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La paura di essere giudicati e la causa principale che frena i nostri istinti. Tutti vogliamo essere accettati come delle belle e brave persone. Questo atteggiamento ci porta spesso a mostrare la parte meno vera di noi stessi. La complessità sta nel fatto che io mi comporti da troia o che sono una troia. Il comportamento è volenteroso, l’esserlo e consapevolezza. La consapevolezza di mettere a rischio le persone a me care. Mio marito, i miei figli. Tutta la vita che mi sono costruita. Sto mettendo tutto a rischio per fare la troia di cantina. La cosa peggiore non è quello che mi è successo, ma che la cosa inizia a piacermi. Se non mi fermo ora ho paura che non ci sarà ritorno.

Tornata a casa andai a sdraiarmi. Crollai subito incurante di non essermi pulita. Dormì un paio d’ore e al mio risveglio mi sentivo frastornata. Andai a lavarmi e poi preparai un dolce. Una volta raffreddato ne portai un bel pezzo alla signora Maria.
Lei mi fece accomodare e mi preparò un caffè. Mi disse che quella notte fece un sogno strano. Saranno stati i discorsi del giorno prima e il sogno le era piaciuto. Tentai di spiegarsi meglio, ma lei disse solo che aveva passato un bel momento col marito. Proprio in quel momento arrivò Giacomo che rimase di stucco nel vederci insieme a prendere il caffè e chiacchierare.
Lo guardai e poi gli chiesi se aveva molto da fare in cantina e se aveva risolto con l’elettricità. Abbadando lo sguardo iniziò a blaterare di acqua e poi di fili vecchi che prendono umidità.
Dopo si girò e disse che andava a lavarsi le mani.
Grazie del caffè Maria e a domani. Andiamo a fare shopping. Poi le sussurrai. Non si limiti a sognare…..e me ne andai.

Rientra nuovamente inviai un messaggio ad Angelica. Domani shopping con la signora Maria. Sei dei nostri? Dopo qualche istante ricevetti un pollice all’insù e una faccina con una linguaccia. Lo presi per un si. Subito dopo arrivò un altro messaggio che diceva. Ieri ho discusso con tuo fratello. Dice che faccio sempre battute fuori luogo. Tu ne sai qualcosa.
Risposi di no, mentre sghignazzavo.
Dopo la discussione mi ha pure sculacciata.
Ora mi fa male il sedere, però mi è anche piaciuto in parte.
Io ti avrei fatto di peggio, pensai.
Presi a scrollare vari siti di moda in cerca di outfit perfetti per la signora Maria anche dell’intimo. Ovviamente un look più audace ma non volgare.
Iniziai ad immaginarmi come fosse la signora Maria. Aveva ancora un bel corpo. Forme ben evidenziate. Un seno voluminoso, sarà stata una quarta abbondante e un sedere niente male nonostante l’età. Iniziai ad accarezzarmi le tette. Io avevo una terza piena e ancora bella soda. Poi mi stuzzicai i capezzoli che diventarono subito duri. Mi stavo eccitando da sola. No che non l’abbiamo mai fatto prima, ma mai pensando a una donna. Immaginavo il suo corpo, come toccavo il suo seno e come le baciasse il mio. Mi stavo bagnando. Scesi giù e iniziai a massaggiarmi la fica. L’avevo fatto più volte in assenza di Ludovico, ma questa volta era diverso. Era più delicato. Anche se era auto immaginazione era sempre una donna a fare sesso con me. Immaginavo che mi leccasse e spingesse la lingua nella mia fica. Non sono mai stata lesbica ne avuto tendenze ma quella sensazione mi dava piacere. Era diverso che essere violata da un uomo. Quando raggiunsi l’orgasmo anche egli era diverso. Lento, lungo e meno violento. Rimasi distesa sul divano a riflettere. Non bastava il marito a scoparmi. Ora mi immagino di essere scopata pure dalla moglie.

Giggio_30

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