
l’uomo che ho aspettato per anni,
l’uomo silenzioso come il volo
di un rapace notturno,
l’uomo che ha il respiro
di una piccola farfalla bianca,
l’uomo nello specchio
che sfiora la mia bocca con il fiato,
l’uomo che fa rotolare le palline di canfora
nei vecchi armadi,
l’uomo alla fine della strada’-
L’ho incontrato stanotte,
lo incontro sempre,
nell’atmosfera ambrata di un bar,
quando le coppe,
curve come dita che chiamano,
scintillano stanche
nelle nostre mani.
Quando il ghiaccio si incrina
e sto per cadere
lui spalanca su di me gli occhi
senza pupille.
Per anni mi ha atteso:
ora dice che voleva solo
riportarmi a casa.
Balliamo il valzer nella strada,
come la morte e la fanciulla,
mentre il suo fiato scrive
parole di nebbia
sul vetro delle mie guance.
Mi avvolgo intorno a lui,
morbida
come l’oscurità.
Respiro la mia paura nella sua bocca
per farlo diventare vero.



Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie
Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..