Le foglie si scrollano l’acqua di dosso.
I fiori alzano le corolle appesantite, le dirigono verso il sole, per scaldarsi e asciugarsi.
Sul ramo un pettirosso cinguetta. Chiama la compagna, che c’è del pane sul davanzale.
Le gocce della pioggia notturna sul selciato piano piano si asciugano ai raggi del primo sole.
Il mio corpo si risveglia, lentamente, con la prima brezza del mattino che lo lambisce entrando dalla finestra aperta.
La pelle si ricopre di montagnole mentre il brivido scorre dal piede nudo fino al collo.
A pancia in giù sulle lenzuola stropicciate, con i capelli sparsi sul cuscino, allungo la mano in cerca di qualcosa per coprirmi.
Il caldo e il sudore di ieri sera mi hanno impedito di indossare anche solo una maglietta.
L’unica cosa sul letto oltre a me sono i cuscini.
In mancanza d’altro, mi rannicchio in posizione fetale abbracciando il cuscino con tutto il corpo.
Perché non sei tu?



Un altro grande racconto, complimenti! Le sensazioni e le emozioni ne riesci a trasmettere sono veramente particolari ed intense. Ci…
Ti ringrazio per le belle parole e mi fa piacere che i racconti ti siano piaciuti. Si, ti confermo che…
Non so se è la fine, ma in caso mi mancheranno queste due sorelle meravigliose e le loro avventure. Grazie…
A quando una bella doppietta per le due amiche con i due cuck a godersi la scena delle mogli riempite…
Bello finalmente vedere qualcuno che inserisce una nera nel proprio racconto!