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L’isola – 2

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Tornò dal mare. Renata e  Marta erano ancora insieme: a lui quelle due donne erano simpatiche.

– Vieni, ti asciugo – disse Marta –  e mi prendo un passaggio sul tuo corpo.

Risero, ma Marta se lo prese davvero in passaggio, gli passò la mano sul costume, sul cazzo.

– Con questi fianchi – gli sussurrò – le sbatti forte le tue ragazze.

 

– Signore, avete un invito a cena  per stasera, se volete.

– Davvero?  – disse Renata  -mi piace. Che ne dici, Marta?

– Figurati se mi perdo una cena con un bel ragazzo come lui.

 

Le aspettava davanti al ristorante del villaggio e le vide arrivare. Renata indossava un vestito a rete, con maglie molto larghe, che faceva vedere il suo corpo, i suoi capezzoli e le sue mutandine azzurre. Marta indossava una specie di larga casacca colorata da figure di pappagalli.

– Accidenti come siete belle – disse loro.

– Io questo me lo sposo –disse Marta  ridendo.

  Le baciò sulle guance ed entrarono. C’erano solo due tavoli occupati e Renata li salutò con la mano.

– Bel profumo – gli disse –Devi conquistare una donna?

– No – disse – devo pagare un debito ad una incantatrice.

Renata sorrise di soddisfazione e Marta disse:

– Che bello come parla. Che ragazzo ! Spero che ti rimarrà qualche spicciolo per me, dopo che avrai pagato il tuo debito. – Ridevano.

Quello strano vestito di Renata faceva sporgere i suoi capezzoli tra le maglie. Lei gli si accostò al bordo del tavolo e gli disse:

– Hai già dimenticato come si trattano i capezzoli di una signora?

Lui le strizzò un  capezzolo  e la vide trasalire.

– Più forte, ancora un poco. Mi pagherai anche questa, canaglia – disse – Mi hai fatto viaggiare con le mutandine bagnate. Ma è stato molto bello.

Marta scoppiò a ridere.

– Ti avrà fatto rabbia non potertelo fare a bordo.

– Mi vendicherò, invidiosa.

La cena fu squisita, roba di mare; spaghetti ai ricci di mare dei quali Marta spiegò il potere afrodisiaco, seppioline in umido frutta e dolce. Quando lui chiamò il cameriere per il conto, questo gli  disse che era già stato pagato.

– Gli ho detto di addebitarlo sul mio conto – disse Renata – Ti volevo ben nutrito per quello che devi farmi.

– Ma eravate mie ospiti.

– Ci compenserai diversamente, stanne certo – disse Marta.

 

Camminavano sulla stradina del villaggio. Lui le teneva per i fianchi. Gli piaceva sentire sotto la mano la carne ed il calore di Marta. Renata si fermò e si appoggiò ad un albero, lo tirò a sé, gli prese il viso e lo baciò con passione.

– Renata….qui per strada.

– Ti imbarazza che ti vedano  con una donna anziana? Ora sono impaziente. Baciami, qui, adesso. E che muoiano di invidia per il bel ragazzo che sei.

Marta camminava accanto a lui; gli  faceva sentire i suoi seni sul braccio.

– Stasera lei ti consumerà – disse ridendo – Hai eccitato la sua fantasia…ed anche la mia.

 

Entrarono  nel bungalow di Renata. Marta si sedette in giardino e lui e Renata entrarono. Le ci volle un attimo a spogliarsi. Lui si tolse maglietta e pantaloncini e lei venne ad abbracciarlo.

– Per stasera sei mio – gli disse – Prima mordimi i capezzoli, godo troppo lì.

Trasaliva mentre lui le succhiava forte e le mordicchiava i capezzoli.

– Adesso fammi sfogare tutta la libidine che mi hai fatto venire sulla nave.

 Si mise sul letto ed aprì le cosce.

 La penetrò e cominciò a chiavarla, spingendo il cazzo fino in fondo e tirandolo quasi tutto fuori ogni volta.

– Bravo così, continua, mi stai caricando.

Poi  gli disse di reggersi sulle braccia per lasciarle un po’  di spazio tra i loro corpi e si masturbava il clito mentre lui la chiavava. La doppia stimolazione le provocò un orgasmo fortissimo; respirava affannata, emetteva sospiri  e lamenti ed infine piccole grida. Si torceva sotto il cazzo del ragazzo ma lui non si fermò fino a quando lei non consumò tutto il suo orgasmo e si placò.

– Come sei stato bravo- disse – Mi hai dato un orgasmo vaginale insieme a quello clitorideo.  Era tanto che lo volevo vaginale. Ho mal di testa, Ivo, continueremo ancora, non dubitare. Entrò  Marta.

– E’ un ragazzo incredibile – disse a Marta  – Mi ha fatto venire e ce l’ha ancora duro.

Mi baciò in bocca molte volte.

– Sei un amore – disse –  Ti occorrerà tutta la vacanza per pagarmi il debito.

 

Quando uscirono, Ivo accompagnava Marta a casa.

– Tu non sei venuto? come hai fatto?

– Avevo ancora qualcosa da fare e mi sono trattenuto.

Lo portò per un viottolo che arrivava alla spiaggia. Si fermò un attimo e lo baciò in bocca.

– Sono io quel qualcosa che dovevi fare? Bello.

La strada non era illuminata e mentre camminavamo lui le mise un braccio intorno e le toccava un seno mentre lei lo baciava sulla guancia.  Arrivarono ad un boschetto buio,  lei lo prese e lo baciò in bocca.

– Voglio che mi fai, qui ed adesso e vorrei farti venire io.

Lui la fece accostare ad un albero e le fece poggiare le mani sul tronco.

– Hai capito subito come mi piace : fammelo.

 Le sollevò la casacca e le tolse le mutandine. Lei spingeva il culo indietro per offrirsi.

Aveva una fica depilata, caldissima. Sospirò forte quando Ivo la penetrò da dietro spingendoglielo tutto nel corpo. Aveva una bella carne liscia, bella da toccare. Lui sapeva che quel tipo di donna, grossa di corporatura, voleva essere chiavata lentamente, senza mai cambiare la velocità delle penetrazioni. Marta si torceva sotto il cazzo, sentiva brividi di piacere, sentiva l’orgasmo emergere poco per volta nel corpo.

– Così – diceva- me lo stai facendo godere. Continua così. Se non resisti ad aspettarmi, vienimi dentro, io sono lenta a venire. Ma resisti, vorrei venire col tuo cazzo duro nel mio corpo.

Ma lui riuscì a trattenersi fino a quando cominciò l’orgasmo di Marta; volle venire insieme a lei, la sua fica gli dava molto piacere. Ma anche dopo che era venuto continuava a toccare il corpo e la carne di Marta, a baciarla. Le scoprì il petto e le baciò i capezzoli.

– Marta, con te è bellissimo, sapessi quanto mi sei piaciuta.

– Te lo faccio fare ogni volta che vuoi. Renata non è gelosa, non temere. Anche per me è stato bellissimo, un orgasmo dolcissimo. Sei bravo a far venire la donna. Quando mi vuoi, vieni a casa mia, mio marito me lo lascia fare liberamente

 

La mattina dopo in spiaggia, accanto a Renata vi era un uomo: alto, fisico da nuotatore, abbronzato.

– Vieni Ivo, ti faccio conoscere Bruno.

    Strinsi la mano a quell’uomo che gli rispose con un sorriso.

    -Devo andare – disse – Ciao Renata. Ci incontreremo ancora, Ivo.

   – Ti è piaciuta Marta? – gli chiese Renata

   – Ha una bella fica – rispose – ma anche  tu mi sei piaciuta.  Solo che non volevo fermarmi al primo tempo.

   – Hai ragione, amore, neppure io, ma la mia emicrania è esplosa con l’orgasmo, la stanchezza. Sono contenta di te.

– Renata, questo posto somiglia ad una spiaggia nudista. Anche lì fanno sesso in pubblico. Non c’è censura.

-Vieni con me, voglio farti vedere cosa accade in realtà.

Il fondo alla spiaggia c’erano grandi massi di roccia caduti dalla montagna.  Ma tra i massi e la montagna correva una stradina stretta piena di vegetazione. Quando ci arrivarono Renata gli disse:

– Tienimi per mano. Vedi, questa zona libera,  off-limits. Qui veniamo  solo per fare sesso e nessuno si scandalizza di ciò che si fa, ci sentiamo liberi.

Dietro un cespuglio vide una donna, bella, inginocchiata davanti ad un uomo anziano; lei  gli stava facendo un pompino e gli teneva in mano i testicoli. Poi vidi quell’amico di Renata, Bruno. Stava dietro  un ragazzo biondiccio che teneva le mani sulla roccia:  lo pressava, lo stava inculando, capii…… iI ragazzo sembrava soffrisse quella penetrazione ed i colpi dell’uomo. Più avanti una donna anziana stava poggiata alla roccia mentre un ragazzo la stava chiavando ed un altro uomo, forse il marito, lo incoraggiava. Infine videro una donna che stava su una roccia a cosce aperte mentre un’altra la stava leccando. Dietro un masso c’erano tre persone: un uomo che subiva la penetrazione di un altro ed una donna che sembrava incoraggiarli.

– Ora hai capito cos’è questo villaggio, Ivo? Ci veniamo apposta per questo. Le coppie si dividono, ognuno chiava per conto suo, molti uomini qui posso fare omosessualità davanti alle mogli. La tua ragazza voleva insegnarti ad accettare tutto questo.

– Tu sei mai stata “condivisa”?

– Io qui sono condivisa da quasi tutti, mi piace che sia così. Anche Marta è molto condivisa, ma lei lo fa davanti al marito, la eccita di più. Qui le persone imparano che i ruoli sessuali sono una sciocchezza, al pari della fedeltà coniugale. I ragazzi imparano a fare sesso con donne e con uomini, senza problemi.

(continua)

 

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