(continua)
Claudia gli aprì la porta.
– Ivo, bello. Entra su.
Si sedettero nel salotto.
– Devo spiegarti alcune cose. Vedi La persona con cui starai per te non ha un nome e se la incontri per strada o altrove, fingi di non averla mai vista. Il vostro sarà un incontro segreto e neppure tu devi dirgli il tuo nome; magari digli un nome falso.
– E’ una cosa molto segreta?
– Si, molto. Vedi lui è sposato ed è una persona molto importante. Gli piace sottomettere i maschietti. Non è molto alto ma ha un cazzo molto bello; lo so perché ci conoscemmo quando ha scopato con me. Tu non pensare alla persona, pensa al suo cazzo. Pensa a dargli piacere. Vedi, io capisco che per te è la prima volta che lo fai con uno sconosciuto, temevo che tu non venissi, ma non preoccuparti, io ti starò vicina per guidarti.
– Sarai presente?
– Si. Ti imbarazza? Lo abbiamo già fatto con Giulio, è la stessa cosa. Vedi, tu non ti sei ancora accettato per come sei, ma ti piace il cazzo. Vienimi più vicino, voglio capire una cosa.
Ivo le si avvicinò e lei sulla maglietta gli prese in mano i capezzoli e li muoveva e li tirava lievemente; ed ad un certo punto lo toccò sulla patta.
– Ti eccita, vero? Vedi, cominci ad avere una reazione di tipo femminile sui capezzoli. Tu sei portato per questo tipo di amore. Giulio ti ha fatto nascere il desiderio di sentirti un pò femmina quando lo fai, vero? Ti piacciono ancora le donne?
– Beh, si, certo.
– Allora dopo scoperai con me, a me piacciono molto i ragazzi. Però con lui fallo senza inibizioni, senza vergogna. Fagli e fagli fare quello che vuoi ed incoraggialo con le parole.
– Come un puttana, dici?
– Si, ma che male c’è a dirlo? Se ti fai chiavare da lui mettici passione, sentiti femmina e cerca il suo piacere.
– Claudia, tu organizzi questi incontri per soldi?
– Si, piccolo, per me e per te. Non puoi sapere quanti uomini vorrebbero farlo.
Quell’uomo era di statura un po’ bassa, aveva un viso simpatico e si vedeva che scoppiava di salute.
– E’ questo il ragazzo? – chiese a Claudia- Dai spoglialo, voglio vederlo tutto. Hai mai baciato un uomo? – chiese a lui.
– Si – disse Ivo – uno solo. Tu saresti il secondo.
L’uomo lo prese, lo strinse sui fianchi e lo baciò in bocca.
– Rispondi al suo bacio – gli sussurrò Claudia, che prese la sua mano la portò sulla patta di quell’uomo.
Ivo rispose al suo bacio, continuò succhiandogli il labbro inferiore e gli carezzava il cazzo sui pantaloni mentre Claudia cominciava a sbottonargli i jeans. L’uomo si spogliò rapidamente ed Ivo vide il suo cazzo; era grosso, moscio gli arrivava a metà coscia ed era grosso, molto grosso di diametro. Oramai erano nudi e l’uomo gli mise il cazzo tra le cosce.
– Ti piace? – chiese
– E’ bello – disse Ivo – ma è molto grosso, mi farai male con questo.
– Dovrai prenderlo tutto. Lo vuoi?
– Sì, ma fallo lentamente, fammelo sentire tutto lentamente. Non importa se mi farai male, ma già così mi fai sentire femmina.
– Bravo – disse l’uomo – mi piace quello che hai detto. Prendilo un po’ in bocca, ti farà venire più voglia.
Claudia lo prese per mano e lo fece distendere sul letto; poi spinse Ivo a prenderlo in bocca.
– Non è bello così? – sussurrò ad Ivo – Ti piace? ..beh, da come lo succhi credo che ti abbia incantato.
Ivo sentì il fresco del gel che Claudia gli stava passando tra le natiche, sull’ano e dentro l’ano. Poi lo fece mettere in ginocchio sul letto, piegato con le spalle che toccavano il materasso.
– Avanti – disse all’uomo – lui vuol farsi chiavare da te, gli sei piaciuto.
L’uomo passò il glande fra le natiche e lo muoveva in verticale sull’ano mentre Claudia teneva aperte le natiche di Ivo. Poi poggiò il glande sull’ano e cominciò a premere leggermente; poi aumentò la forza della pressione premendo forte sull’ano e tenendo Ivo per i fianchi. Voleva dilatare l’ano per far entrare il glande e spinse forte.
– Mi fai male – disse Ivo lamentandosi
– Spingi – gli disse Claudia – aprigli il culo. Lo deve prendere tutto. Spingi, lui adesso è la tua troia. – Poi disse ad Ivo – Spingiti anche tu sul suo cazzo; lo devi prendere tutto, fatti chiavare da lui e diglielo che vuoi essere chiavato.
Il glande era entrato, Ivo si era lamentato per il dolore; la grandezza del glande aveva dilatato troppo lo sfintere anale che si era lacerato un poco. L’uomo era eccitatissimo e cominciò a spingere mentre Ivo sentiva la sua carne che veniva forzata e si dilatava. Poi l’uomo cominciò a chiavarlo, di forza, spingendoglielo tutto nel corpo.
– Vienimi dentro – gli disse Ivo – Voglio sentirti godere nel mio corpo.
L’uomo lo stava chiavando ed Ivo cominciò a spingersi anche lui contro il cazzo.
– Bravo, così – diceva l’uomo – hai un bel culo stretto e sento che ti sta piacendo fartelo mettere tutto. – Allora cominciò a tirarlo fuori per sentire ancora la dilatazione dell’ano, poi lo spingeva fino in fondo e poi dava colpi molto forti che Ivo sentiva nella pancia. L’uomo sudava per questo gioco di estrarre il cazzo e poi spingerlo di forza fino in fondo, e stava venendo, Ivo lo sentiva dal fatto che i colpi diventavano sempre più forti e violenti. Alla fine gli venne nel culo e lo trattene per godersi l’orgasmo. Aspettò di perdere l’erezione e lo tirò fuori. Ivo sentì il suo sperma che gli colava dall’ano sulle cosce.
– Ti è piaciuto? – gli chiese Claudia – Un bel cazzo, vero?
– Beh, si, bello davvero, ma mi fa male la ferita. A te cosa ha detto?
– A lui è piaciuto tantissimo, vuole rivederti. Te l’ho detto, Ivo, tu hai la vocazione per queste cose. Ti riesce così bene farti chiavare perché ti piace moltissimo. Io e te faremo molte cose se tu accetti questi incontri. Non ti piace sentirti un po’ puttana? Sei una bella puttanella, bravissima.
– Io non sono venuto però.
– Lo so, ma adesso ti faccio venire io, nella mia fica. E poi c’è un premio per te e per me.
Scopò con Claudia, in salotto, lei aveva la fica stretta e ad Ivo piacque molto; ma mentre la scopava sentiva anche il desiderio di avere ancora il cazzo di quell’uomo nel corpo.
– Si, Ivo, oggi pomeriggio – disse Claudia – Saranno in due, pensi di farcela?
– In due…insieme?
– Si. Vedrai che ti piacerà moltissimo. Vengono da fuori, non sono di questa città. Dai, Ivo, che ce la fai benissimo.
– Tu sarai presente?
– Si, vogliono anche la donna e dovrò farmi fare anch’io.
– (continua)



Stupendo quando lo continui con la 3°parte Ti lascio la mail se mi vuoi contattare apaperina758G@yahoo.com
Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie