Chiamammo Daniele la settimana successiva durante la quale avevamo scopato tutti i giorni mattino e sera ed una volta anche nei bagni di un centro commerciale a metà strada fra i nostri posti di lavoro dopo chiacchierate a sfondo sessuale su WA condite da foto fresche fatte nei bagni dei nostri uffici, Avevamo voglia di scoprire cosa avesse in serbo per noi.
Daniele non rispose alle nostre chiamate, dopo una settimana ulteriore in cui avevamo cominciato a pensare che non ne voleva più sapere di noi ecco un messaggio WA sul telefono di Lucia alle 23. Vengo a prendervi domani sera alle 21. Lucia con il vestito e le scarpe che vi avrò fatto recapitare e che troverete in portineria, Luigi con la gabbietta ed il plug anale medio. Quando arrivo controllerò, se c’è anche solo un tanga in più me ne vado e non mi vedrete mai più.
Eravamo iper eccitati e scopammo due volte con Luigi che prima di iniziare si mise la gabbietta, prese un vasetto di yoghurt bianco, una siringa senza ago ed andò nell’altra stanza chiedendomi di riempirmi ovunque nei buchi, sul viso e sul corpo per allenarsi perché aveva il sentore che Daniele gli avrebbe fatto fare qualcosa del genere ma con tanta sborra vera. Feci un lavoro accurato, quando dissi di entrare a Luigi i miei buchi colavano abbondante cremona bianca mista ai miei umori dato che nel prepararmi mi ero eccitata da morire. Il viso era una maschera di schizzi fatti con la siringa e le tettone un po’ a schizzo ed un po’ impiastricciate dato che ne avevo colato un po’ per spalmarmelo. Il vasetto era stato usato tutto.
Vidi gli occhi di Luigi scintillare entrando era proprio quello che voleva e mi domandai se non avrebbe potuto bastare quel surrogato. Daniele era un ottimo scopatore anzi probabilmente il migliore con cui ero andata ma, oltre a trattarci da schiavi, ci prospettava una serata fuori di casa alla sua mercè.
Quando Luigi stava per iniziare a pulirmi gli chiesi se si era messo il plug, non lo aveva fatto ed allora decisi di giocare la parte della dominatrice. Mi ero messa anche le scarpe con un tacco 12 a stiletto.
Gli ordinai di inginocchiarsi, intanto la cremona bianca mi clava sulle cosce dando un effetto ancora più da maiala. Presi un collare ed un guinzaglio dall’armadio (ne avevamo presi in passato per dei giochini) lo misi a Luigi e, fattolo mettere a 4 zampe lo portai in giro per la casa. Ogni volta che qualche goccia cascava per terra gli ordinavo di pulire leccando con la lingua riscontrando in lui una docilità felice.
Poi tornammo in camera, presi il plug medio e del gel, ordinai a Luigi di mettersi con il culo in aria, spalmai il dildo ed il suo buco con il gel infilando 3 dita nel suo buco per ungerlo bene anche all’interno. Il plug entrò in un attimo, il suo culo era ben dilatato e dalla gabbietta colava la sua voglia di sesso.
Poi finalmente mi sdraiai con un cuscino sotto la schiena e lo feci cominciare dal culo a ripulirmi. Ci vollero 10 minuti durante i quali insultai mio marito dandogli del cornuto, dicendogli che tutta quella sborra me la avevano data 3 bei maschioni e che lui era un frocetto con cazzo minuscolo non degno di una porcona quale ero io. Lo sentivo trasalire ed ogni tanto con il tacco a spillo lo pungolavo nelle parti intime ricevendo un riscontro sonoro in gemiti.
Quando ebbe finito lo feci sdraiare per terra tenendolo per il guinzaglio, e gli schiacciai le palle con il tacco a stiletto d’acciaio della scarpa. Sentii i suoi gemiti di dolore e piacere misti ed insistetti ma mi fermai perché avevo voglia di scopare.
Presi la chiave della gabbietta e lo liberai.
Il suo cazzo fradicio di liquido seminale si alzò subito, mi calai immediatamente su di lui. Ero fradicia e sporca di yoghurt. Entrò praticamente tutto e lo montai salendo e scendendo mentre lui mi dava della vacca e mi stritolava le tette strizzando i capezzoli. Venimmo entrambi dopo 5 minuti restando con la voglia di scopare. Il suo uccello restò dritto e facemmo sesso per un’ora durante la quale mi prese in tutti i buchi in alcuni passaggi aiutato da un dildo piantato in quello che non stava riempiendo lui.
Quando fummo venuti entrambi crollammo esausti sul letto.
Presentai i miei dubbi a Luigi che mi diede ragione ma mi fece anche notare che era curioso e che probabilmente lo ero pure io e che se qualcosa non ci fosse andato a genio avremmo potuto interrompere ed andarcene. Daniele non ci aveva mai costretto a fare qualcosa con la forza ma ci aveva indotto a fare porcate con la psicologia ed era quello sicuramente il suo punto forte oltre al cazzo da vero stallone.
La sera dopo alle 21 suonò il citofono, eravamo pronti, il vestito, se così si poteva chiamarlo, era inesistente, due fasce una anteriore ed una posteriore, unite da cordini di metallo molli ed elastici sui lati, uno di quelli da pochi euro sui siti cinesi. La schiena era di tulle completamente trasparente e la scolatura anteriore copriva a stento i capezzoli date le mie tette della 4 misura che lo riempivano molto.
Le scarpe erano dei sandaletti rossi con cintutino alla caviglia, senza plateau ed un tacco sottile altissimo, facevo fatica a camminarci.
Quando Daniele entrò mi diede una rapida occhiata, era impossibile, con quel “vestito” addosso indossare altro senza che non ce se ne accorgesse al primo sguardo. Luigi invece lo fece spogliare e verificato che non indossasse intimo lo fece mettere a pecora, chiese il gel lubrificante ed estrasse da una tasca un altro plug più grosso.
“Ora ti metterò questo” Luigi fece segno di sì con la testa allora estrasse quello che aveva nell’ano, unse quello nuovo e lo fece scivolare dentro con un colpo secco strappandogli un gridolino di dolore.
“Non preoccuparti, sei abbastanza sfondato da sopportarlo, rimettiti i pantaloncini ed andiamo. Prenderemo la vostra macchina”.
Scendemmo ai box Luigi si mise alla guida mentre Daniele mi palpeggiava il culo.
Saliti in auto Daniele disse a Luigi di dirigersi al parcheggio di un supermercato che era dall’altra parte della città. Ne avevamo letto sui giornali come di un posto che la sera diventava ritrovo di coppiette e guardoni. Avevano provato a chiuderlo ma senza successo. Per cercare di disincentivare il tutto la polizia passava un paio di volte la settimana ed erano state elevate contravvenzioni a coppiette che si erano fatte beccare.
Luigi obbedì e si mise alla guida anche se la cosa ci inquietava un po’, già quello che stavamo andando a fare non ci lasciava tranquilli nel farle in pubblico anche se il senso del proibito aumentava il livello di eccitazione.
Intanto Daniele mi aveva messo la lingua in bocca ed iniziato a sgillettare mentre io mettevo le mani sul suo pacco già bello gonfio. Nel giro di poco il vestito, già striminzito del suo, era diventato poco più di una cintura, Daniele mi aveva succhiato i capezzoli, ficcato due dita in figa, peraltro fradicia ed iniziato a titillare l’ano. Quando fummo nei pressi del parcheggio Daniele si interruppe per dare istruzioni a Luigi di dove parcheggiare. C’erano una ventina di auto ed intorno a qualcuna si intravedevano delle sagome che guardavano dentro i finestrini peraltro mi sembrava in parte abbassati data la stagione calda.
Quando fummo fermi Daniele disse a Luigi di bloccare le portiere “per il momento”. Mi si gelò il sangue e sperai che mio marito non le avrebbe aperte anche se Daniele lo avesse chiesto. Mi fece appoggiare con la schiena sulla portiera interna dalla mia parte, si abbassò ed iniziò a leccarmi. Persi subito il controllo. Daniele oltre ad essere molto dotato fisicamente era anche sicuramente espertissimo. Inizia a mugolare come una cagna in calore e vidi che mio marito si era girato per gustasi la scena.
D. “guarda quella vacca di tua moglie come gode, fa la preziosa poi si fa portare in un parcheggio pieno di coppiette e guardoni e sbraca subito. Stasera si divertirà tanto e credo che anche tu avrai difficoltà a restare lucido nonostante la gabbietta di costrizione”.
Intanto aveva sfoderato il suo scettro già completamente in tiro e sostituito la lingua infilandolo senza alcuna delicatezza ma senza nessuna fatica, dentro la figa.
Mi sbatteva come un ossesso con colpi potenti che mi spingevano ogni volta verso la portiera, forse era per quello che aveva detto di bloccarla. Poi dop 5 minuti buoni uscì e mi fece mettere a pecora.
D. “cornuto aprì il finestrino dal lato di tua moglie che fa caldo e così il pubblico può godersi meglio lo spettacolo”.
Si erano infatti messi davanti al finestrino tre guardon. Erano fra i 50 ed i 70 anni, tutti con un po’ di pancia e con i cazzi in mano e se li menavano guardando Daniele fottermi.
Mi trovai così tre cazzi davanti alla faccia e le mani degli uomini si insinuarono in macchina a palpeggiarmi le tette. Erano grezzi, poco delicati e mi strapazzavano i seni dandomi ulteriore piacere. Io resistevo e pur avendo i loro cazzi a pochi centimetri dalla faccia tenevo la bocca chiusa anche mentre gemevo ma non so per quanto avrei ancora resistito.
Daniele intanto si godeva la scena sculacciandomi, Luigi era in trance, non faceva nulla fino a che Daniele parlò dicendogli
D. “Luigi togliti i pantaloni, vai vicino ai guardoni e fai vedere loro quanto sei cornuto e sottomesso con la gabbietta”.
Luigi ebbe un attimo di esitazione.
D. “muoviti, ti ho dato un ordine, se non obbedisci subito smetto di scoparti la moglie e vi porto via e sarà l’ultima volta che mi vedrete.
Luigi allora obbedì diventando tutto rosso.
I guardoni vennero un po’ distratti e lo presero in giro pesantemente dicendogli che con una moglie così vacca era meglio se la avesse lasciata a loro visto che era incapace di soddisfarla. Lo dicevano ridevano e continuavano a palparmi. E Luigi non reagiva minimamente.
Io intanto in questo marasma sfornavo orgasmi a ripetizione, furono tre prima che sentissi il cazzo di Daniele gonfiarsi. Lo estrasse e mi riempì la schiena di sborra. Quando ebbe finito ordinò a Luigi di sbloccare le portiere e mi spinse giù dall’auto.
D. “tu troia inginocchiati che questi gentiluomini ti faranno un bel regalo!”
Obbedii ed i tre, segandosi mi riempirono di sperma faccia tette capelli pancia, non erano schizzi potenti ma molto ricchi, mi trovai ricoperta nel giro di un minuto. I tre quando ebbero finito rimisero i loro cazzi nei pantaloni e se ne andarono.
Daniele quindi disse: “possiamo andare, adesso vi riporto a casa, guido io e tu cornuto vedi di ripulire quello sborratoio di tua moglie, inizia subito dalla schiena e dalla mia sborra poi passagliela così la può gustare per bene e può sedersi”.
Luigi ci mise meno di un minuto, tolse tutti gli schizzi di Daniele che controllava che il lavoro fosse fatto per bene e quando secondo lui fui pulita dietro diede il via libera per salire in auto.
Luigi mi baciò sulla bocca passandomi parte della sborra di Daniele che si complimentò per come aveva capito bene la lezione. Quindi Luigi iniziò a leccarmi con concupiscenza il volto il seno e la pancia. Eravamo talmente presi dalla cosa che ci accorgemmo di essere arrivati a casa solo quando sentimmo la portiera del guidatore chiudersi. Daniele aveva parcheggiato nel garage aprendolo con il telecomando e se ne era andato.
Mi tirai su il vestito per coprire almeno in parte il mio corpo e prima che Luigi si rimettesse i pantaloni lo liberai dato che avevo la chiave della gabbietta. Togliergli l’arnese e due carezze furono sufficienti per farlo venire. Lo presi in bocca mentre eiaculava e mi scaricò in gola un grande quantitativo di sborra. Mentre salivamo in ascensore verso casa senza dire nulla lo baciai passandogli parte del suo sperma mescolandolo con quello degli altri uomini che quella sera mi avevano usata per svuotarsi le palle.
Ci infilammo nella doccia poi, una volta a letto, facemmo l’amore con dolcezza e complicità senza parlare dell’accaduto consci entrambi che avevamo passato un altro limite e curiosi di sapere cosa avrebbe escogitato Daniele per la prossima volta.



Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…
Ciao Ruben, ho delle novità importanti da dirti, ma nn riesco più a mandarti email... scrivimi tu per favore a…