In un bagno di te m’immergo e subito
avverto il dilatarsi dell’infinito senso;
sopra e sotto e tutt’intorno si spande
l’ardore; il cuore accelera, coĺpo su colpo
batte e di continuo le tempie martella
e caldo si dimena, il martoriato corpo;
il tuo, il mio… In confusione entriamo.
Tra noi non v’è confine, ma tutto si trasfonde
in unica materia; andiamo, senza freni riempiamo
i nostri limiti, i nostri sensi molteplici
diventano; mostruosa dimensione raggiungono,
eppure così naturale ci appare strapparci,
con famelici denti, labbri e guance, mentre
tattili mani agguantano seni e capezzoli
contorcendoli, al proprio volere riducendoli.
Ansimi ora o sono io che ansimo e ti chiedo
pietà e tu ricambi? So solo che il tormento
nel frenetico gioco è pari, anche se il mio
lo sento come febbre violenta che mi sfibra,
mentre tu ti abbandoni alla mia stretta e
stringi anche tu, mi soffochi! Ma non cedo
e pur tu, nel liquido abbandono, strabuzzi gli occhi.
Stralunati, febbrili occhi, cupidi di desiderio
guatano nell’altro se stessi, ritrovandosi… E
così come cani famelici l’un l’altro divoriamo,
cercando all’agognato ingresso giungere prima
e poi… una volta raggiunto l’estremo diletto,
concedere all’altro pari il trattamento.
Doniamoci così senza pensieri, senza pudori,
[senza più freni.



Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…