Da tanto tempo io e M. non abbiamo tanto tempo a disposizione per noi, tra i figli, il lavoro, gli impegni, finiamo sempre per trascurarci e litigare molto. Per la riccorrenza del nostro anniversario una coppia di amici si è proposta di tenerci i figli, organizzando un pigiama party da loro e consentendoci di rimanere soli.
Talmente disabituati ad uscire a cena, scelgo un ristorante sul lungomare in zona in città, senza allontanarci troppo, per evitare che telefonate di emergenza dei figli ci obblighino a fare corse per rientrare.
E’ sempre un piacere ammirarla mentre si prepara per le nostre serate, lo faccio di nascosto, sbirciando nella serratura, per scoprire cosa sta indossando, anche se non è mai facile vedere cosa sta mettende, ma solo intuire: calze velate nere con reggicalze, il perizoma a filo che a me tanto piace, un reggiseno molto aperto davanti ed un vestito, infine i suoi tacchi altissimi a spillo con suola rossa, e il suo splendido viso con un filo di trucco.
Arriviamo al ristorante, molto affollato per essere un venerdì qualunque, entriamo e ci guardiamo attorno, non riconoscendo visi familiari; il cameriere ci mostra il tavolo, da galantuomo tolgo il soprabito a M., e le porgo la sedia: le sue splendida gambe affusolate avvolte dal nylon nero delle calze non passano inoservate agli occhi del cameriere e neppure di alcuni commensali vicini.
Mi siedo anche io, diamo un’occhiata al menu, nel frattempo ci portano dei calici di prosecco per festeggiare il nostro anniversario in omaggio, e quelle bollicine cominciano già a dare brio a M. che non regge l’alcool, e in più di un’occasione lanciava sguardi al cameriere e lo provocava un po’ con il movimento delle gambe.
Terminata la cena, ci accingiamo ad alzarci dal tavolo e avviarci verso la cassa, quando sentiamo una voce maschile chiamare M., che quasi sopresa ed incredula riconosce un paio di amici di amci dei tempi della scuola, che tutti ingalluzziti e colpiti dall’eleganza e bellezza di M. la riempino di complimenti.
Si presentano e poi si scambiano diverse domande su cosa abbiano fatto in questi ultimi tempi in cui non si sono visti, che lavoro fanno, dove abitano… uno dei due ha gli occhi che continuano a guardare la gambe di M. ed ogni tanto guardano me quasi con senso di colpa… mentre l’altro continua aguardarla negli occhi e o buttare lo sguardo sulla scollatura.
Ci invitano a passare la serata con loro, M. dice che stavamo festeggiando l’anniversario, e che quindi avevamo dei programmi per festeggiare. Loro insistono, in onore dei vecchi ricordi, lei mi guarda, io non so dire di no a quello sguardo, paghiamo e ci mettiamo in auto per seguirli.
Ci fermiamo ad un locale poco affollato, parcheggiamo, entriamo e ci sediamo ad un tavolino, ordiniamo da bere e M. chiede di andare al bagno, rimasto solo con i due suoi amici scopro che uno fa il personal trainer mentre l’altro fa trattamenti fisici, massaggi e che hanno un bellissimo ricordo di M., ma ricordano anche che era molto timida, introversa e molto poco appariscente, quindi erano rimasti colpiti dalla sua metamorfosi, stupiti per la bellissima donna che è diventata, e continuavano a riempirla di complimenti. Approffittando dell’assenza di M. sono andato in bagno anche io, e al mio ritorno lei era seduta in mezzo a loro due, che con aria spregiudicata mi chiedono se non mi dispiace se M. resta in mezzo perchè stanno ricordando un po’ di momenti passati ai tempi della scuola. Nella penombra del locale però intravedo la gonna di M. leggermente tirata su, a lasciare intravedere il suo splendidore candore della pelle bianca, li dove termina la calza nera velata, lasciando intuire che uno dei due abbia fatto in modo che la gonna salisse. Nelle continue battute e risate vedo distintamente che cercano la scusa del contatto, delle loro mani con la sua, i dorsi delle loro mani sfiorarle le cosce, le teste cercare la sua appoggiandosi quasi cercando di intravedere nella scollatura. Parlano del passato, ma anche del presente, di come al lavoro gli si porgano di continuo situazioni intriganti con clienti, anche sposate, in occasione di allenamenti per uno o di trattamenti per il corpo dell’altro. E così facendo colgono l’ocasione per invitarla qualche volta a provare una seduta di allenamento o trattamento, ma M.non cede, è brilla ma sa che le due volpi hanno uno scopo, e mi guarda e sorride maliziosa.
Finito il secondo giro di brindisi facciamo per alzarci per andare via, ma i due insistono affinchè andassimo almeno a vedere il loro studio, M. per non rifiutare per l’ennesima volta accetta, e ci incamminiamo verso il loro posto di lavoro.
M. cammina a malapena sui tacchi, e alle volte si appoggia a me altre volte fa spalla a spalla con uno dei due, ma vederla camminare e ancheggiare su quei tacchi alti, quelle gambe così sinuose, rendevano tutto con un sapore particolarmente sensuale.
Arrivati al loro studio, entriamo e la prima cosa che fano mi chiedono di scattare una foto a loro tre per ricordare questo evento, M. si mette in mezzo, loro due la abbracciano di fianco e scatto, poi M. si mette quasi in posa tirando su una gamba e scatto, e uno dei due approfitta della posa per afferrare la gamba di M. e così facendo scopre completamente la coscia mostrando palesemnte ai due e al sottoscritto, che sotto la gonna del vestito indossava calze con reggicalze, e il bianco della pelle che si è visto aveva lasciato me piacevolmente colpito e i due quasi increduli.
Uno dei due colse l’occasione chiedendo se volessimo accomodarci nel salottino e provare una seduta, ma M. in maniera palese disse che come avevamo potuto apprezzare, sotto non era vestita in maniera tale da potersi mettere comoda per un trattamento visto l’evento che avrebbe voluto festeggiare quella sera, e subito l’altro amico incalzando disse che quello non poteva essere modo migliore per poter festeggiare, e così dicendo cominciò a baciarla sul collo.
M. presa di sorpresa non ebbe neppure l’istinto di allontanarlo, quasi servendo un assist all’altro amico che si aggiunse a baciarla sul collo. M. quasi in estasi buttava la testa e gli occhi indietro stringendo tra le mani le giacche dei due suoi amici. Uno dei due si fermò dal baciarle il collo e guardandomi chiese se non mi dispiacesse, gli risposi che se non si era opposta M. perchè avrei dovuto farlo io… e fu così che uno dei due gli sfilò il copriabito posandolo sul divano, mentre l’altro tirò giù la lampo del vestito, facendolo cadere alle caviglie di M. che si mostrò in tutta la sua bellezza: praticamente sotto il vestito aveva solo fili… il reggiseno erano solo fili che tenevano sul il seno… il perizoma eraa tutto un filo con un minuscolo triangolo semitrasparente dietro in corrispondenza della “T” c’era una scritta “DEVIL”, a coronare tutto un sottile reggicalze che teneva su le calze velate nere.
Alla vista di tanto splenmdore a me diventò di marmo, ma anche ai due ragazzi aveva fatto un effetto niente male, M. divertita disse che lo aveva detto che sotto era vestita più per una serata da festeggiamenti per l’anniversario che non per una seduta di trattamenti, e i due subito eccitati ripreso a baciarle sul collo e i seni già scoperti.
Le loro mani percorrevano il suo corpo ala ricerca di ogni suo cm di pelle ormai scoperto da quei pochi fili che si intrecciavano, le mani di uno esploravano il suo sedere accarezzandolo e stringendolo, mentre l’altro accarezzava le cosce e risalendo entrava con due dita sotto il triangolo del perizoma, a sentire l’umido del piacere di M.
M. iniziò ad accarezzare i due sopra le patte dei pantaloni, e poco dopo liberò il piacere dei due ragazzi.
Una volta fuori si sedette sul divano dietro di loro e inizio lei un massaggio con la lingua ai loro cazzi duri, che erano palesemente lì per lì per esplodere.
ci volle molto poco affinchè i due venissero già una prima volta, ed M. prese tutto quel piacere nella sua bocca a turno, poi disse che era il suo turno di godere, e chiese che la penetrassero. I due avevano già di nuovo un’erezione tale per poterla penetrare, e io davanti a tanto spettacolo non potei altro che tirarmelo fuori e cominciarmi a segare.
Mentre uno dei due la scopava a pecora, l’altro le aveva messo il cazzo in bocca e M. stava godendo e gemendo, talmente tanto che il tizio dietro dovette uscire perchè stava di nuovo venendo mentre l’altro esplose di nuovo in bocca.
M. un po’ delusa perchè non era riuscita a venire, e i due tizi palesemente imbarazzati per non essere riusciti a resistere ed arrivare a meta, creò una piccola situazione di imbarazzo e gelo
M. delusa disse che sperava che sarebbero resistiti abbastanza da far partecipare anche me e di poter fare qualcosina in più, ma i due erano del tutto sfiniti dalla situazione che praticamente obbligarono M. e me a ricomporci e tornare a casa, e a finire tra noi quello che loro avevano iniziato…



Stupendo quando lo continui con la 3°parte Ti lascio la mail se mi vuoi contattare apaperina758G@yahoo.com
Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie