si mise in quella che era la posa di sottomissione per eccellenza, allargò le gambe da vera troia e si rese praticamente aderente al divano con le sue tettone e la sua faccia girata su di un lato, lui ne approfittò per inserire il cazzo nella sua vagina in modo da usare il suo succo come lubrificante, le diede quattro colpi, poi fermandosi per un instante con le sue mani sulle natiche belle tonde e tirate dalla posizione, con i pollici le allargò il buco del culo, che dato il lavoro fatto in precedenza, si presentava semi aperto, tanto che fissandolo, lui fece colare quanta più saliva aveva, dentro di esso. Estrasse il cazzo lucido, alla vista di tutto quel ben di dio che aveva davanti, l’uomo aveva un livello di eccitazione quasi mai provato. Prese il cazzo in mano e con un pollice sulla cappella la guidò all’ingresso del culo bel lubrificato dei lei, scivolo dentro quasi subito la cappella gonfia e violàcea, lei gemette di piacere misto dolore, lui da inginocchiato, si alzò in piedi e con i piedi poggiati sul divano, si abbassò, indirizzando nuovamente la cappella nel suo ano, spinse, entrò di nuovo la cappella e anche un po di asta, ci vollero 3 colpi di avanti e indietro e al sentire i mugolii di piacere, decise di spingerlo tutto dentro il suo culo, lo spettacolo era a dir poco afrodisiaco, il pube di lui era completamente schiacciato contro il culo di lei che era tenuta per i capelli, mentre veniva inculata. La cosa piaceva molto, dati i versi aminaleschi dei due; iniziò così a scopare con foga la sua amante, dandole della troia che si fà rompere il culo. Dopo un po’ sfilò il cazzo e rimase affascinato nel vedere quel buco di culo così aperto, tanto da fargli venire voglia di infilarci una mano; invece, cambiò posizione . Si stese e fece impalare la sua troia da monta sul suo bel attrezzo, con lo sguardo perso dal godimento, si accomodò e prese in mano il randello, cospargendolo dei suoi umori raccolti appena prima dalla sua figa colante, lo prese in mano e lo posizionò in modo da appoggiare la cappella dura davanti al suo buco, poi si abbassò lentamente e lui riuscì a sentire lo sfintere ormai lavorato che si dilatava al passaggio, nel giro di qualche secondo, i suoi 19 cm di sesso erano ben piantati nel culo della sua amante. La sua figa a quel punto, per gravità poteva svuotarsi dei succhi sul pube semi rasato del suo stallone, che con colpi di reni, pompava la sua spessa asta in un entra esci molto regolare, i meloni di lei si muovevano in un ipnotico dondolio, di tanto in tanto si sgrillettava con la sua mano destra, mugolando di piacere. Stava per arrivare al suo orgasmo anale, ma da vera troia qual era, sapeva che con una mossa, avrebbe potuto ottenere ciò che voleva, un bel clistere di calda sborra del suo maschio; quindi lo guardò e da inginocchiata qual era, nella posizione della cowgirl, prima uno poi l’altro, mise i suo piedi con la pianta appoggiata sulla seduta del divano e cominciò un su e giù costante, in quella posizione il suo sfintere ebbe delle leggere contrazioni e l’effetto che fece sul membro, che era sul punto dell’ esplodere era come una mungitura, la vista del cazzo lucido, che entrava tutto fino alle palle e si sfilava fino alla corona della cappella, la sua figa aperta che ogni volta arrivata a toccare il suo pube lasciava filamenti di succo, lo fecero eccitare ancora di più, le sue mani erano intente a sorreggere le natiche sode della sua femmina in un disperato tentativo di dare un ritmo che lo facesse durare il più possibile. Lei era conscia del potere del suo corpo e delle sue curve e decise dunque, di ottenere la sua ricompensa. Sentendo che di lì a poco sarebbe venuta, in un orgasmo tutto da scoprire, poggiò le mani sul petto di lui e strinse tra le braccia distese i suoi meloni che sembrarono così, ancor più grossi e sodi, lui non capì più nulla. Con la mano sinistra prese un seno, riempiendosela e stringendolo come in una morsa, con la desta la prese per il collo, là tirò a sé premendola sul suo ventre e inarcò la schiena, puntando i piedi su quello che era diventato il loro letto improvvisato, quasi a volergli far entrare anche i coglioni. Due colpi bastarono, affinché quanto più seme avesse in corpo si riversò nel retto di lei, la quale non appena si sentì riempire venne in un orgasmo violentissimo. Entrambi stavano godendo come non mai, tra lunghi versi quasi disumani, dopo qualche istante, si accasciò sul suo petto, i respiri si uniformarono e piano si rilassarono, si guardarono e realizzarono che quella era stata una delle scopate migliori che avessero mai fatto, si baciarono appassionatamente e si dichiararono il loro amore. Poi lei si alzò e il pene scivolò fuori in un attimo, insieme a tutto lo sperma che le aveva iniettato dentro poco prima, si diedero una ripulita veloce e andarono a farsi una doccia calda.



Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie
Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏