La versione “vista da lui” la trovate
Lucrezio è un uomo prestante, un bel fisico con un gran bel culo. E’ un collega di mio marito Michele ed è sposato con Martina. Loro due si sono uniti alla nostra compagnia “storica” delle superiori dopo che Lucrezio è venuto a lavorare nella nostra città nell’azienda dove lavora anche mio marito.
Rispetto agli altri uomini Lucrezio ha una attenzione più spiccata a quello che le donne dicono, ha una specie di empatia. Non mi dispiace come uomo ma non mi fa bollire il sangue. Apprezzo però la sua compagnia proprio perché sa ascoltare ed unisce spesso i punti di vista dei due sessi.
Mi sono accorta invece che io probabilmente gli faccio venire pensieri torbidi e la cosa mi fa molto piacere. Si sono un po’ bastarda ma avere ascendente sugli uomini è una sensazione piacevole. Sapere che vorrebbero venire a letto con te mi fa eccitare anche se non per quella persona in particolare. Aggiungiamoci che sono esibizionista e che di tanto in tanto pratico il nudismo per cui provocare gli uomini è una pratica che mi piace non poco. Io sono piccolina (non arrivo al metro e sessanta) e da sempre per questo motivo ho amato i tacchi alti che porto con disinvoltura anche i più estremi. Mi rendo conto che quando porto un tacco 12 a stiletto gli sguardi degli uomini mi seguono con voluttà e la cosa, come dicevo prima, mi eccita n genere..
Con il passare del tempo sono entrata in confidenza con Martina e lei, che è molto diversa come carattere da me, mi ha confessato che Lucrezio è fortemente attratto da me. La ho rassicurata che non ho alcuna intenzione di farmelo e lei per tutta risposta mi ha detto se avevo voglia di provocarlo un pochino.
Mi ha confessato che lui ama da morire il tacco alto che lei non porta anche per problemi ad un ginocchio e che gli piacciono le mise un po’ “troiesche” con calze tacchi alti e vestiti che coprono poco e svelano tanto. Mise che io indosso di tanto in tanto non per andare al lavoro ma per il tempo libero. In particolare miniabiti ecc li metto quando usciamo il sabato sera. Sia perché mi piace sentire gli sguardi degli uomini su di me sia perché Michele, mio marito, ama guardare gli altri uomini sbavare. In genere quando torniamo a casa scopiamo come forsennati commentando quello che gli uomini vorrebbero ma non possono farmi.
Come dicevo pocanzi Martina mi ha chiesto di provocarlo un poco perché un po’ stufa di sentire le sue richieste, in particolare a Lucrezio piacerebbe andare per negozi a fare shopping con sua moglie che invece odia questa attività e compra spesso online ciò che indossa. A me invece piace andare per negozi e provare i capi e mi piace farlo insieme a qualcuno ma Michele non ama e devo ripiegare su qualche amica.
Alla richiesta di Martina allora ho risposto che avremmo potuto prendere due piccioni con una fava. Se fosse venuto fuori per caso della mia passione per lo shopping, sicuramente Lucrezio si sarebbe offerto e se non lo avesse fatto ci avrebbe pensato Martina a farlo offrire.
Fu così che il sabato sera successivo al discorso che avevo fatto con Martina, “casualmente” il discorso finì sullo shopping e Lucrezio ci cascò dentro con tutti e due i piedi.
Io avrei potuto fare shopping con un uomo avendo anche il punto di vista maschile, avrei potuto provocarlo e di contro Martina avrebbe alleggerito le richieste di Lucrezio ed avrebbe avuto la prova che anche se provocato non ci avrebbe provato.
Dopo la gentile offerta di Lucrezio, il sabato successivo si presentò a casa mia a prendermi, gli dissi di andare ad un centro commerciale distante pochi chilometri.
Per l’occasione avevo indossato un vestitino blu abbastanza attillato che metteva in evidenza il mio seno florido e che arrivava poche dita sopra il ginocchio. Il vestito era dotato di una fila di bottoni che lo chiudevano da cima a fondo. Aprirli opportunamente consentiva di dosare il livello di provocazione che avrei potuto fare a Lucrezio. Completava il mio look un paio di scarpe rigorosamente con il tacco alto ma comodo visto che avrei camminato un po’ durante la sessione di shopping, un paio di autoreggenti nere velate ed un completino tanga e reggiseno di pizzo nero. Ero pronta per far eccitare il povero Lucrezio.
Mandai un paio di fotografie a Martina senza e con il vestito aperto ad hoc chiedendole fin dove voleva che osassi. Mi rispose di spingermi il più avanti possibile, sapendo che sono naturista le chiesi se potevo anche mostrargli la patatina e lei rispose con un bel pollice in su. Mi si prospettava un pomeriggio veramente interessante e divertente: shopping e provocazione. Raccontai a Michele cosa stavo per fae ed il suo commento fu “povero Lucrezio, non sa in che ginepraio si sta infilando, prevedo che avrà il cazzo dritto tutto il tempo e che non combinerà un tubo”. Mi comunicò poi che lui invece avrebbe passato il sabato pomeriggio alla associazione di ferromodellisti a cui era iscritto.
Arrivati al centro commerciale per prima cosa portai un sacco di vestiti ad una lavanderia rapida in modo che al termine del pomeriggio avrei anche avuto il bucato lavato e stirato evitandomi il rompimento di scatole del ferro da stiro. Il primo negozio che visitammo fu uno di scarpe, selezionai tre paia di scarpe importanti, Il negozio aveva iniziato i saldi da un po’ ma la mia misura la trovavo sempre avendo un 35. Le scarpe che per capodanno erano state invendute erano al 50% di saldo occasione ottima. Selezionai tre paia uno nero con gli strass, chiusa ma spuntata e legaccio alla caviglia, una dorata ed una rossa.
Stava per cominciare la parte più divertente. Chiesi a Lucrezio di aiutarmi ad indossarle. Lui fu gentilissimo e notai già il bozzo in mezzo alle sue gambe. Il solo pensiero di arrivare a una spanna dalla mia patata già gli aveva procurato una feroce erezione. Si inginocchiò davanti a me ed io allargai le gambe con nonchalance come per aiutarlo e la faccia che fece quando si accorse che indossavo delle autoreggenti non ha prezzo. Credo che avrebbe potuto svenire lì. Decisi di non esagerare, chiusi le gambe e mi alzai facendo due passi. La scena si ripeté per le altre due paia ed ogni volta indugiavo un po’ di più aprendo e mantenendo aperte le cosce in modo che lui sentisse il mio profumo. Devo confessare che la cosa mi eccitò da morire, non per Lucrezio in particolare ma per l’idea di un uomo che sbavava li davanti a me. Chiesi a Lucrezio cosa mi suggeriva e gli piaceva di più lui mi suggerì quelle nere per occasioni formali e quelle rosse per momenti più forti. Gli risposi che si capiva che gli piacevano guardandogli il pacco e facendogli l’occhiolino e passandomi la lingua sulle labbra. Forse stavo esagerando ma Martina non mi aveva dato limiti. L’eccitazione cresceva in me e tornata a casa Michele non avrebbe avuto scampo. Mi recai alla cassa e comprai le scarpe nere e quelle rosse quindi ci indirizzammo ad un negozio di maglieria. Presi due maglie le provai ma non mi convincevano. Per provarle mi ero tolta il vestito restando con reggiseno mutandone e autoreggenti. Le passai a Lucrezio chiedendogli di riportarle dove le avevamo prese mentre io mi rimettevo il vestito e cercavo altro. Ovviamente furono piacevoli i pochi secondi in cui ero mezza nuda dentro il camerino con lui che mi guardava senza riuscire a togliermi gli occhi di dosso da seno e gambe.
Mi infilai velocemente il vestito e recuperai un abitino di maglina nero molto piccolo, non ero sicura di poterlo mettere per uscire con le autoreggenti da quanto era corto. Lo infilo e per vedere l’effetto finale indosso anche le scarpe rosse appena prese. Mi guardo allo specchio e mi dico che se fossi un uomo ci proverei. Intanto Lucrezio è tornato e mi sta guardando dallo spiraglio. Chissà da quanto è li. L’abito arriva appena sotto la balza delle autoreggenti. Lo metterò un sabato ma con un collant aperto in modo da non dare eccessivo scandalo ma al tempo stesso fare eccitare gli uomini e soprattutto mio marito.
Apro di colpo la tenda ottenendo uno sguardo di approvazione e vado avanti con la provocazione chiedendo a Lucrezio se secondo lui con questa mise mio marito tornando dal pomeriggio coi trenini avrebbe deciso di cambiare giocattolo. Lui approva mi dice che se fosse lui non ci sarebbero dubbi ma che Michele è abituato a tanto ben di Dio per cui non può rispondere. Il sottointeso è chiaro, se non funziona con lui fai un fischio che con me vai sul sicuro. Non è che ci stia provando ma non è nemmeno distaccato. Tutto sommato ci sta, mi rendo conto che è eccitato ed ho fatto di tutto per spingerlo in là oltre ogni limite ragionevole. Non ha allungato le mani nonostante i segnali abbastanza forti e questo è sintomo, per me, di un grande autocontrollo. Non abbiamo ancora finito in quel negozio, gli indico uno scaffale e gli chiedo di portarmi un paio di jeans della taglia più piccola. Non ho voglia di rimettermi il vestito azzurro per poi togliermelo di nuovo. Lui va, prende quanto richiesto e me lo porta. Io nel frattempo, sempre lasciando la tenda leggermente socchiusa mi sono tolta il miniabito restando con l’intimo. Indosso i jeans e l’abito azzurro tirato su, mi metto le scarpe nere che mi slanciano e mi rimiro per 5 minuti buoni oscillando su quei tacchi poi decido che non sono convinta. Gli rendo i jeans chiedendo di metterli a posto e mi avvio alla cassa per pagare. Lì incontro una amica a cui dico, quando arriva, che Lucrezio è il mio personal shopper poi andiamo a prenderci un caffè. Appena finito gli chiedo di portare in auto le buste così ci potremo muovere meglio dopo. Quando torna mi trova con un mio ex che mi saluta. Decido di alzare ancora il tiro e gli dico che è un grande scopatore con un membro di notevoli dimensioni ma che lo avevo lasciato perché a parte quello non si riusciva a parlare, scopavamo e basta.
Andiamo poi per l’intimo, nel primo negozio non trovo nulla nel secondo un completino verde smeraldo ridotto e pieno di trasparenze. Mi rapisce e lo prendo poi ci aggiungo uno slip ed un reggiseno più normali seppure ridotti.
Abbiamo finito lo shopping ma voglio alzare ancora il tiro. Quando arriviamo davanti ai bagni m fermo entro e mi tolgo il tanga mettendolo in borsetta poi esco con un paio di bottoni slacciati in più. Camminando sono al pelo, i passi troppo lunghi metterebbero in mostra la pelle sopra la balza per cui cammino molto tranquilla.
Salendo in auto Lucrezio è un perfetto gentiluomo e mi apre la portiera, lo premio con una sgambata ampia. Non so se sia riuscito a vedere la mia passera ma sicuramente si è fatto un pieno della pelle sopra la calza.
Mentre lui fa il giro mi slaccio altri due bottoni, la forza di gravità tiene ancora il vestito a coprire la mia topina ma basterà un opportuno movimento per fargli vedere u po’ di zoccolo. Decido di giocarmi la carta al momento opportuno. Intanto la pelle sopra la calza è scoperta.
Guida distraendosi spesso verso le mie cosce apro un altro bottone mentre siamo fermi al semaforo e scosto il tessuto, la mia passera è pienamente visibile. Vedo che diventa paonazzo.
Gli dico di non farsi idee strane ed invento la scusa poco plausibile che mi erano cadute un paio di gocce di pipì che mi ero pulita con un fazzolettino umidificato e che dovevo asciugarla all’aria.
Quando siamo vicini a casa mia riallaccio tutti i bottoni, Lucrezio si offre di portarmi su i pacchi visto che Michele non c’è per aiutarmi ma lo ringrazio e saluto.
Salgo in casa, indosso il vestitino nero appena preso e le scarpe rosse, sono eccitata e bagnatissima non vedo l’ora che Michele arrivi per farmi dare una bella ripassata. Nel frattempo telefono a Martina e la ragguaglio con tutti i dettagli poi arriva Michele che a sua volta vuole il resoconto. Siamo entrambi eccitati e per prima cosa mi solleva da terra e mi mette sul divano tuffandosi fra le mi cosce. Ho subito un orgasmo rapidissimo quindi gli prendo l’uccello, lo scappello e lo lecco per bene partendo dalle palle. Ho proprio bisogno di una buina dose di cazzo. Michele mi dà della bastarda per come ho fatto impazzire Lucrezio e mi chiede se mi sarebbe piaciuto andasse oltre. So che la cosa fa sclerare in modo piacevole Michele e gli dico che mi sarebbe piaciuto fosse lì in quel momento per farmi prendere con lui in una doppia. Michele mi toglie l’uccello dalla bocca, mi mette a pecorina e inizia a pomparmi e sculacciarmi dandomi della vacca poi me lo ficca anche nel culo dopo averlo lubrificato e mi inonda l’intestino di sperma. Ma abbiamo ancora voglia tutti e due. Andiamo avanti un paio d’ore al termine del quale siamo soddisfatti e stravolti.
“Siamo in ritardo per uscire con gli amici” dico a Michele.
“Ci facciamo dire dove sono andati e li raggiungiamo”.
Facciamo proprio così, quando arriviamo i segni sui nostri volti sono inequivocabili. Le ragazze sono tutte carine, Martina in particolare che di solito è molto scialla nel vestire indossa un vestitino nero appena più lungo di quello che ho appena comprato, calze a rete ed un paio di scarpe tacco 12 che non è abituata a portare. Mi siedo vicino a lei e mi dice che sta tenendo Lucrezio sulla corda perché era arrivato a casa eccitatissimo ma non voleva che la scopasse pensando a me per cui lo ha messo in condizioni di desiderarla e, effettivamente, Lucrezio guarda sua moglie con occhi furbetti e desiderosi di prendersela. Noi abbiamo già dato ma credo che Lucrezio e Martina si divertiranno parecchio quella notte.



Stupendo quando lo continui con la 3°parte Ti lascio la mail se mi vuoi contattare apaperina758G@yahoo.com
Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie