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Frequentavamo la stessa compagnia di una decina di coppie ormai da più di due anni. Uscite il sabato sera, qualche gita fuori porta la domenica ed infine un paio di weekend in capitali europee.
Con Mia e Gianni però la simpatia era più forte che con gli altri, soprattutto fra Mia e Cristina, la mia compagna.
Gianni ed io invece andavamo d’accordo su quasi tutto, stesso campo di lavoro per cui capivamo bene problemi e finezze lavorative l’uno dell’altro, passione per l’informatica e la fotografia ed unica cosa che ci faceva “litigare” la squadra di calcio.
Mia e Cristina di calcio non si interessavano ma amavano entrambe la cucina ed i bonsai oltre a numerose altre attività.
Tutti e 4 volevamo trascorre le vacanze estive con un viaggio in USA, NY e poi i parchi e la costa ovest. Un classico ai tempi. Proponemmo anche agli altri ma, per vari motivi, nessun altro fu interessato ed a marzo iniziammo a pianificare ed organizzare con le prenotazioni del caso. NY 4 giorni poi volo verso Tucson, macchina prenotata e da li via alcuni dei parchi dell’ovest poi San Diego, Los Angeles per finire a San Francisco con il volo di ritorno verso l’Italia.
Devo dire che Mia, per il suo modo di fare, mi faceva eccitare parecchio, spigliata look sexy a gogo e tacchi alti che io amo particolarmente, Cristina invece è più misurata, non le manca nulla, a volte è sexy a volte infagottata, sa cucinare, discutere di quasi tutti gli argomenti con proprietà ed una innata curiosità per imparare cose nuove. Gianni, abituato alla spensieratezza di sua moglie era attirato dal carattere stabile della mia come io da quello pazzerello di Mia.
Il vivere quotidianamente vicini aumentò la nostra intimità ed iniziammo a fare battute e doppi sensi, anche Cristina, normalmente ingessata su questo tema, si lasciò andare.
Durante il viaggio facemmo tappa anche a Las Vegas, eravamo curiosi di vedere, pur sapendo benissimo del carrozzone che è, quella città. Arrivati alle 18 doccia in camera poi via per una serata trasgressiva. Ci eravamo dati come budget 100$ a testa da spendere nel gioco d’azzardo, li vedevamo come una cena od uno spettacolo, soldi a perdere a prescindere. Ci eravamo anche accordati che ognuno avrebbe giocato i suoi 100$ come voleva ma alla fine, se fosse avanzato qualcosa, lo avremmo messo nella cassa comune.
Iniziammo dalle slot machine ma nel giro di pochi minuti tutti e 4 avevamo dimezzato il nostro capitale. Decidemmo allora di passare alla roulette, Mia giocava i cavalli Cristina i colori al raddoppio mentre io e Gianni le dozzine.
Tranne Cristina che, con il raddoppio sui colori aveva ancora più o meno la cifra di partenza, tutti noi eravamo rimasti al verde. Cristina allora disse: “ormai sono rimasta solo io, vi propongo una cosa, è ora di cena poi avremo lo spettacolo, mettiamo tutto su un singolo numero e poi andiamo a mangiare, qualunque cosa accada”.
Eravamo tutti d’accordo ma quale numero scegliere? Mia propose di mettere il numero del giorno che eravamo partiti per il nostro viaggio, i 7 di agosto. Fu così che puntammo 95$ sul 7 e vincemmo. Ci guardammo negli occhi molto euforici ed andammo a cena. La cena e lo spettacolo furono innaffiati da tanto vino ed a un certo punto le nostre signore andarono in bagno.
Quando tornarono mi accorsi di uno sguardo sornione di Cristina e di Mia. Anziché sedersi di fianco ciascuna al proprio compagno, si scambiarono i posti ed iniziarono a fare le gattine strofinandosi addosso a noi. Gianni ed io ci guardammo negli occhi, durante la vacanza si era accennato e fatto battute su un ipotetico scambio di coppie da soli eravamo anche arrivati al punto che ci sarebbe piaciuto ognuno scopare la moglie dell’altro ma non avremmo immaginato che avrebbe potuto realizzarsi la cosa. Le nostre due camere erano comunicanti e Mia entrò nella sua stanza tenendomi per mano dopo che in ascensore, mi aveva ficcato la lingua in mano e carezzato abbondantemente il cazzo. Cristina, con mia grande sorpresa, aveva fatto anche di più sbattendo Gianni contro la parete dell’ascensore, pomiciandolo e carezzandolo senza ritegno ovunque.
Andammo quindi nelle stanze a coppie incrociate. Cosa successe nell’altra stanza non lo posso sapere nel dettaglio ma posso immaginarlo.
Per quello che mi riguarda Mia mi fece sedere sul letto mi abbassò i pantaloni ed iniziò a leccarmelo senza foga, iniziò dalle palle mentre con una mano lo segava lentamente. Poi risalì fino ad arrivare alla cappella.
Quando fu completamente eretto prese un profilattico e me lo fece calzare usando la bocca. Non mi era mai successo ed apprezzai la sua arte.
Quindi mi fece alzare e mi disse: “voglio la mia parte” mi inginocchiai davanti a lei scoprendo che non indossava slip.
Pensai che Cristina che quella sera si era messa in tiro con un abito notevolmente attillato e corto per i suoi standard, aveva indossato un perizoma nero di pizzo. Avevo sperato di usufruire io nel post serata ed invece lo avrebbe tolto Gianni alla mia signora. Ma non fu così.
M. “piaciuta la sorpresa?” mentre rispondevo affermativamente con la testa senza spostare la lingua dalla sua passera, la vidi gemere e estrarre qualcosa dalla borsetta, era il perizoma di mia moglie. Ognuna aveva tolto il proprio slip quando erano andate in bagno e se li erano scambiati nell’evidente intento di farci ringalluzzire ulteriormente.
Per me fu come una bomba, a Cristina avevo chiesto spesso di uscire o almeno togliersi lo slip mentre eravamo in giro per magari sgrillettarla in auto, era successo molto di rado con sodisfazione ed eccitazione reciproca e, proprio per questo, Cristina aveva detto che non lo voleva far diventare una abitudine.
E quella sera se lo era tolto per un altro, ero al tempo stesso geloso ed eccitato.
M. “Cristina allora è meno bacchettona di quello che pensavo, mi ha raccontato cosa avrebbe fatto con mio marito e mi sogno bagnata al racconto, non te lo dirò, se vuole te lo dirà lei però io non sarò da meno”.
Era troppo mi alzai, indossava ancora il vestito, peraltro corto, e le Luboutin con la suola rossa ed il tacco 12 a spillo. La sollevai di peso, la appoggiai su un mobile all’altezza giusta per scoparla in piedi e la infilai con due colpi facendola sobbalzare. Dall’altra stanza sentivo Cristina che non si tratteneva e questo dava nuova ed ulteriore energia alle mie pompate ma anche mi portò all’orgasmo abbastanza velocemente.
Però il mio cazzo da trentenne non si abbassò, tolsi il preservativo riempito e dopo aver messo Mia nel letto la leccai ancora un paio di minuti fino a portarla all’orgasmo.
Andammo avanti così per un paio di ore e due ulteriori orgasmi. Mi diede, si me lo diede lei calandosi sopra, il culo e mentre la pompavo pensai che nell’altra stanza anche Cristina si stava facendo sfondare e la cosa mi fece intostare ancora di più.
Quando fummo entrambi stanchi ci sdraiammo nel letto e dormimmo, senza abbracciarci senza smancerie, ognuno si era tolto uno sfizio, ero stanco per la giornata di viaggio per la serata particolare e per le due ore di sesso con una donna che non era mia moglie. L’ultima volta che avevo scopato con una donna diversa da Cristina era prima che la conoscessi e non era un ricordo particolarmente vivido segno di una scopata non certo memorabile.
Verso le 6 del mattino sentimmo bussare alla porta di comunicazione, Mia si alzò ed andò ad aprire, Gianni entrò ed io varcai la soglia nella direzione opposta chiudendomi la porta alle spalle.
Cristina dormiva nuda nel letto, il trucco sfatto, l’aria felice ma stravolta ed evidenti segni di sperma sul collo e sul seno. Quante volte era venuto Gianni? Come e in che buchi la aveva presa? Mi interessava veramente la cosa? Era gelosia o libidine?
Mi infilai nella doccia, la sveglia era per le 730 con l’idea di partire verso la California per le 9.
Venni raggiunto in doccia da mia moglie la quale mi insaponò la schiena con un dolce massaggio poi mi girai e la baciai e ci carezzammo dolcemente fino a scopare a pelle in modo molto delicato.
Quando uscimmo, dopo esserci asciugati, Cristina mi disse che non mi avrebbe detto nulla di ciò che aveva fatto e che con Mia erano d’accordo che lei avrebbe fatto lo stesso e mi chiedeva di non chiedere nulla a Gianni e non rivelargli nessun dettaglio.
Dissi di sì con la testa, ci vestimmo e facemmo colazione per partire in perfetto orario.
Le tappe successive ci videro ognuno dormire con il proprio coniuge come se la sera di trasgressione a Las Vegas non fosse mai avvenuta.
L’ultima sera del soggiorno decidemmo di andare in una steak house e mangiarci una bistecca con patatine. Nuovamente le due ragazze andarono in bagno a rifarsi il trucco e quando entrammo nell’ascensore dell’albergo per dirigerci nelle nostre camere la sorpresa fu enorme quando Mia e Cristina ci annunciarono che loro avrebbero dormito insieme. Non potemmo far altro che accettare, ogni tentativo di dissuaderle, per come le conoscevamo, sarebbe stato inutile.
Fu una notte insonne per me, fra l’eccitato ed il preoccupato, cosa sarebbe successo dopo la vacanza?
Nulla, la nostra vita riprese come al solito tranne che per un piccolo particolare, Mia e Cristina ogni due mesi se ne vanno da sole per spa per un weekend.

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